Guerra /

Nelle ultime ore stanno girando delle foto, rilanciate da numerose agenzie stampa, che ritraggono il leader della Corea del Nord in visita a quella che sembra una fabbrica di missili. In una foto in particolare Kim Jong-un è ritratto in una sala in cui c’è il modellino di un contenitore per il lancio di missili (in gergo “canister”), di quelli che sono montati sui veicoli TEL (Transporter Erector Launcher), e soprattutto si nota sul muro un disegno di un missile a 3 stadi che sembrerebbe essere quello di un nuovo missile intercontinentale, il Pukguksong-3, con una gittata massima stimata tra i 10 mila e i 12 mila km.

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In realtà non è del tutto una novità. Già durante la parata tenutasi ad aprile di quest’anno per 105 anniversario della nascita di Kim Il Sung si è visto per la prima volta quello che sembra essere il canister del Pukguksong-3 sfilare su TEL a 8 assi per le vie di Pyongyang. Tutti gli analisti concordano, però, nel ritenere il canister visto durante la parata privo del missile, in quanto le ruote del veicolo non evidenziano alcun tipo di deformazione dovuta al peso, enorme, del probabile nuovo missile intercontinentale.

La foto in cui viene ritratto Kim Jong-un con il disegno del missile non aggiunge nulla di nuovo quindi, dato che non abbiamo ancora modo di sapere se il missile è stato sviluppato o è rimasto ancora sulla carta, però almeno possiamo dire con una ragionevole dose di certezza che il nuovo missile sarà a 3 stadi, come il KN-20 recentemente lanciato con successo. Con altrettanta certezza si può affermare che il missile sarà a combustibile solido, fattore che ne ridurrà notevolmente i tempi di dispiego in caso di utilizzo.

Qui apriamo una piccola parentesi: la struttura di un missile a combustibile solido è più semplice rispetto a quella di uno a combustibile liquido, ma la complessità del design aumenta esponenzialmente con le dimensioni dello stesso richiedendo un intenso programma di test, test che ancora non sono stati effettuati per questo tipo di missile a 3 stadi. Il Pukguksong-3, le cui dimensioni stimate sono di 17 metri per 1,9 di diametro, deve infatti molto ad un altro missile a combustibile solido, questo davvero operativo: il Pukguksong-1, un SLBM (Submarine Launched Balistic Missile) a due stadi (lunghezza 9 metri, diametro di 1,35) da cui poi è stato sviluppato il Pukguksong-2, un IRBM che è la versione terrestre del missile precedente. Si ritiene che anche per questo nuovo missile ci sia lo zampino iraniano, infatti Pyongyang deve molto a Teheran per la sua tecnologia missilistica. Secondo gli analisti potrebbe trattarsi quindi di una variante degli iraniani Sejjil e Ashura, derivati dal Ghader-110.

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Particolare analisi merita il Tel di questo nuovo missile visto durante la parata. Trattasi di un modello cinese a 8 assi tipo WS51200 derivato dal russo SS-25 “Sickle”. Questo, a differenza di altri modelli nordcoreani, sembra essere in grado a tutti gli effetti da fungere da trasportatore/lanciatore mobile essendo la parte posteriore del canister più elevata rispetto a quella anteriore suggerendo che vi sia un sistema idraulico di elevazione al di sotto della stessa in grado di fungere da complesso di lancio.

Se e quando il missile a 3 stadi Pukguksong-3 diventerà operativo, grazie alla tecnologia a propellente solido e grazie al nuovo veicolo TEL, sarà in grado di rappresentare un nuovo tipo di minaccia per gli Usa ed i suoi alleati: il combustibile solido infatti oltre ad essere più sicuro, gli permette di avere tempi di lancio notevolmente più brevi ed il TEL completamente autonomo lo mette in grado di essere lanciato da qualsiasi parte della Corea del Nord senza bisogno di piazzole preparate e senza i tempi morti di elevazione e sgancio del missile dal veicolo come finora avviene.

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