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Nel 2030 l’esercito degli Stati Uniti combatterà prevalentemente nelle megalopoli. E’ quanto si legge nella bozza del documento concettuale a firma del TRADOC, il The Army’s Training and Doctrine Command. Il TRADOC elabora le linee guide che l’Esercito utilizza per stilare i manuali e addestrare le truppe alle guerre ibride del domani. Nel “Multi-Domain Battle: Evolution of Combined Arms for the 21st Century, 2025-2040”, l’esercito del futuro dovrà essere molto più mobile e basato su diverse unità semi-indipendenti in grado di combattere come le grandi formazioni di oggi ed in tutti i domini. La strategia studia l’evoluzione dell’ambiente e degli avversari degli Stati Uniti nel tentativo di realizzare i loro obiettivi.

Si analizzano i tre concetti alla base del Multi-Domain Battle. Con il concetto Calibrate Force Posture si spiega che “il Multi-Domain Battle richiede un mix dinamico di agili forze semi-indipendenti in grado di dissuadere e sconfiggere un avversario in pochi giorni”.

Nel concetto Employ Resilient Formations si spiega che “il Multi-Domain Battle richiede formazioni semi-indipendenti in grado di condurre diverse operazioni scalabili a livello tattico. Tali unità dovranno possedere le capacità e la forza letale delle grandi unità di massa ed essere in grado di  operare agilmente in ambienti non permissivi”.

Nel concetto Converge Capabilities si spiega che “il Multi-Domain Battle richiede una convergenza politica, militare e la capacità letale/non letale su più domini nel tempo e nello spazio. Le finestre di vantaggio consentiranno alla Forza Congiunta di manovrare e raggiungere gli obiettivi, sfruttando le opportunità e le criticità nel nemico”.

“Avversari innovativi si sono adattati all’ambiente, alterando il modo stesso di concepire una battaglia e creando sistemi resilienti per sostenere tali strategie. Il contesto continua a mutare con avversari che sfidano le forze degli Stati Uniti in tutti i domini. Il campo di battaglia sta diventando più letale mentre la complessità operativa aumenta globalmente. Letalità e complessità plasmeranno le operazioni del futuro, alterando costantemente le battaglie nel tempo. La distinzione tra guerra e pace per identificare geograficamente un conflitto continuerà ad assottigliarsi nel tempo. Le forze nemiche combatteranno nei conflitti armati per raggiungere gli obiettivi strategici che l’US Army considera tali solo nella guerra convenzionale. Per rispondere ai conflitti armati, i comandanti Usa dovranno comprimere il campo di battaglia sia tatticamente, con capacità letali e non in qualsiasi parte del mondo, sia strategicamente respingendo contemporaneamente qualsiasi tipo di attacco”.

Combattere nelle megalopoli

Nel “Multi-Domain Battle: Evolution of Combined Arms for the 21st Century, 2025-2040” si rileva che le “forze regolari, irregolari, organizzazioni criminali e terroristiche sfrutteranno le quattro vulnerabilità principali delle forze americane”. A causa della velocità esponenziale della tecnologia, gli Stati Uniti perderanno i vantaggi che ancora oggi mantengono. La guerra si sposterà nelle megalopoli del pianeta.

“Nel 2030 il 60% della popolazione mondiale vivrà nelle città e megalopoli di oltre dieci milioni di persone. E’ nelle megalopoli che gli avversari impegneranno le forze Usa”.

La strategia rileva che il vantaggio statunitense rappresentato dalle forze corazzate e dall’aeronautica (come avviene oggi), sarà portato a zero nei combattimenti urbani. Internet sarà un aspetto fondamentale del campo di battaglia.

“Non solo in termini di attacchi informatici, ma nella necessità di formare costantemente e professionalmente l’opinione globale sul conflitto. Gli eserciti di troll che diffondono false notizie e disinformazioni sui social complicheranno la capacità dell’Esercito di acquisire e mantenere una comprensione accurata e aggiornata della situazione, così come il controllo sull’informazione”.

Si formula il concetto del Joker. Piccoli gruppi che possono utilizzare l’accesso al cyberspazio e alle armi nucleari, biologiche, radiologiche e chimiche per cambiare il corso di una battaglia e ridefinire le condizioni di risoluzione dei conflitti.

È una chiara evoluzione del concetto lupo solitario. Piccole unità in grado di bilanciare l’enorme divario con la forza regolare di uno Stato.

“I dispositivi come i telefoni con connessione ad internet diventeranno una vulnerabilità critica poiché l’avversario acquisirà la capacità di trovare ed attaccare simultaneamente le forze statunitensi ed alleate a distanze strategiche, operative e tattiche”.

Per combattere in questo ambiente, l’esercito degli Stati Uniti si sposterà verso formazioni più piccole, molto più versatili e più capaci ed alla stregua delle forze speciali di oggi, ma con maggiore capacità letale.

“Le formazioni semi-indipendenti non solo saranno impegnate a conquistare ed occupare un territorio, ma accederanno a funzionalità letali fino ad oggi a loro precluse con meno protezione sul campo e senza le costanti comunicazioni con i centro di comando”.

La parte “semi-indipendente”, nel Multi-Domain Battle: Evolution of Combined Arms for the 21st Century, 2025-2040, è la chiave per vincere le guerre ibride del futuro.

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