La morte di Daniel Forestier potrebbe sembrare a tutti gli effetti la trama di una classica spystory . Il corpo del 57enne è stato rinvenuto dalle forze dell’ordine in un parcheggio isolato non molto distante da Ballaison, comune francese di 1.334 anime situato nel dipartimento dell’Alta Savoia. Secondo quanto riferito dalla polizia, Daniel Forestier, ex agente dei servizi segreti francesi, è stato ucciso a seguito di cinque spari di pistola, di cui uno alla testa e uno al cuore. “Un lavoro fatto da un professionista”, sostengono gli inquirenti.

Come spiega il Corriere della Sera,  Forestier, 57 anni, era autore di diversi romanzi di spionaggio: sei mesi fa era stato messo sotto indagine per il suo presunto ruolo in un piano finalizzato a uccidere in territorio francese il generale Ferdinand Mbaou, noto oppositore del regime del presidente Denis Sassou-Nguesso della Repubblica del Congo, ex colonia francese.

La strana morte sulle Alpi di Daniel Forestier

Secondo quanto riportato da Fox News , la sua morte arriva a sei mesi da quelle grave accusa di aver messo in piedi un piano per ammazzare Mbaou. Daniel Forestier ha lavorato per 14 anni presso la Direction générale de la sécurité extérieure, i servizi segreti esteri della Francia(Dgse), dove ha preso parte a operazioni sensibili. I problemi legali di Forestier sono iniziati dopo che alcuni agenti lo hanno sentito parlare di una cospirazione per assassinare il generale Ferdinand Mbaou, l’ex capo della guardia presidenziale del Congo, che ora risiede in Francia.

Forestier aveva negato di essere coinvolto in quel complotto. Secondo la polizia francese, tuttavia, esiste un legame tra la sua morte e l’inchiesta Mbaou. “Troviamo difficile credere che questo omicidio non abbia alcun legame con l’implicazione di [Forestier] nell’affare Mbaou”, ha spiegato un investigatore francese.

L’ex spia era stato incriminato lo scorso 12 settembre 2018 con le accuse di partecipazione a cospirazione criminale e possesso di materiale esplosivo. Insieme a lui era stato incriminato anche un altro ex agente segreto francese, Bruno Susini, un uomo molto vicino alla ex patron della Dgsi (i servizi di intelligence interni), Bernard Squarcini.
Secondo quanto riportato dal Guardian, lo scorso settembre Le Monde ha riferito che Forestier aveva ammesso di far parte di un gruppo formato per uccidere Mbaou, che viveva in Val d’Oise, a nord di Parigi, ma aveva confermato agli investigatori che dopo aver svolto la “ricognizione” si era reso conto che l’operazione era “impossibile”.

Il generale Mbau

Mbaou, 62 anni, era a capo della guardia presidenziale del predecessore di Sassou-Nguesso, Pascal Lissouba, ma fuggì dal Paese africano quando Lissouba fu rovesciato in un colpo di stato nel 1997. Da allora, è stato un feroce critico del regime di Sassou-Nguesso ed in passato è già stato vittima di un tentativo di omicidio, tant’è che conserva tuttora in corpo una pallottola vicino al cuore. A Paris Match ha dichiarato di aver appreso del piano per ucciderlo dai giornali.

“So perché vogliono uccidermi. Sono stato avvisato e ho anche ricevuto delle minacce. Ho provato ad avvertire i servizi [di sicurezza] ma non hanno fatto nulla”, ha spiegato Mbaou alla stampa francese. Chi ha ammazzato l’ex spia francese e perché? Forse sapeva troppo? La polizia indaga, ma visti gli interessi in campo sarà difficile arrivare a capo di quella che sembra essere la trama di un romanzo di Ian Fleming.

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