Alla luce delle recenti tensioni che si sono manifestate a livello mondiale, la Russia di Vladimir Putin ha deciso di non farsi cogliere impreparata, avviando esercitazioni militari finalizzate a migliorare l’efficienza della propria difesa balistica. In particolare, nella giornata di martedì l’esercito russo ha compiuto una simulazione di guerra utilizzando la base radar Don-2N, studiata per prevenire un attacco balistico sul suolo della Nazione. Preparata per intercettare attacchi balistici intercontinentali anche nel caso in cui essi siano dotati di sistemi di disturbo del segnale o che dispongano di falsi bersagli da innescare in caso di controffensiva. L’esercitazione militare compiuta dalle forze armate russe è stata documentata dall’agenzia di stampa del Paese, Sputnik.

Lo scopo dell’esercitazione ha riguardato la preparazione di tutte le squadre che, in caso di attacco, dovrebbero intervenire direttamente per avviare la procedura di intercettazione. Non è stata monitorata soltanto la divisione di ufficiali presenti al posto di comando nella stazione radar, bensì anche il personale predisposto all’inserimento dei dati e delle coordinate del bersaglio. L’esercitazione simulata dalle truppe russe è stata svolta per preparare i militari ad un eventuale attacco nei confronti della capitale Mosca. Allo stato attuale, la strumentazione in possesso grazie al Don-2N e la potenza di fuoco garantita dai missili 53T6 permetterebbero di intercettare un missile in arrivo nel raggio di circa 3,7 mila chilometri: sufficienti per garantire la sicurezza della quasi totalità della Russia europea.

Che cos’è il Don-2N

Il Don-2N è una complessa strumentazione difensiva risalente ancora al periodo sovietico, negli anni della guerra fredda con gli Stati Uniti d’America. Creato nel 1978, faceva parte di un sistema di difesa che aveva il compito di garantire la sicurezza della regione di Mosca, specularmente al sistema anti-balistico americano costruito nel Nord Dakota. Il via libera alla costruzione dei due sistemi anti-balistici fu siglata tra il governo dell’Urss e quello americano, a patto che essi non coprissero la totalità del territorio del Paese, l’anno precedente all’inizio dello studio del sistema di difesa, risalente al 1971.

A causa infatti dei potenti armamenti presenti nella struttura radar, il rischio che i due Paesi arrivassero a possedere un numero troppo alti di armamenti avrebbe destabilizzato la sicurezza internazionale: motivo per il quale si scelse appositamente di limitare la possibilità di ricorrere a copie del medesimo progetto.

La stazione radar Don-2N ha la possibilità di rilevare la presenza anche al di fuori dell’atmosfera di un eventuale missile balistico, aumentando notevolmente le capacità di difesa della Russia. Inoltre, è stata strutturata per poter funzionare nella più completa autonomia anche nel caso in cui non ci fosse personale presente all’interno della struttura, grazie al suo altissimo grado di automazione. La base, considerata all’epoca il fiore all’occhiello della difesa sovietica e che ha mantenuto il suo valore anche ai giorni nostri, può essere vista come la garanzia della Russia di non vedere il proprio territorio bersaglio di un conflitto missilistico.

Grazie al suo potente segnale radar è inoltre in grado di captare anche i movimenti balistici che avvengono all’esterno del territorio russo. Fattore molto importante se si considera che copre interamente lo spazio aereo del Medio Oriente, negli ultimi anni teatro dei più grandi conflitti a livello globale e che ha permesso all’intelligence della Russia di conoscere lo stato della situazione prima ancora degli organi di informazione. E nel suo raggio d’azione, infine, rientrano anche le principali basi di lancio missilistiche della Russia, garantendo quindi anche la difesa dei propri sistemi balistici di attacco.

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