I raid russi delle ultime ore confermano quanto fatto trapelare dallo stesso comando ucraino: Mosca cioè sta cambiando strategia, preferendo l’uso dei missili a quello dell’aviazione, evitando così l’azione di velivoli esposti alla contraerea. I bombardamenti della notte appena trascorsa hanno riguardato diverse aree del Paese, a partire da quella a nord di Kiev da cui gli ucraini stanno comunque notando un effettivo parziale ritiro delle forze russe verso la Bielorussia. Colpite pesantemente le province di Poltava e Lugansk. La zona orientale dell’Ucraina è stata bersagliata in modo particolare, anche questo segno di una nuova strategia di Mosca volta a preparare un’offensiva su larga scala nel Donbass.



Paura anche a Odessa, dove nella tarda serata di venerdì diversi missili sparati dalle navi russe stanziate sul Mar Nero hanno raggiunto la città. Ci sarebbero almeno tre vittime, ma forse il bilancio potrebbe aggravarsi. Odessa per il momento appare lontana dal fronte, visto che le truppe russe sono ferme a est di Mykolaiv e sono tenute lontane dall’azione dell’esercito di Kiev. Ma lo spettro di un’invasione anfibia non è mai cessato. Nel corso della mattinata, sono arrivate notizie relative ad una mobilitazione da parte delle truppe di Vladimir Putin in Transnistria. La Moldavia ha smentito questo quadro che è stato invece rilanciato da fonti ucraine. Nel contempo, il responsabile della Regione di Sumy ha annunciato via Bbc il rapimento di un amministratore locale da parte dei russi, mentre alcuni volontari hanno diffuso la notizia del rapimento di Mariana Vyscemyrska, una ragazza divenuta nota per una fotografia scattata nell’ospedale di Mariupol. Il governatore del Luhansk ha reso noto come un gasdotto ed una diga siano stati colpiti da un’offensiva missilistica russa. Il gasdotto non è più utilizzabile. E così gli abitanti di un’intera Regione sono attualmente senza gas. Bombardamenti russi, inoltre, sono stati segnalati a Balakliia, dove le truppe di Putin, per le autorità locali e militari ucraine, hanno colpito l’ospedale.

Kiev, nel corso della serata, ha annunciato di aver liberato l’intera Regione della capitale. Nella cittadina di Bucha, le forze ucraine hanno dichiarato di aver rivenuto 300 persone sepolte nelle fosse comuni. Stando a quanto trapelato sempre dalle fonti di Kiev, sembrerebbe si possa trattare di civili. Sempre a Bucha, gli ucraini che sono rientrati in città, hanno denunciato l’utilizzo dei bambini come “scudi umani” da parte dei russi.

Oggi intanto attesi nuovi segnali dalla diplomazia. I colloqui tra le parti proseguono, il ministro degli Esteri russi Sergej Lavrov dall’India, dove si trova in visita, ha dichiarato che Mosca sta scrivendo le risposte alle richieste trapelate dalla parte ucraina a Istanbul. Novità potrebbero quindi esserci nelle prossime ore. Per parte ucraina, è stata annunciata la rifinitura delle bozze che dovranno seguire per i negoziati tra le due parti. Per il portavoce dei negoziatori si tratterebbe di condizioni che Mosca avrebbe già accettato in forma orale. Il summit tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin potrebbe tenersi in Turchia.


🔴 La diretta:


Ore 22.50 | “Bimbi usati come scudi umani”

Continuano ad emergere novità da Bucha, una delle cittadine nei limitrofi di Kiev che è stata liberata dalle truppe ucraine. Stando a quanto ripercorso dal Guardian, infatti, gli ucraini hanno denunciato l’utilizzo dei bambini come “scudi umani” da parte dei russi. Una prassi che non riguarderebbe soltanto Bucha: “Casi di utilizzo di bambini come copertura sono stati registrati nelle oblast (ndr. regioni) di Sumy, Kiev, Chernihiv e Zaporizhzhia”, ha fatto presente Lyudmila Denisova, che è il difensore civico dei diritti umani dell’Ucraina, così come fatto presente dall’Ansa. Gli ucraini che sono riusciti a rientrare a Bucha, nel corso della giornata di oggi, avevano già parlato di “fosse comuni”, raccontando il ritrovamento di 300 cadaveri.


Ore 22:14 | “Bozze per le negoziazioni pronte”. Si ipotizza incontro Zelensky-Putin in Turchia.

Le bozze per le negoziazioni tra Ucraina e Russia sarebbero pronte. Questo, almeno, è quanto dichiarato da David Arakhamia, il vertice di coloro che trattano per la parte ucraina. L’esponente è stato citato da Interfax: “La Russia ha dato una risposta ufficiale su tutte le posizioni, vale a dire che accettano la posizione ucraina a eccezione del tema della Crimea. Il ministro degli Esteri Kuleba ha detto che non c’è alcuna conferma ufficiale per iscritto, ma verbalmente, ieri, in videoconferenza, è emerso che la parte russa non obietta ad alcuna posizione”. E ancora: “I russi hanno anche confermato la loro tesi che le bozze di documenti sono state elaborate abbastanza perché siano condotte consultazioni dirette tra i due leader del Paesi: il nostro compito è preparare la fase finale non del documento, ma dei temi che saranno affrontati, e di preparare il futuro incontro dei presidenti”. A riportarlo è stata l’Adnkronos. Non è ancora la svolta diplomatica attesa ma è di sicuro un segnale di novità rispetto all’andazzo. Secondo il negoziatore ucraino, il summit tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin potrebbe avere luogo in Turchia. Si è parlato in questo senso di alte “probabilità”. La Russia, per gli ucraini, avrebbe insomma detto di “sì” alle proposte contenute nella bozza di negoziazione ma in forma orale.


Ore 22:05 | Telefonata Zelensky-Johnson: “Gran Bretagna è nostro potente alleato”

Nel corso della giornata di oggi, Volodymyr Zelensky ha avuto un’interlocuzione telefonica con il leader della Gran Bretagna Boris Johnson. Il premier britannico, per la Russia, è il più attivo dei leader europei nel campo dell’inasprimento (sempre dal punto di vista russo) dei rapporti. “Un’altra conversazione con Boris Johnson sul sostegno alla difesa dell’Ucraina, sul rafforzamento delle sanzioni anti-russe e sulle garanzie di sicurezza del dopoguerra. Non vedo l’ora che arrivi la conferenza dei donatori per l’Ucraina. La Gran Bretagna è un nostro potente alleato”, ha scritto il presidente ucraino a mezzo social.


Ore 21:27 | Trovato morto il sindaco di Motyzhyn

Stando a quanto ripercorso dal quotidiano di Makariv, il sindaco di Moyzhyn e la sua famiglia sono stati ritrovati morti nelle fosse comuni della cittadina. Il sindaco era stato posto sotto sequestro dall’esercito di Vladimir Putin ormai lo scorso 23 maggio. A riportarlo è stata l’Adnkronos.


Ore 20:55 | Peskov: “Nato creata come organizzazione aggressiva”

“Dicono che la Nato è un’organizzazione difensiva. Ma un fucile d’assalto Kalashnikov è comunque un fucile d’assalto. Così è la Nato. Sono stati progettati e creati per essere un’organizzazione aggressiva”. Così, poco fa, si è espresso Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, in un’intervista rilasciata a Bielorussia24. La notizia è stata battuta, tra gli altri, dall’Adnkronos. Il portavoce del Cremlino ha definito “non facili” le negoziazioni con gli uomini di Volodymyr Zelensky ma ha comunque definito “importante” il fatto che vadano avanti.


Ore 20:42 | Il Parlamento ucraino: “Dall’inizio della guerra, i russi hanno colpito 274 strutture mediche”

Il Parlamento ucraino ha voluto dare un aggiornamento statistico via Twitter: come si legge sull’account ufficiale dell’assise, l’istituzione ucraina ha comunicato che, dall’inizio del conflitto, le strutture mediche ad essere state bersagliate dall’offensiva russa sono quasi trecento e, per la precisione, duecentosettanta quattro. Tra il personale sanitario, sarebbero morte nove persone, mentre i feriti nello stesso ambito corrisponderebbero ad una trentina di persone.


Ore 19:46 | Il ministero della Difesa ucraina: “Abbiamo liberato tutta la Regione di Kiev”

Il ministero della Difesa ucraina, tramite il viceministro Hanna Malyar, ha detto che l’esercito ucraino è riuscito a liberare l’intera Regione di Kiev.


Ore 19.25 | La Polonia chiede più sanzioni, mentre la Lituania esce dal sistema del gas russo

Alcune nazioni europee stanno prendendo delle posizioni e facendo delle scelte in queste ore. La Polonia ha chiesto di inasprire le sanzioni per il tramite del premier: “Ciò – ha fatto presente, riferendosi al tasso di cambio del rublo, che sembra favorire Mosca per i polacchi – significa che tutte le misure economiche, microeconomiche, macroeconomiche, finanziarie, di bilancio e monetarie, non hanno funzionato come avrebbero voluto alcuni politici”. E quindi bisognerebbe aumentare le misure previste sino a questo momento contro l’economia di Mosca. La Lituania ha invece annunciato di essere il primo Paese dell’Unione europea ad aver deciso per lo stop alle importazioni di gas russo, così come ripercorso dall’agenzia Nova.


Ore 19:00 | Il sindaco di Bucha: “300 persone sepolte in fosse comuni”

Il sindaco di Bucha, una delle cittadine liberate dalle truppe ucraine, ha parlato del ritrovamento di 300 persone sepolte in fosse comuni. Bucha è una citta ora nelle mani degli ucraini, dove questi ultimi hanno detto, nel corso della giornata di oggi, di aver rivenuto circa venti vittime civili per strada.


Ore 18.31 | Bombardato l’ospedale di Balakliia, nella Regione di Kharkiv

L’ospedale di Balakliia, nella Regione di Kharkiv, è stato bombardato dai russi. “Gli occupanti russi colpiscono l’ospedale distrettuale di Balakliia. L’edificio è stato parzialmente danneggiato. Pazienti e personale sanitario necessitano di immediata evacuazione. Stiamo facendo di tutto per salvare le persone”, ha scritto via Telegram il responsabile regionale dell’esercito di Zelensky. Settanta è il numero delle persone che sono state evacuate.


Ore 18:27 |Tre missili russi hanno colpito Myrhorod

Tre missili dell’esercito di Vladimir Putin hanno colpito a Myrhorod. A farlo sapere, come riporta l’Agi, è il capo dell’organizzazione militare ucraina della cittadina che si trova a Sud-Est di Kiev. “Tre missili hanno colpito infrastrutture a Myrhorod. Le conseguenze degli attacchi nemici sono ancora in corso di accertamento. Secondo le prime informazioni, non si registrano feriti”, ha fatto presente Dmytro Lunin. Nel corso del tempo, è stato chiarito come l’attacco abbia riguardato la pista di decollo dell’aeroporto.


Ore 18:20 | Oleksiy Arestovych: “Riprenderemo Mariupol”

La controffensiva ucraina procede bene. Tanto che sarà possibile riconquistare Mariupol. Ne è convinto Oleksiy Arestovych, consigliere presidenziale ucraino. Per quanto l'”offensiva” stia “andando bene” – ha detto Arestovych – l’opera di riconquista “non sarà facile”. Poi – come raccontato dall’Agi – l’invito al ritorno alla normalità per le persone che non risiedono in zone interessate direttamente dalla guerra: “In quelle aree che vengono liberate dal nemico, che non sono sotto minaccia immediata, soprattutto nelle città dell’Ucraina centrale e occidentale o in quelle dell’Est e del Centro dove non c’è minaccia immediata, la ripresa economica è cruciale per ripristinare la normale vita sociale e politica, nonchè psicologica”, ha fatto presente il consigliere di Zelensky.


Ore 18.05 | Fonti indipendenti: “Arrestate 176 persone in Russia per proteste”

Sarebbero 176 le persone arrestate in Russia per essersi opposti, con gesti pubblici o simili, a quella che Vladimir Putin ed i suoi continuano a chiamare “operazione speciale”. La notizia è stata battuta da Ovd-Inf, così come rimarcato dall’Adnkronos.


Ore 17:50 | Il governatore di Luhansk: “Colpiti gasdotto e diga”

Secondo quanto dichiarato dal governatore di Luhansk, i russi avrebbero colpito, per mezzo di due attacchi differenti, sia un gasdotto sia una diga. Serhiy Haidai lo ha scritto su Telegram, così come raccontato dall’agenzia Nova. L’attacco russo avrebbe comportato l’assenza di gas in casa per circa sessantamila persone ucraine.


Ore 17:40 | Rapita Mariana Vyscemyrska, la ragazza simbolo di Mariupol

Mariana Vyscemyrska, la ragazza diventata simbolo dell’attacco dei russi a Mariupol per via di uno scatto fotografico all’interno del nosocomio ospedaliero pediatrico, è stata rapita dai russi. Secondo quanto ripercorso dall’Adnkronos, i parenti della donna avrebbero domandato alle truppe russe di ricondurre la giovane sul territorio ucraino ma la richiesta non sarebbe stata esaudita. A riportarlo il quotidiano ucraino  Obozrevatel. La vicenda comunque tende a dover ancora essere risolta: esisterebbe un video in cui la ragazza smentirebbe la ricostruzione ucraina sull’attacco dei russi all’ospedale a Mariupol. Il che spingerebbe a pensare che chi dovrebbe averla rapita possa averle ordinato di fare quel filmato. In questo senso, l’Ansa parla di “giallo”.


Ore 17:20 | Trovati venti morti civili a Bucha

Venti morti civili: è questo il bilancio del rinvenimento di cadaveri dopo che l’esercito ucraino è riuscito a far arretrare le forze russa da Bucha, città che si trova vicino alla capitale Kiev. La notizia – come riporta l’Agi – è stata data da un cronista di France Presse. Ancora non sono chiari i motivi delle morti delle venti persone ma si pensa che i venti siano stati uccisi dai russi mentre scappavano dalla cittadina riconquistata dalle forze dell’esercito di Kiev. I corpi senza vita sono stati rintracciati per strada.


Ore 16:30 | Ora viene rafforzato il coprifuoco a Kiev

Brovar, Vyshgorod e Bucha: questi sono i nomi dei distretti per cui le forze ucraine, dopo essere riuscite nell’intento di sgomberare il campo dai russi, hanno previsto un coprifuoco rafforzato. L’obiettivo dell’esercito guidato da Zelensky, stando a quanto si legge sull’Ansa, è quello di “ripulire” e di “sminare” quelle zone. “Negli insediamenti di questi distretti, che erano sotto l’occupazione russa e sono stati liberati dalle forze di difesa ucraine, le restrizioni scattano dalle 21 stasera alle 6 del 5 aprile: è severamente vietato sostare nelle strade e in altri luoghi pubblici, spostarsi con i mezzi e a piedi. I residenti possono uscire solo durante l’allarme per recarsi nei rifugi”, si legge nel comunicato che è stato diramato.


Ore 15:50 | Rapito un vicesindaco ucraino nella Regione di Sumy

Non è il primo caso di rapimento che viene riportato durante questo conflitto: un vicesindaco della Regione di Sumy, stando a quanto raccontato dalla Bbc, è stato rapito dai russi. Il nome dell’amministratore rapito è Oleksiy Shibayev. I russi, come dichiarato da Dmytro Zhyvytskyi, che è l’amministratore della Regione, alla fonte appena citata, è stato preso mentre era intento ad avvicinarsi ad una missione ucraina in grado di distribuire aiuti umanitari.


Ore 15:39| Nuovo bilancio dell’attacco a Mykolaiv: i morti sono trentacinque

Mentre proseguono gli attacchi in territorio ucraino, arrivano aggiornamenti in relazione al numero delle persone decedute nell’offensiva compiuta attraverso missili lanciati contro il palazzo del governatorato di Mykolaiv. Un aggiornamento – come fatto presente dall’Adnkronos – è arrivato per il tramite della presa di posizione di Vitaly Kim, il governatore che in questo momento altrove: le persone decedute per via dell’attacco, stando al bollettino diramato, sono trentacinque. Prosegue l’opera di chi sta scavando per ricercare l’eventuale presenza di ulteriori vittime.


Ore 15:10 | La Russia muove le truppe in Transnistria, ma la Moldavia smentisce

Vladimir Putin ha iniziato a muovere i soldati che si trovano in Transnistria. Si tratta di una Regione separatista filorussa all’interno dei confini della Moldova. A dare l’annuncio della mossa dello “Zar”, secondo quanto viene ripercorso dall’Agi, sono stati gli ucraini attraverso l’ Ukrainska Pravda. Ma non è affatto detto che Putin utilizzi le truppe che ha in quella zona per la guerra in Ucraina. Gli stessi ucraini hanno specificato quale dovrebbe essere la funzione dei soldati, ossia quella di “mostrare che sono pronti a un’offensiva contro l’Ucraina”.

La conferma, dopo che le voci e le notizie che erano state diffuse anche nel corso della mattinata, è stata data alla stampa ucraina dallo Stato maggiore della nazione guidata da Volodymyr Zelensky. Tuttavia, nonostante la circolazione di certezze circolate in merito alla mobilitazione delle truppe russe, la Moldavia, attraverso il ministero degli Esteri, ci ha tenuto a smentire: “Le istituzioni statali responsabili della Moldavia stanno monitorando da vicino la situazione della sicurezza nella regione. Al momento, non ci sono informazioni che confermino la mobilitazione delle truppe in Transnistria”, hanno fatto sapere, come riportato dall’Ansa, fonte ufficiali.


Ore 14:52 | Kiev: “Riconquistati 30 insediamenti nella Regione”

Stando a quanto ripercorso dal Guardian, un consigliere di Volodymyr Zelensky ha annunciato la riconquista di trenta insediamenti nella Regione della capitale Kiev. L’esponente presidenziale ha anche sottolineato come gli ucraini siano intenti a resistere, tanto sul fronte del Sud, con la battaglia di Mariupol, quanto negli altri contesti territoriali in cui si sta combattendo.


Ore 14:40 | Cremlino: “Dialogo con Ue? Solo quando europei smaltiranno bourbon americano”

Dialogo sì, ma non adesso. É questo il concetto espresso dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, il quale ha usato davanti ai giornalisti una singolare metafora: “Il dialogo per Mosca si potrà riavviare – ha chiarito – quando gli europei si riprenderanno dalla sbornia del bourbon americano”. Lo ha affermato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov in un’intervista ad un programma che è stata ripresa dalla Tass.

Quando gli europei diventeranno un po’ sobri dal bourbon americano, quando penseranno che dovremmo occuparci noi stessi del destino del nostro continente, dell’Europa, persino dell’Eurasia, allora verrà il momento di rivalutare le nostre relazioni ed entrare in uno stato di dialogo” Dmitry Peskov


Ore 14:10 | Kiev: “Ripreso il controllo di Brovary”

Il sindaco di Brovary ha parlato di una situazione in divenire all’interno del suo comune, con i russi che hanno lasciato la città situata a est di Kiev. L’esercito ucraino, secondo anche altre testimonianze, oramai ha ripreso il controllo del territorio contribuendo quindi a far allontanare il fronte di guerra dalla capitale.


Ore 14:07 | Proseguono incessanti gli attacchi nell’est dell’Ucraina

Nelle ultime ore fonti locali e fonti dell’esercito ucraino hanno registrato decine di attacchi in diverse località dell’est dell’Ucraina. Raid sono piovuti a Severodonetsk, Rubizhne, Lysychansk, Kreminna, Hirske, Popasna Berezove, Toshkivka. Negli ultimi minuti sono stati registrati anche attacchi su Lozava, vicina la località di Izyum, data per caduta in mano russa da alcune ore.


Ore 13:27 | Telefonata Putin-Tokayev: “Concordi sulla neutralità dell’Ucraina”

Il presidente russo Vladimir Putin si è sentito telefonicamente con il presidente kazazo, Kassym-Jomart Tokayev. I due, hanno fatto sapere fonti del Cremlino, hanno concordato sulla necessità di un accordo per la neutralità dell’Ucraina, così come per la sua non appartenenza ad alleanze e la sua non nuclearizzazione.


Ore 12:34 | Allarme sul Pil ucraino: “Si rischia un -40% entro fine 2022”

Nel primo trimestre del 2022 il Pil ha subito un calo del 16% rispetto allo stesso periodo del 2021. I dati sono stati resi noti dal ministro dell’Economia ucraino Denis Kudin. Ovviamente a incidere è stata soprattutto la guerra iniziata il 24 febbraio. C’è adesso l’allarme per i dati dei prossimi trimestri: “L’aggressione della Russia contro l’Ucraina ha cambiato radicalmente la nostra economia – ha dichiarato Kudin – La nostra previsione per un calo del PIL nel primo trimestre del 2022 è del 16% e il calo annuale potrebbe raggiungere il 40%”.


Ore 12:19 | Kiev: “Russi mobilitano truppe dalla Transinistria”

“I russi hanno iniziato a mobilitare unità in Transnistria per condurre azioni in Ucraina”. L’annuncio è arrivato dallo Stato maggiore dell’esercito di Kiev ed è stato riportato dal quotidiano Ukrainska Pravda.

“Abbiamo notato che è stato intensificato il lavoro per mobilitare unità di truppe russe con sede nel territorio della regione transnistriana – si legge nel documento – della Repubblica di Moldova al fine di condurre provocazioni e svolgere azioni dimostrative al confine con l’Ucraina”. Lo Stato Maggiore ucraino ritiene plausibile un’azione contro il territorio ucraino da questa regione moldava.


Ore 12:17 | Ritrovato a nord di Kiev il corpo del fotografo Maks Levin

Non si avevano notizie del fotografo Maks Levin da almeno due settimane. Oggi, hanno fatto sapere fonti della polizia di Kiev, il suo corpo privo di vita è stato ritrovato nella località di Huta, a nord della capitale. Levin è la nuova vittima di questo conflitto nel mondo del giornalismo.


Ore 12:06 | Kiev: “Rapida ritirata tattica russa dalle aree a nord della capitale”

“Le forze russe stanno operando una ritirata rapida dalla regione di Kiev e di Chernihiv”: a confermarlo, dopo le dichiarazioni delle scorse ore dell’esercito ucraino, è stato il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podoliak.

“Mosca ha attuato questo manovra per un obiettivo obiettivo – ha sottolineato Podoliak su Telegram – un consolidamento delle truppe nell’Est e nel Sud del Paese”. “Appare chiaro che la Russia ha scelto un’altra tattica prioritaria – ha concluso il consigliere – ripiegare verso l’Est e il Sud, mantenere il controllo dei vasti territori occupati dove consolidarsi in mondo consistente”.


Ore 11:57 | Proteste e scontri tra manifestanti e soldati russi a Energodar

Da alcune ore sono in corso manifestazioni di cittadini ucraini nella località di Energodar, il paese dell’oblast di Zaporizhzhia che ospita la più grande centrale nucleare d’Europa oggetto di una battaglia tra russi e ucraini a inizio marzo. La cittadina è occupata dai russi da diverse settimane. Durante le manifestazioni sono scoppiati anche tumulti che hanno portato a scontri con i soldati russi.


Ore 11:41 | Rapito sindaco di Tavriya

I soldati russi avrebbero rapito un altro sindaco ucraino. Si tratta di Nykolai Rizak, primo cittadino del comune di Tavriya, comunità della regione di Kherson. A darne conferma anche fonti del parlamento ucraino. Tavriya, assieme all’intera area di Kherson, è finita in mano russa nei primi giorni di marzo


Ore 10:30 | Papa Francesco: “Sì, potrei andare a Kiev”

Rispondendo ai giornalisti mentre si trovava in volo verso Malta, Papa Francesco non ha escluso la possibilità di un suo viaggio a Kiev: “Sì, la proposta è sul tavolo”, ha dichiarato il Pontefice. Facendo in tal modo intendere che le strutture vaticane starebbero valutando tutti gli aspetti tecnici e di sicurezza per una visita nella capitale ucraina.


Ore 10:01 | Raid su Dnipro, tre edifici colpiti

Fonti ucraine parlano di almeno tre edifici presi di mira nelle scorse ore nel centro di Dnipro, città dell’Ucraina a cavallo tra le regioni centrali e orientali del Paese. Al momento non si segnalano vittime. Dnipro negli ultimi giorni ha visto un intensificarsi dei bombardamenti.


Ore 9:42 | Generale di riserva dei servizi ucraini arrestato al confine con l’Ungheria

Un generale riservista dell’Sbu, il servizio segreto interno di Kiev, è stato arrestato mentre si apprestava a fuggire in Ungheria. A darne notizia è stata l’agenzia Ukrinform, secondo cui l’alto ufficiale ha utilizzato documenti falsi per attraversare il confine a Tisza, nella regione della Transcarpazia.


Ore 8:40 | Treni umanitari dal Donbass a Leopoli

Sono tre i convogli ferroviari in partenza dalle province di Donetsk e Lugansk e diretti a Leopoli. A bordo ci saranno i cittadini in procinto di lasciare le aree più martoriate dalla guerra e dove si prevede nei prossimi giorni un’ulteriore intensificazione delle operazioni belliche.


Ore 7:44 | Zelensky: “Il pericolo adesso sono le mine”

In un nuovo discorso rilanciato sui social, il presidente ucraino Zelensky ha parlato del pericolo costituito dalle mine. Rivolgendosi ai cittadini delle località a nord di Kiev da dove i russi si sono ritirati, Zelensky ha lanciato un appello ad aspettare, prima di tornare a una vita normale, la bonifica del territorio: “I russi stanno minando tutto il territorio, stanno minando case, equipaggiamenti, anche i corpi delle persone che sono state uccise”.


Ore 7:21 | Trovati corpi di civili torturati a Sumy

Il servizio nazionale per le emergenze ha riferito di aver trovato dei corpi di civili con segni di tortura nei dintorni di Sumy, strategica città nel nord del Paese nei giorni scorsi al contro di offensive militari russe. La località dove sono state trovate le vittime è quella di Trostyanets, ritornata in mano a Kiev dopo circa un mese di presenza russa.


Ore 6:50 | I russi controllano la città di Izyum

Le truppe di Mosca sarebbero riuscite a entrare nella città di Iziym. Strategica località dell’oblast di Kharkiv, molto vicina al Donbass e alla linea di contatto di Lugansk, Izyum già nei giorni scorsi era stata data parzialmente in mano russa salvo poi subire un contrattacco ucraino. Sono adesso le stesse forze di Kiev ad attribuire il controllo della zona ai russi.


Ore 6:30 | Bus con civili a bordo arrivati a Zaporizhzhia

Dopo un viaggio di almeno dodici ore, alcuni mezzi partiti da Berdyansk, città sotto controllo russo, sono arrivati a Zaporizhzhia. A bordo c’erano numerosi civili sfollati da Mariupol. I corridoi umanitari aperti nel tardo pomeriggio di venerdì hanno quindi funzionato.


Ore 4:00 | Allarmi aerei in molte province dell’Ucraina

Da Kiev a Odessa, passando per Poltava e Lugansk e le altre province dell’est dell’Ucraina: allarmi aerei sono scattati da alcune ore in buona parte del Paese. A riferirlo è il servizio nazionale per le emergenze. Si temono diversi raid missilistici in diverse città. Allarme aereo scattato anche a Leopoli.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.