L’S-400 è un sistema anti-aereo prodotto dall’Almaz Central Design Bureau di Mosca, una “Joint Stock Company” dedicata all’industria radiotecnica fondata nel 1947 e specializzata nella produzione di missili per i sistemi di difesa. Considerato il fiore all’occhiello russo, è operativo dal 2007 nelle forze russe con l’appellativo di Triumph.

Il valore strategico degli S-400 che destabilizza la geopolitica-Nato

Il processo di questo progetto è stato abbastanza tortuoso. Secondo alcune letterature militari, lo sviluppo del sistema cominciò alla fine degli anni Ottanta affrontando un numero importante di analisi e test prima di entrare in servizio. Sebbene la forza aerea del Cremlino ne annunciò l’esistenza già nel 1993, solo nel 1999 fu registrato il primo successo ad Astrakhan, nell’area di Kapustin Yar. Solo nell’aprile del 2004, mediante le manovre del sistema 48N6DM, si ebbe l’intercettazione di un missile balistico dopo anni in cui solo alcuni ufficiali ne avevano rivelato l’esistenza.

Considerato oggi uno tra i più importanti sistemi di difesa al mondo, è divenuto, grazie soprattutto all’abilità di Vladimir Putin, un fondamentale “strumento politico-diplomatico” per gli affari esteri di Mosca. Questo è stato confermato anche dalle recenti parole dell’ex Segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, che in una recente intervista rilasciata a Foreign Policy si è pronunciato proprio sugli S-400. Dalle dichiarazioni si evince soprattutto che le preoccupazioni di Washington non venissero tanto dal risultato economico delle vendite, bensì da quello strategico che il sistema-missilistico comporta, in quanto la sua diffusione non solo influisce sulla politica e le relazioni della NATO in un’area, ma lavora contemporaneamente sulla destabilizzazione delle forze alleate.

La risposta di Sua Maestà agli S-400

Nel tempo la minaccia è stata vagliata anche da Londra. Il ministro della Difesa britannico Jeremy Quin ha annunciato una nuova generazione di missili di superficie che garantirà una letalità senza pari per i Jet F-35B. Il super armamento è conosciuto come Spear-3 e, secondo la Difesa, l’alta capacità del sistema di distruggere obiettivi in movimento lo rende soprattutto abile ad annientare qualsiasi sistema di difesa aerea.

Tale operazione è stata finalizzata con un contratto da 550 milioni di sterline con il gruppo MBDA. Secondo quanto dichiarato dal colonnello Martin French, team leader di DE&S, reparto predisposto al Lightweight and Medium Attack Systems, il successo dello Spear-3 è il risultato di mesi di negoziati tra MBDA e LMAS e tale connubio consentirà ulteriori traguardi con risvolti senza precedenti. Queste dichiarazioni, in realtà, potrebbero far pensare che più che alla necessità di contrastare i sistemi S-400, il Regno Unito abbia voluto pensare a una risposta negoziale capace di poter influenzare addirittura il futuro degli equilibri geopolitici.

Ecco come lo Spear riequilibra l’Occidente

Ad analizzare tale armamento esiste anche un interessante articolo indiano, secondo il quale, grazie all’utilizzo di sistemi avanzati Asraam, Spear e Meteor, associati ad una tecnologia stealth-F35, l’esercito britannico sarebbe capace di annientare il temutissimo sistema di difesa S-400 di Mosca. Secondo gli inglesi la capacità dell’F35 sarebbe in grado di distruggere facilmente il sistema russo grazie all’alta velocità a volo basso dei missili da crociera supportato da un sistema radar tra i più potenti al mondo.

Da quanto si evince dall’analisi di Defence Aviation Post, il vero incubo degli S-400 è proprio il sistema Spear, rispetto ai missili aria-aria a lungo e a corto raggio Meteor e ASRAAM. Lo Spear è ritenuto, infatti, l’unico abile a penetrare le difese aeree perché la sua tecnologia è in grado d’ingannare tutti i sistemi. Particolare menzione analitica è focalizzata sul sistema Spear-EW, in quanto è spiegato che quando tutto l’armamento è collegato in rete “i missili da crociera hanno capacità di agire come uno sciame di api, riuscendo ad interrompere le parti critiche della rete di difesa aerea nemica”. E di conseguenza distruggere l’obbiettivo.

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