La principale direttrice di attacco russa per il momento sembra muoversi lungo il fronte meridionale dell’Ucraina. Già subito dopo l’inizio dell’attacco ordinato dal Cremlino nella notte tra mercoledì e giovedì i soldati di Mosca sono riusciti qui ad avanzare in modo più netto, specie in confronto con i fronti di Kharkiv e Kiev. Una svolta importante è arrivata nel pomeriggio di sabato. I russi infatti, dopo aver conquistato la città di Melitopol, hanno guadagnato terreno lungo la costa del mar d’Azov, iniziando a premere sulla periferia di Mariupol. L’obiettivo è puntare, a partire dalle prossime ore, proprio su quest’ultima cittadina, vero e proprio snodo strategico della regione.

L’avanzata di sabato

Tra giovedì e venerdì l’esercito russo è riuscito a piazzare le proprie bandiere in diverse località a nord della Crimea. Dai confini con la penisola annessa a Mosca nel 2014 migliaia di uomini hanno iniziato a penetrare in Ucraina, puntando verso le vicine rive del fiume Dnepr. La conquista di Nova Kachovka, annunciata durante le prime 24 ore di conflitto, ha dato da subito l’impressione di una rapida avanzata russa nel sud dell’Ucraina. E soprattutto ha dato modo alle truppe di muoversi in direzione est, verso cioè il territorio affacciato sul Mar d’Azov. Tuttavia l’avanzata delle prime ore è stata in parte rallentata da un’importante resistenza ucraina. Nella città di Kherson, situata sempre lungo le rive del Dnper ma sulla sponda occidentale, russi e ucraini hanno dato vita a una cruenta battaglia ancora oggi in corso. Diverse fonti militari hanno indicato in Kherson la località dove entrambi gli eserciti stanno riscontrando il maggior numero di perdite. Per gli ucraini del resto, difendere la città vuol dire sbarrare le porte verso Odessa. Mantenere le truppe di Kiev impegnate qui però, al tempo stesso ha permesso ai russi di avere maggior spazio verso est.

Dalla Crimea venerdì pomeriggio i vertici della Difesa russi hanno continuato a far affluire decine di mezzi e uomini per avanzare lungo le sponde del mar d’Azov. Si è anche parlato di uno sbarco anfibio da parte dei russi non lontano dalla città di Melitopol. Abitata da più di 150mila persone, questa località è esattamente a metà strada tra la Crimea e Mariupol. I russi sono riusciti a prenderla nelle prime ore del mattino di sabato. A testimoniarlo diversi video che ritraggono la bandiera russa all’ingresso della locale stazione di Polizia, così come altre immagini dove carri armati contrassegnati dalla lettera Z pattugliano le strade cittadine.

La presa di Melitopol ha aperto la strada verso Mariupol. Nel tardo pomeriggio di sabato la Difesa russa prima e fonti locali ucraine poi hanno annunciato l’arrivo delle truppe di Mosca nell’aeroporto di Berdiansk. I pochi uomini a disposizione nella regione e l’impossibilità di operare nella zona con l’aviazione, sta costringendo gli ucraini alla ritirata. Dallo scalo aereo conquistato i russi hanno adesso a tiro la periferia di Mariupol, distante non più di 70 km.

La pressione dei separatisti di Donetsk

Contemporaneamente all’avanzata russa lungo le coste del mar D’Azov, nelle ultime ore sono state registrate nuove incursioni da parte dei combattenti separatisti. Anche loro puntano su Mariupol. É bene ricordare che la città portuale è situata nell’oblast di Donetsk ed è quindi rivendicata dalle autorità che nel 2014 hanno creato la Repubblica di Donetsk, riconosciuta da Mosca il 21 febbraio scorso. In questo sabato pomeriggio fonti militari hanno riportato l’avanzata dei separatisti ad est di Mariupol, andando oltre i confini disegnati dalla linea di contatto degli accordi di Minsk. Una piccola avanzata, quella dei combattenti filorussi, in grado però di mettere ulteriore pressione sul porto principale del mar d’Azov.

Mariupol pronta ad essere cinta d’assedio

I russi stanno avanzando da ovest, i separatisti invece da est. A Mariupol già ci si sente sotto assedio. Lo ha riferito anche l’inviato Andrea Nicastro, presente in città. Su Twitter sono apparsi video di soldati ucraini che hanno impostato check point nelle principali vie di accesso alla città. In alcuni casi si sono registrati arresti e momenti di estrema tensione con i civili che provavano a lasciare Mariupol. Sui social in tanti hanno fatto un appello a non allontanarsi dal centro in quanto oramai la situazione appare molto pericolosa. In città ha sede la Brigata Azov, protagonista della guerra con i separatisti nel 2014. Mariupol però è strategica soprattutto per altri motivi. La sua caduta darebbe ai russi e ai separatisti le chiavi del principale porto della regione. Inoltre collegherebbe le zone già conquistate dalle truppe di Mosca con quelle controllate dalle repubbliche filorusse. In poche parole, si creerebbe un unico grande corridoio tra Lugansk, Donetsk e la Crimea.

La battaglia per la presa di Mariupol potrebbe scattare nelle prossime ore o forse, in alcuni punti della periferia orientale, sarebbe già scattata. Ad ogni modo, assieme alla battaglia per Kiev, si tratta di una delle offensive più importanti per determinare l’esito della guerra.

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