Concetti incentrati su sistemi robotici antintrusione e strategie costruite sull’idroacustica siedono ora al tavolo delle “operazioni navali” aprendo una nuova era di manovre basate sulla teoria del “multi-criteria decision making”. Oggi il maritime-warfare è proiettato, infatti, su sistemi di sorveglianza, esplorazione e rilevamento robotico-sottomarino ed intanto nuove sfide s’identificano anche sul potenziamento di tutte quelle policy dedicate al miglioramento dell’interoperabilità tra veicoli autonomi e capacità di rete.

La sorveglianza subacquea e l’anti-submarine warfare russo

Mosca ora punta alla tecnologia sui sistemi autonomi di sorveglianza subacquea, la marina russa sembrerebbe infatti pronta a testare innovativi sistemi robotici sottomarini utili a facilitare l’impiego di antenne a lungo-cavo trainate da unità navali di superficie ed utili alla captazione e rilevamento di armamento subacqueo e sottomarino. Il Comando Generale della Marina del Cremlino, avrebbe fatto intendere, secondo quanto dichiarato da fonti autorevoli, che a Baltiysk è in fase di sperimentazione l’impiego di “unità-subacque-autonome”, cosiddette da rimorchio, per l’utilizzo del sistema sonar GPBA.

Tale tecnologia è costituita da lunghe antenne di circa due chilometri a cui sono collegate degli idrofoni trasportati in coda. Nel contesto dell’anti-submarine warfare esistono vere e proprie stazioni idroacustiche in acqua destinate al rilevamento e misurazione della direzione del suono. Esse si dividono in attive e passive: le prime emettono onde acustiche ricevendo in feed il segnale raccontato dall’eco ed ad essa riferiscono sonar, ecometri, escandagli. Le seconde, dette stazioni sonar passive, invece sono destinate al rilevamento del “rumore” di sottomarini e navi in movimento.

Il loro compito secondo anche le nozioni della pubblicazione “Ship hydroacoustic equipment: state and actual problems”, è quello di consentire alle antenne sonar che ricevono un segnale acustico, di leggerlo e riscriverlo sotto forma di veicolo elettrico o segnale elettronico, grazie ad processo di analisi basato sul “checking” dell’amplificazione, registrazione ed elaborazione del segnale. Differentemente accade per le stazioni idroacustiche passive, le quali agiscono solo in ricezione e perciò abili a mantenere la più totale segretezza e quindi fondamentali nella guerra-sottomarina.

Le strategie sull’idroacustica ed il futuro navale di Mosca

Le operazioni del Cremlino sembrerebbero ora proprio incentrate sullo sviluppo strategico ed operativo delle stazioni idroacustiche mediante il sistema GAS trainato. L’analista navale Alexander Mozgovoy, come riporta la testata Izvestia, ha rilasciato importanti indicazioni in merito a questo orientamento della Marina ed ai benefici che tale approcci comportano per il futuro delle operazioni navali dedicate alla sorveglianza robotica dei fondali ed alla guerra subacquea.

Mozgovoy ha anche spiegato alla testata russa i benefici e vizi di questa nuove manovre, dichiarando testualmente che: “Il vantaggio dell’antenna trainata e la sua elevata sensibilità, soprattutto in modalità passiva, è dovuto  proprio perché la sua lunghezza viene meno influenzata dal rumore e dalle vibrazioni della cabina elettrica della nave che la trasporta”. L’analista ha inoltre descritto i precedenti sforzi impiegati nella costruzione ed impiego di unità navali dotate di sonar “Avaks“. Quest’ultime furono costruite con l’obbiettivo scovare sottomarini nucleari e bombardarli con l’ausilio delle forze aeree e di altre unità antisommergibili.

Dall’analisi risulta chiaro che le problematiche più grandi erano correlate alle sproporzionate dimensioni delle antenne-trainate, in quanto è risultato evidente che la loro efficacia si esprimeva principalmente in un contesto comprensivo di larghe superfici e profondi fondali come quelli dell’oceano, i quali consentivano più ampi spazi di manovra. Tale analisi rivela inoltre che le operazioni subacquee russe oggi lavorano affinché le unità anti-sommergibili operino in gruppo o in coppia. Il sistema prevede infatti che mentre lo sciame di navi si fionda sull’obbiettivo, l’altra rimanga a monitorare l’attacco.

Il nuovo lavoro della marina moscovita si sarebbe focalizzato nel munire la fregata Project 20350 e la corvetta 20380 con stazioni idroacustiche trainate, dotate di supersistemi basati su tecnologia GAS e denominati “Vignette-e Minotavr”. Il loro funzionamento prevede un antenna flessibile ed un rilevatore sonar per le basse frequenze, trainato dalla poppa e destinato al rilevamento di siluri, navi e rumori fino a 100 chilometri. Attualmente la marina sta completando l’addestramento mediante Vyshny-Volochek. Secondo quanto riporta il ministero della Difesa di Mosca, le simulazioni in assetto coordinato con tutte le unità-navali  avrebbero rivelato una capacità di elaborazione degli-algoritmi talmente alta da respingere qualsiasi attacco. Questo potrebbe stimolare le aspirazioni del Cremlino nel poter-guardare ora anche alla corsa-per-il dominio del mare.

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