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Guerra /

Nella giornata di mercoledì 25 novembre, la Russia ha effettuato un nuovo test del sistema antimissili balistici (Abm – Anti-ballistic missile) Prs-1M, anche noto come 53T6M oppure A-235.

Il Prs-1M è un nuovo intercettore ipersonico sviluppato da Mosca, derivante dallo A-135 “Gazelle” e inteso come sostituto dell’intercettore endo-atmosferico 53T6. Il nuovo intercettore è in grado di raggiungere una velocità massima di 4 chilometri al secondo, ovvero Mach 14 ed è dotato di un sistema di guida migliorato per superare le esche (i Penaid, Penetrator Aid) dei missili balistici e di un migliore sistema di propulsione.

Il missile viene lanciato dagli stessi silos dell’intercettore a corto raggio 53T6. Il Prs-1M fa parte di una architettura antimissile basata su tre “strati”

  • Un primo a lungo raggio, utilizzante il vettore 51T6 e in grado di distruggere bersagli a distanze fino a 1500 chilometri e ad altitudini fino a 800mila metri
  • Il secondo a medio raggio, con missile che è un aggiornamento del 58R6, progettato per colpire bersagli a distanze fino a mille chilometri viaggianti ad altitudini fino a 120mila metri;
  • L’ultimo a corto raggio che è il Prsm-1M (53T6M), che ha un raggio d’azione di 350 chilometri e un limite di quota di 40/50mila metri

I missili a lungo raggio saranno molto probabilmente dotati di testate nucleari, mentre gli altri utilizzano testate ad energia cinetica. I test di questi nuovi missili che fanno parte del sistema A-235 “Samolyot-M” sono iniziati nell’agosto 2014. Le forze armate russe hanno però condotto il primo test in assoluto dell’intercettore Prs-1M nel novembre 2017, dallo stesso poligono in Kazakistan utilizzato per quest’ultimo (Sary Shagan) e il secondo il 12 febbraio 2018, sempre nello stesso sito. Il Prs-1M sarebbe in grado di neutralizzare testate di missili balistici in arrivo singole e multiple, incluse quelle degli ultimi missili balistici intercontinentali (Icbm) statunitensi.

Nel giugno 2019 è stato effettuato un nuovo test mentre quest’anno, quello del 25, è il secondo facendo segnare anche due lanci nel medesimo mese: il primo è avvenuto all’inizio di novembre. Il missile utilizza un nuovo carburante composito che consente di raggiungere velocità ipersoniche (superiori a Mach 5) dal momento del lancio stesso. Le forze armate russe stanno sviluppando questo missile con l’obiettivo che un singolo Prs-1M sia in grado di colpire una testata nucleare in arrivo, inoltre, il vettore, all’interno dell’architettura A-235, sarà integrato al nuovo sistema S-500, in modo da avere uno scudo difensivo multistrato più efficiente.

Il missile è costruito dalla Almaz Antey che produce anche una seconda variante dello stesso, utilizzata come arma Asat (Anti Satellite) basata a terra e montata su Tel (Transporter Erector Launcher) ruotato: si tratta dal Pl-19 “Nudol”.

Secondo quanto riferito dagli Stati Uniti, la Russia ha effettuato un test di questo sistema d’arma antisatellite a risalita diretta il 15 aprile 2020. Il lancio si è svolto alle 15:00 Utc dal Cosmodromo di Plesetsk, nel nord della Russia. Osservatori indipendenti ritengono che il missile intercettore Nudol trasportasse un veicolo killer fittizio che non ha colpito alcun oggetto nell’orbita terrestre bassa e si pensa, in base ai Notam (Notice to Airmen) emessi, che sia precipitato nel mare di Laptev nell’Oceano Artico.

Il vettore del Nudol è ritenuto poter raggiungere un’altitudine massima di 1500 chilometri: ciò significa che può potenzialmente colpire i satelliti in orbita bassa ovvero satelliti di osservazione della superficie terrestre, inclusi i satelliti da ricognizione militare e di intelligence.

La Russia ha iniziato a testare il Nudol nel 2005, ma l’attuale variante, che si credeva fosse già in servizio, ha cominciato le prove nel 2014. Probabilmente, il sistema comprende diversi componenti mobili, vale a dire:

  • Il lanciatore 14P222 su veicolo ruotato a due canister
  • Il posto di comando e di controllo 14P078
  • Il radar 14TS031
  • Il veicolo di trasporto delle “ricariche”
  • Probabilmente altri mezzi ad esempio, quelli per le comunicazioni e la designazione del bersaglio in modo da essere collegati alla cintura difensiva aerospaziale russa.

La Russia nelle ultime settimane sta inanellando tutta una serie di test delle sue armi ipersoniche di ultima generazione. Vi abbiamo già raccontato del lancio di un missile 3M22 Zircon, effettuato da una fregata nel Mar Bianco, che è stato anche al centro di un piccolo “giallo” relativo ad un tentativo di disinformazione attuato dal Cremlino. Mosca, nella giornata di ieri, ha diffuso un video, tramite l’agenzia stampa Tass, in cui si può osservare un secondo test di quello che sembra essere un altro Zircon, effettuato sempre dalla medesima unità navale e nel medesimo tratto di mare, ma questa volta in notturna.

Il programma di armamenti ipersonici russi è sicuramente quello più avanzato al mondo in questo momento, con almeno due sistemi, il veicolo di rientro per Icbm tipo Hgv (Hypersonic Glide Vehicle) “Avangard” ed il missile da crociera aviolanciabile Kh-47M2 Kinzhal, ma è tallonata da vicino dalla Cina, che sembra aver dispiegato il suo primo vettore balistico di questo tipo, il Df-17.

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