Gli Stati Uniti non hanno fin qui inviato soldati boots on the ground a sostegno di Kiev ma, almeno indirettamente, stanno partecipando alla guerra in Ucraina spedendo ingenti quantità di armi al governo guidato da Voldoymyr Zelensky.

Proprio le armi rappresentano una variabile fondamentale del conflitto. Già, perché gli ucraini, inizialmente in difficoltà, dopo aver ricevuto le prime forniture belliche occidentali, non solo sono riusciti a resistere di fronte all’offensiva di un esercito sulla carta più forte. Le forze di Kiev, infatti, sono anche riuscite a sferrare alcune controffensive convincenti, soprattutto nelle aree settentrionali del Paese abbandonate dai russi, adesso impegnati nel quadrante orientale.

Il peso delle armi occidentali, dunque, è stato e continua ad essere determinante, a maggior ragione se consideriamo anche l’altrettanto e parallelo decisivo contributo derivante dalle varie informazioni di intelligence condivise da Stati Uniti e potenze europee con i partner ucraini.

Detto questo, gli Stati Uniti hanno mille ragioni per interessarsi a questa guerra. Anche se il nemico numero uno di Washington resta la Cina, la Russia viene subito dopo il Dragone e rappresenta pur sempre una minaccia, una bomba da disinnescare al più presto. Per questo il Pentagono prende nota di tutte le armi utilizzate dal Cremlino, mentre gli analisti statunitensi appuntano i movimenti dell’esercito russo.



Studiare il nemico

Detto altrimenti, la guerra in Ucraina è utile agli Stati Uniti per osservare da vicino non solo le tattiche adottate da Mosca, ma anche gli utilizzi e gli effetti delle armi impiegate dall’esercito russo sul territorio ucraino. Per quale motivo? Un confronto diretto tra Usa e Russia non sembrerebbe essere in programma, almeno non nell’imminente futuro. Non è da escludere, tuttavia, un confronto militare che potrebbe opporre americani e cinesi, e sappiamo che l’Esercito Popolare di Liberazione cinese (Epl) ha imitato molto da vicino le truppe russe, soprattutto nelle recenti fasi di ammodernizzazione generale.

La maggior parte delle recenti riforme militari cinesi, adottate per tenere il passo degli Stati Uniti, è stata influenzata dal modello militare russo. L’Epl ha infatti assorbito la dottrina militare di Mosca, sia per ristrutturare le forze armate che per modernizzare l’equipaggiamento. Come se non bastasse, da quando è salito al potere, Xi Jinping ha attuato un fermo controllo sulle forze armate, allo stregua di quanto fatto da Vladimir Putin. Non è infine un caso che gli ufficiali militari e gli strateghi cinesi continuino a essere istruiti nel pensiero russo della cosiddetta New Generation Warfare, e cioè nella sfumata guerra di nuova generazione.

Studiare le armi

Dal punto di vista più strettamente militare, gli Stati Uniti, come detto, stanno cercando di capire quali sono i veri jolly di Mosca. In realtà lo studio americano delle armi russe viene da lontano. Come ha sottolineato il Wall Street Journal, un’unità dell’intelligence dell’Air Force ha utilizzato – e continua a farlo tutt’ora – una nutrita collezione di armamenti sovietici per insegnare come riconoscere e sconfiggere le armi di un avversario.

Il sito in questione è collocato a una ventina di minuti d’auto da Las Vegas. Qui si possono trovare alcuni dei segreti più ambiti della Guerra Fredda, accumulati nel corso degli anni in seguito a battaglie dimenticate, grazie alla longa manus di trafficanti d’armi e alla compravendita con vari governi stranieri affamati di denaro contante. Il Threat Training Facility, sulla Nellis Air Force Base, ospita una ricchissima collezione di armi sovietiche: si va dal caccia a reazione MiG-29, un tempo uno degli aerei più temuti dell’Unione Sovietica, al sistema missilistico mobile SA-13, fino all’elicottero Mi-24 Hind.

Anche se queste attrezzature sono per lo più datate, il suddetto centro offre ancora un servizio fondamentale per i militari (oltre ai numerosi visitatori e curiosi). La raccolta, infatti, consente alle truppe americane di osservare da vicino l’equipaggiamento russo prima, nel caso, di poterlo incontrare sul campo di battaglia. Anche perché gran parte delle armi usate da russi e ucraini in Ucraina risalgono proprio all’epoca sovietica.

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