“La Russia ha completamente perso l’Ucraina“. Non solo: “la sconfitta della Russia non le lascerà alcuna speranza di ricostruire il suo vecchio impero”. Queste considerazioni cupe e pesantissime, almeno nei contenuti, sono state rilasciate da Gao Yusheng, un ex ambasciatore cinese a Kiev.

Il signor Gao, nel corso di un seminario online organizzato dall’Accademia cinese delle Scienze, ha speso parole di critica nei confronti della missione militare russa. In un secondo momento quelle stesse parole sono state riprese dal sito cinese Pheonix News anche se, come ha sottolineato il Guardian, sono state subito cancellate. A quanto pare non abbastanza velocemente, perché le frasi del diplomatico asiatico hanno già fatto il giro del mondo.

Ma che cosa ha detto Gao? Intanto che il presidente russo Vladimir Putin non ha mai accettato l’indipendenza e la sovranità delle ex repubbliche sovietiche, e che le frequenti “violazioni” dei loro territori perpetuate dal presidente russo “rappresentano la maggior minaccia alla pace, la sicurezza e la stabilità in Eurasia”. L’ambasciatore ha proseguito nel suo ragionamento spiegando che il capo del Cremlino considera l’ex Urss “sua esclusiva zona d’influenza” e che vuole “restaurare l’impero”.



Perché la Russia sta perdendo

Parlando della guerra in Ucraina, le considerazioni di Gao si fanno via via sempre più affilate. A detta dell’ex ambasciatore, quando terminerà il conflitto, emergerà un nuovo ordine con l’Ucraina fuori “dalla sfera d’influenza russa”. A quel punto la Russia di troverà drasticamente indebolita e isolata. Se Mosca ha perso Kiev, infatti, allo stesso tempo l’ex Unione Sovietica, con l’eccezione della Bielorussia, “ha rifiutato di sostenere la Russia”.

Scendendo nei dettagli, la posizione della Russia nella guerra in Ucraina “è diventata sempre più passiva e sfavorevole” e la sua “prossima sconfitta è già chiara”.

Cinque sono i motivi sintetizzati da Gao. Primo: la Russia è in declino sin dal crollo dell’Unione Sovietica, un declino anche legato ai fallimenti delle politiche interne ed esterne della cricca dominante russa. Questo processo è stato esacerbato dalle sanzioni economiche occidentali che hanno danneggiato settori dell’economia. “Il cosiddetto risveglio o rivitalizzazione della Russia sotto la guida di Putin è falso; semplicemente non esiste. Il declino della Russia è evidente nelle sue sfere economiche, militari, tecnologiche, politiche e sociali e ha avuto un grave impatto negativo sull’esercito russo e sul suo sforzo bellico”, ha chiosato l’ex ambasciatore.

Secondo: la forza economica e finanziaria dell’esercito russo “non è commisurata al suo status di cosiddetta superpotenza militare” e non potrebbe sostenere una guerra high-tech “che costa centinaia di milioni di dollari al giorno”. Avendo fallito la prospettiva di una guerra lampo, per Mosca il futuro sarebbe già scritto.

Terzo: i vantaggi militari ed economici della Russia rispetto all’Ucraina sono stati compensati dalla resilienza dell’Ucraina e dagli aiuti enormi, duraturi ed efficaci forniti all’Ucraina.

Quarto: le guerre moderne sono necessariamente guerre ibride, che riguardano militari, economiche, politiche, diplomatiche, dell’opinione pubblica, della propaganda, dell’intelligence e dell’informazione. “La Russia non è solo in una posizione passiva sul campo di battaglia, ma ha perso in altre aree. Ciò significa che è solo questione di tempo prima che lo sia finalmente la Russia”, ha chiosato Gao.

Quinto e ultimo motivo: la Russia non può più decidere quando e come finirà la guerra.

Il peso delle parole di Gao

Diciamo che l’ambasciatore Gao Yusheng, ora in pensione, potrebbe non avere molta influenza sulla politica della Cina, ma potrebbe tuttavia riflettere le opinioni di altri cinesi ben informati, inclusi alcuni accademici dell’Accademia cinese delle scienze sociali (CASS), un importante think tank tanto per il Partito Comunista Cinese e quanto per il governo.

In ogni caso, Gao è, come detto, un diplomatico in pensione della Repubblica popolare cinese. Dal 2001 al 2003 ha servito come ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Turkmenistan; dal 2003 al 2005 in Uzbekistan e dal 2005 al 2007 in Ucraina. Il suo ultimo incarico è stato quello di Vice Segretario Generale dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.

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