A far discutere maggiormente nelle ultime ore sono le fosse comuni ritrovate in alcune aree da poco abbandonate dalle forze di Mosca. Si tratta delle zone a nord della capitale Kiev coinvolte dal ritiro russo degli ultimi giorni. Il ritrovamento di fosse comuni potrebbe comportare una maggiore pressione sulla Russia affinché sospenda del tutto le operazioni militari. La guerra va comunque avanti. All’alba, intorno alle ore 5 locali, Odessa è stata scossa da una decina di esplosioni provocate dal lancio di missili cruise russi. Alcuni razzi sono stati intercettati dalla contraerea, ma sulla città si sono alzate varie colonne di fumo e sono scoppiati incendi. Dopo qualche ora, la Russia ha confermato l’attacco rivendicando “l’eliminazione di una raffineria di petrolio e di tre depositi di carburante”. Si combatte anche poco distante da Odessa e, per la precisione, nella città di Mykolaiv.

Da Mosca, intanto, il Cremlino ha ammesso che il Donbass si trova al centro della sua “operazione militare speciale”. “La nostra operazione è stata avviata su richiesta di queste due repubbliche: uno degli obiettivi principali consiste nel salvarle e ripristinare la loro statualità entro i confini del 2014, entro i confini sanciti dalla costituzione delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk”, ha spiegato il portavoce Dmitry Peskov.


🔴 La diretta:


Ore 22:46 | Zelensky contro Sarkozy e Merkel: “Vengano a Bucha a vedere gli effetti delle concessioni a Mosca”

“Vengano a Bucha a vedere gli effetti di 14 anni di apertura alla Russia, di concessioni a Mosca”: con queste parole il presidente ucraino Zelensky si è rivolto all’ex presidente francese Sarkozy e all’ex cancelliere tedesco Angela Merkel, rei secondo lui di aver dato credito al Cremlino.

“Non diamo colpa all’occidente – ha però aggiunto Zelensky – non diamo colpa a nessuno tranne che ai militari russi che hanno commesso quei crimini e a coloro che hanno dato quegli ordini”.


Ore 22:31 | Mosca: “Da Mariupol abbiamo fatto uscire 123.600 civili”

Sarebbero oltre 123.600 gli abitanti di Mariupol fatti evacuare dai russi nei giorni precedenti. Ad affermarlo sulla Interfax è stato il capo del Centro di controllo della difesa nazionale russo Mikhail Mizintsev: “In tutto, 123.686 persone sono già state salvate da Mariupol attraverso un corridoio umanitario in direzione est – ha dichiarato – senza alcun coinvolgimento della parte ucraina”.


Ore 22:22 | Di Maio: “Gli italiani ancora in Ucraina via il prima possibile”

Intervenendo alla trasmissione “Che tempo che fa”, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha esortato gli italiani ancora presenti in Ucraina a lasciare subito il Paese: “Putin sta perdendo la guerra – ha dichiarato – ma questo ci fa pensare a una maggiore aggressività nei prossimi giorni. Lasciate quanto prima l’Ucraina”. Gli italiani nel Paese sarebbero 160.


Ore 21:47 | Papa Francesco: “Stiamo lavorando a un incontro con il Patriarca Kirill”

Il Pontefice, confermata la possibilità di un viaggio a Kiev, sta valutando anche l’incontro con il Patriarca di Mosca Kirill. Non nella capitale russa, bensì in medio oriente: “Stiamo lavorando, si pensa a un incontro in Medio Oriente”, ha dichiarato Papa Francesco nell’incontro avuto con i giornalisti a bordo dell’aereo che lo sta riportando a Roma dopo la visita a Malta.


Ore 21:08 | Bucha, la Russia chiede riunione straordinaria consiglio di sicurezza

Dopo aver bollato per fake news le notizie provenienti da Bucha che parlavano di fosse comuni, il governo di Mosca tramite il proprio ambasciatore alle Nazioni Unite ha ufficialmente chiesto una riunione di emergenza del consiglio di sicurezza dell’Onu. Secondo la Russia le indiscrezioni sulle fosse comuni sono una “provocazione ucraina”.


Ore 20:58 | Mosca: “Kiev ha fatto saltare corridoi umanitari a Mariupol”

“L’operazione umanitaria ben organizzata per salvare civili e stranieri da Mariupol è stata cinicamente interrotta dalla parte ucraina, perché la parte della via di evacuazione vicino a Mariupol che è stata colpita dal fuoco intensivo delle unità dell’esercito ucraino e dei battaglioni nazionalisti, che hanno usato mortai e armi pesanti”. Ad affermarlo, come riportato dall’agenzia Tass, è stato Mikhail Mizintsev, funzionario del Ministero della Difesa russo.


Ore 20:09 | Zelensky: “Usa non danno garanzie sulla nostra sicurezza”

Intervistato dall’emittente americana Cbs, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha ringraziato Stati Uniti per gli sforzi fatti finora per aiutare l’Ucraina ma, al tempo stesso, ha rimarcato che da Washington non è arrivata alcuna garanzia sulla sicurezza: “Non ci hanno dato garanzie di sicurezza – ha dichiarato il presidente ucraino – Questo deve essere compreso. Né gli Usa e né altri Paesi hanno offerto garanzie”.


Ore 20:05 | Nuovi raid nel sud dell’Ucraina, colpiti oblast di Mykolaiv e Dnepr

Fonti locali e fonti ufficiali ucraine affermano che alcuni attacchi russi sono stati portati a termine nelle province di Mykolaiv e Dnepr. A Mykolaiv, in particolare, un missile ha ferito 14 persone nella località di Ochakiv. Nell’oblast di Dnepr invece sono state bersagliate alcune cittadine nell’area di Kryvyj Rih.


Ore 19:40 | Bucha, Scholz: “Adesso più sanzioni alla Russia e più armi all’Ucraina”

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz è intervenuto in merito le immagini relative alle fosse comuni di Bucha: “Dopo quanto osservato – ha dichiarato il capo dell’esecutivo tedesco – occorrono importanti misure”. Il cancelliere ha annunciato la proposta circa nuove sanzioni da applicare alla Russia e l’invio di nuove armi a Kiev.


Ore 19:34 | Patriarca Kirill: “Russi non amano la guerra, ma difenderemo la nostra patria”

“Oggi la nostra Patria sta attraversando un momento difficile e per questo la nostra speciale preghiera è per le Forze Armate, per i nostri soldati, ai quali è legata la speranza della sicurezza, della libertà, della vera indipendenza del nostro Paese”. Lo ha riferito durante la liturgia presso la Chiesa Madre delle Forze Armate russe il Patriarca Kirill.

“Indipendenza, una parola spesso usata nel modo sbagliato – ha proseguito – perché la maggior parte dei Paesi del mondo si trova oggi sotto la colossale influenza di una forza che ora, purtroppo, si oppone alla forza del nostro popolo, un popolo che deve svegliarsi, svegliarsi, capire che è giunto un momento speciale, dal quale può dipendere il destino storico del nostro popolo”.

“Siamo un Paese e un popolo amante della pace – ha aggiunto Kirill – che ha sofferto le guerre come poche altre nazioni europee. Non abbiamo alcun desiderio di guerra o di fare qualcosa che potrebbe danneggiare gli altri. Ma amiamo la nostra Patria e saremo pronti a difenderla nel modo in cui solo i russi sanno difendere il proprio Paese”.


Ore 19:17 | Onu: “Seri interrogativi su crimini di guerra in Ucraina”

Le Nazioni Unite hanno preso posizione circa le notizie riguardanti possibili fosse comuni nella città ucraina di Bucha: “I cadaveri scoperti a Bucha, in Ucraina – si legge in una nota del Palazzo di Vetro – sollevano seri interrogativi su possibili crimini di guerra”. Il segretario Antonio Guterres ha invocato un’indagine indipendente per chiarire ogni aspetto della vicenda.


Ore 19:05 | Bucha, Procura Generale di Kiev: “Fino ad ora sono 410 le vittime accertate”

Il procuratore generale di Kiev, Iryna Venedyktova, ha reso noto che al momento i civili ritrovati senza vita nelle aree a nord di Kiev sono 410. Non è stato chiarito quanti di questi si trovavano all’interno delle fosse comuni denunciate attorno la cittadina di Bucha. “Ci vorrà tempo e un approccio molto professionale – ha chiarito il procuratore in un post su Facebook – per ricostruire la vicenda e raccogliere informazioni utili per le indagini”.


Ore 18:53 | Fonti tedesche: “Berlino ha rifiutato di girare all’Ucraina cento veicoli corazzati”

La testata tedesca Welt ha pubblicato nelle scorse ore un articolo secondo cui il governo di Berlino avrebbe rifiutato di girare a Kiev almeno cento veicoli corazzati da trasporto Marder. La richiesta, da parte ucraina, sarebbe stata fatta nei giorni scorsi e la Germania non si sarebbe però dimostrata disponibile.


Ore 18:47 | Johnson: “Affameremo la macchina da guerra di Putin”

Intervenendo con una nota dopo la diffusione delle immagini di Bucha, il premier inglese Boris Johnson ha usato parole molto dure contro Vladimir Putin: “Oramai è disperato – si legge nella nota – la sua invasione sta fallendo”.

“Farò tutto ciò che è in mio potere per affamare la macchina da guerra di Putin – ha poi proseguito l’inquilino di Downing Street – gli spregevoli attacchi della Russia contro civili innocenti a Irpin e Bucha sono un’ulteriore prova che Putin e il suo esercito stanno commettendo crimini di guerra in Ucraina. Nessuna smentita o disinformazione da parte del Cremlino può nascondere quella che tutti sappiamo essere la verità: Putin è disperato, la sua invasione sta fallendo e la determinazione dell’Ucraina non è mai stata così forte”.


Ore 18:01 | Kiev: “Russi hanno deportato 40.000 cittadini da Mariupol”

L’esercito russo ha trasferito con la forza 40.000 residenti della città costiera di Mariupol nei territori sotto il suo controllo. A riferirlo è stata la commissaria per i diritti umani del parlamento ucraino, Liudmyla Denisova. Citata da Ukrinform, Denisova ha denunciato anche il presunto trasferimento forzato 17 bambini da un ospedale di Mariupol.

“Faccio appello al Comitato internazionale della Croce Rossa – ha dichiarato Denisova – affinché si adoperino per aiutare a riportare dalla Russia gli ucraini trasportati illegalmente e ad aprire corridoi umanitari sicuri dalle aree in cui vi è ostilità”.


Ore 17:49 | Proteste a Kherson

Nuove manifestazioni contro l’occupazione russa sono state segnalate nel sud dell’Ucraina. La più importante a Kherson, l’unica grande città in mano russa. Alcuni cittadini in piazza hanno cantato slogan pro Ucraina sventolando le proprie bandiere nazionali. Non si sono verificati scontri con l’esercito di Mosca.


Ore 17:44 | Russi evacuano anche zone attorno a Sumy

Dopo aver lasciato le regioni a nord di Kiev, i soldati russi adesso starebbero evacuando anche le province attorno la città di Sumy, a est della capitale. A riferirlo sono fonti dell’amministrazione regionale di Sumy. Le truppe di Mosca avrebbero lasciato anche l’area di Konotop, cittadina assediata da fine febbraio.


Ore 17:32 | Zelensky: “Madri dei soldati russi dovrebbero guardare che razza di figli hanno allevato”

“Le madri dei soldati russi dovrebbero vedere le immagini di Bucha, dovrebbero vedere quanto accaduto. Guardate che bastardi avete cresciuto. Assassini, saccheggiatori, macellai”. Lo ha dichiarato in un discorso su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Poco prima lo stesso Zelensky aveva fatto visita in ospedale ai feriti civili e militari ricoverati a Kiev”.


Ore 16:54 | Draghi: “Italia condanna gli orrori di Bucha”

“I crimini visti a Bucha ci lasciano attoniti, l’Italia condanna questi orrori”. Lo ha dichiarato il presidente del consiglio Mario Draghi, il quale ha aggiunto che la Russia “dovrà rendere conto di queste azioni”.


Ore 16:20 | Blinken: “Le immagini di Bucha sono un pugno nello stomaco”

“Le violenze imputate alle forze russe a Bucha, nella regione di Kiev, sono un pugno nello stomaco”. A dichiararlo alla Cnn è stato il segretario di Stato Usa, Anthony Blinken, secondo cui quanto trapelato da Bucha “costituisce la realtà di ogni giorno fino a quando proseguirà la brutalità della Russia contro l’Ucraina”.


Ore 15:59 | Mosca: “False le informazioni sulle fosse comuni a Bucha”

Il ministero della Difesa russo, tramite il suo canale ufficiale di Telegram, ha bollato come “fake news” le notizie in cui si parla di civili massacrati a nord di Kiev e di fosse comuni ritrovate a Bucha. Nelle aree cioè dove l’esercito di Mosca si è ritirato nelle scorse ore. A dare notizia della presa di posizione del ministero della Difesa è stato su Twitter il giornalista della Bbc Will Vernon.


Ore 15:39 | Sindaco Odessa: “Non escludiamo attacco russo sulla città”

Gennadiy Trukhanov, sindaco di Odessa, ha affermato di non poter escludere un attacco da parte della Russia contro la sua città. “Siamo pronti. La città si sta preparando – ha dichiarato ala Tv Bfmtv – Le nostre forze armate e la difesa territoriale sono pronte alla possibilità che gli occupanti vogliano attaccare Odessa”. Nel frattempo in lontananza sono ancora ben visibili le nuvole di fumo che si innalzano dall’incendio divampato dal deposito di carburante bombardato nelle scorse ore dai russi.


Ore 15:13 | Kiev: “57 corpi trovati in fossa comune a Bucha”

Il capo dei soccorritori della zona a nord di Kiev, Serhii Kaplychny, ha dichiarato alla France Press che in una fossa comune ritrovata alle porte di Bucha, città da poco tornata in mano ucraina, sono stati trovati almeno 57 cadaveri. Sono in corso le operazioni di identificazione.


Ore 14:43 | Anonymus pubblica nomi dei 120mila soldati russi che hanno invaso Ucraina

Gli hacker di Anonymous hanno rilasciato in rete la lista di 120mila soldati russi che partecipano all’aggressione contro l’Ucraina. “Tutti i soldati che partecipano all’invasione militare devono essere puniti in quanto colpevoli di crimini di guerra”, si legge nel comunicato di Anonymous.


Ore 14:25 | Due esplosioni a Belgorod

Due esplosioni sono state udite nella città russa di Belgorod, vicino al confine con l’Ucraina. Lo hanno riferito due testimoni a Reuters. La causa delle deflagrazioni non è ancora chiara.


Ore 14:13 | Missili russi su porto Mykolaiv

Le forze aeree russe hanno colpito con i loro missili il porto ucraino di Mykolaiv nel Mar Nero. Lo ha detto Anton Gerashchenko, collaboratore del ministero dell’Interno ucraino ripreso dalla stampa britannica. In precedenza, un attacco missilistico ha preso di mira le strutture di stoccaggio del carburante nella città portuale meridionale di Odessa, come poi confermato anche da Mosca.


Ore 13:55 | Mosca, pagamento in rubli per altri beni oltre a gas

La Russia domanderà pagamenti in rubli anche per le forniture di altri beni, oltre al gas. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riportato dall’agenzia Ria Novosti.


Ore 13:14 | Kiev: “Distrutta la più grande raffineria del Paese”

Le forze russe hanno distrutto sabato la raffineria di Kremenchuk, nel centro dell’Ucraina, la più grande del Paese, insieme ai serbatoi di carburante e lubrificanti che circondano l’impianto. Lo ha riferito l’agenzia di stampa polacca Pap, citando Dmitro Lunin, capo dell’amministrazione militare della regione di Poltava. “L’incendio è stato spento, ma l’impianto è stato completamente distrutto e non può continuare a funzionare”, ha spiegato Lunin, aggiungendo che diverse persone sono rimaste ferite nell’attacco e hanno subito gravi ustioni, sebbene le loro vite non siano al momento in pericolo. Lunin ha aggiunto che è stata evitata una catastrofe ambientale e che i servizi di emergenza stanno monitorando da vicino la situazione.


Ore 12:46 | Kiev: “Ripreso controllo di Pripyat”

Le forze armate ucraine hanno ripreso il controllo della città “fantasma” di Pripyat, nella regione di Kiev, che dista soli due chilometri dalla centrale nucleare di Chernobyl. Lo ha annunciato lo Stato maggiore della Difesa di Kiev su Facebook.


Ore 12:21 | Polonia: “Pronti a ospitare armi nucleari se Usa ce lo chiedono”

Il vice primo ministro polacco Jaroslav Kaczynski ha affermato che Varsavia è aperta al dispiegamento di armi nucleari statunitensi sul suo territorio se servisse. Lo ha detto Kaczynski in un’intervista al quotidiano tedesco Welt am Sonntag. “Se gli americani ci chiedessero di mantenere le armi nucleari statunitensi in Polonia, saremmo aperti a questo. Rafforzerebbe in modo significativo la deterrenza su Mosca”, ha detto Kaczynski chiarendo che il dispiegamento di armi nucleari americane in Polonia non è stato ancora discusso, ma “questo potrebbe cambiare presto”.


Ore 11:40 | Regione Kryvyi Rih sotto controllo esercito ucraino

Il capo dell’amministrazione militare di Kryvyi Rih, Oleksandr Vilkul, ha dichiarato in una intervista alla emittente Suspilne che la situazione nella regione è sotto il controllo delle forze armate ucraine e che i russi sono stati respinti. “Oltre 10 abitazioni private sono state danneggiate insieme ad un centro educativo e ad una stazione di servizio. Non ci sono vittime”.


Ore 11:11 | A Kherson fuoco russo sui civili

L’esercito russo ha aperto il fuoco sui civili durante una manifestazione pacifica a Kakhovka, nella regione di Kherson. Alcuni manifestanti sono stati detenuti e ci sono feriti. Questo si legge sul canale telegram della tv Suspilne.


Ore 10:50 | Mosca: “A Odessa distrutti raffineria e depositi carburante”

La Russia conferma l’attacco vicino a Odessa, rivendicando “l’eliminazione di una raffineria di petrolio e di tre depositi di carburante e lubrificanti con missili di alta precisione lanciati da terra e da mare”, come ha affermato il portavoce della Difesa, Igor Konashenkov. I siti “servivano per il rifornimento delle forze ucraine nella zona di Nikolaev”, ha aggiunto.


Ore 10:20 | Londra pronta a inviare missili anti nave a difesa di Odessa

Il governo del Regno Unito sarebbe pronto a fornire all’Ucraina missili anti nave per fermare attacchi via da mare da parte russa. In particolare, Londra vorrebbe inviare gli armamenti per alleviare la pressione di città costiere come quella di Odessa. E’ quanto rivela oggi il quotidiano britannico Sunday Times, secondo cui il premier Boris Johnson avrebbe parlato con i ministri del governo della sua volontà di fornire nuovi armamenti a Kiev.


Ore 9:50 | Aperto nuovo corridoio a Mariupol

Le autorità di Mosca hanno stabilito l’apertura di un nuovo corridoio umanitario da Mariupol, nel sud-est dell’Ucraina, a Berdyansk per evacuare civili e cittadini stranieri. Lo ha annunciato il ministero della Difesa russo, sottolineando che Mosca fornirà piena assistenza nell’evacuazione di civili e cittadini stranieri in conformità con la richiesta del presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, all’omologo della Federazione Russa, Vladimir Putin. Il corridoio umanitario è stato aperto a partire dalla scorsa mezzanotte.


Ore 8:43 | Kuleba: “Da Italia ci aspettiamo armi necessarie”

“Noi ci aspettiamo dall’Italia le armi necessarie a difenderci e siamo felici che si sia assunta il ruolo di Paese guida nello sforzo di farci entrare in Europa come membro a pieno titolo”, ha dichiarato Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri ucraino, in un’intervista a Il Corriere della Sera. “Vorrei dire che coloro che rifiutano l’invio di armi all’Ucraina in realtà sostengono la continuazione della guerra. Prima noi saremo in grado di espellere i russi e prima la guerra sarà finita”, ha proseguito.


Ore 8:43 | Kiev: “Respinti sei attacchi missilistici nel Donbass”

“Sul territorio degli oblast di Donetsk e Lugansk, nel Donbass l’Ucraina “ha respinto sei attacchi nemici, distrutto quattro carri armati, sei unità di veicoli blindati e sette unità di veicoli nemici”. Lo affermano i vertici militari ucraini in un post su Facebook, riportato da Bbc.


Ore 8:18 | Kiev: “Odessa attaccata dal cielo”

“Odessa è stata attaccata dal cielo”, alle prime ore di questa mattina, ha confermato Anton Herashchenko, consigliere del ministero degli Interni ucraino, sul suo canale Telegram, un post rilanciato da Moscow Times. Alcuni dei missili lanciati sono stati neutralizzati dalla difesa aerea ucraina, ha rivendicato. “In alcune zone della città ci sono incendi”, ha aggiunto.


Ore 7:40 | A Odessa colpito deposito carburante

Un deposito di carburante a Odessa, vicino a binari dei treni, è in fiamme. Secondo testimoni citati dalla Cnn sei colpi sarebbero stati esplosi sul sito, da cui ora si leva un denso fumo nero, prima dell’alba. Diverse persone denunciano di aver visto droni sorvolare la città, intorno alla zona del deposito colpita negli ultimi due giorni. Nuove esplosioni sono state udite dopo l’arrivo dei pompieri.


Ore 6:35 | Zelensky: “Mosca vuole controllare Donbass e sud del Paese”

L’obiettivo della Russia è quello di “catturare sia il Donbass che il sud dell’Ucraina”, ha denunciato il Presidente ucraino Volodymir Zelensky in un discorso nella tarda serata di ieri, precisando che le forze militari ucraine hanno ripreso il controllo delle zone intorno a Kiev e a Chernihiv. “Stiamo rafforzando le nostre difese lungo la direttiva orientale e nel Donbass“, ha aggiunto.


Ore 6.10 | Cremlino: Donbass al centro delle operazioni militari

Il Cremlino ha ribadito che il Donbass si trova al centro della propria “operazione militare speciale. La sovranità delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk – ha spiegato il portavoce Dmitry Peskov – è stata riconosciuta dalla Russia. “La nostra operazione è stata avviata su richiesta di queste due repubbliche: uno degli obiettivi principali consiste nel salvarle e ripristinare la loro statualità entro i confini del 2014, entro i confini sanciti dalla costituzione delle repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk”, ha concluso lo stesso Peskov.


Ore 5:46 | Forti esplosioni a Odessa: città sotto attacco

Esplosioni si sono verificate nel centro di Odessa, la città portuale sul Mar Nero nel sud dell’Ucraina. Immagini pubblicate sui social mostrano il centro cittadino colpito da alcuni razzi e colonne di fumo tra i palazzi. Le esplosioni si sono verificate intorno alle 6 locali (le 5 in Italia). Nella notte le sirene di allarme per i movimenti dei bombardieri russi sono suonate in diverse città ucraine: da Kiev, Mariupol e, appunto, Odessa.


Ore 4:35 | Bombardieri russi in volo: sirene in molte città

Tornano a suonare le sirene per possibili attacchi aerei in Ucraina. L’allarme è scattato alle 4.20 locali (3.20 in Italia) in molte città, tra cui Kiev, Leopoli, Dnipropetrovsk e Odessa. Le autorità ucraine hanno segnalato la presenza di bombardieri russi in volo che potrebbero sganciare ordigni su infrastrutture e insediamenti civili.

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