Si chiama programma “127e” ed è il piano segreto con il quale il Pentagono finanzia e supporta le “proxy war” degli Stati Uniti in giro per il mondo. Secondo un’inchiesta condotta da The Intercept, attraverso il 127e, gli Stati Uniti armano, addestrano e forniscono informazioni alle forze straniere al fine di perseguire gli interessi strategici di Washington nel mondo e di combattere il “terrorismo”, nell’ottica della guerra globale al terrorismo lanciata da George W. Bush. Uno dei documenti ottenuti dal sito di inchieste giornalistiche si stima il costo delle operazioni 127e tra il 2017 e il 2020 a 310 milioni di dollari, una piccola parte della spesa militare statunitense ma un aumento significativo rispetto al budget di 25 milioni di dollari assegnato al programma quando è stato lanciato nel 2005.

Rispetto all’assistenza militare tradizionale, c”è un alone di mistero che riguarda il programma “127e”: le informazioni di base su queste missioni, infatti – dove vengono condotte, la loro frequenza, gli obiettivi e le forze straniere su cui gli Stati Uniti fanno affidamento – sono sconosciute anche alla maggior parte dei membri dei comitati del Congresso e al personale del dipartimento di Stato.

Così gli Usa finanziano le loro guerre per procura

Ma quante sono le missioni del programma “127e” ad oggi attive? Difficile stabilirlo con certezza. Secondo un documento diffuso grazie al Freedom of Information Act, c’è la prima conferma ufficiale che almeno 14 programmi 127e erano attivi anche nella regione del Medio Oriente e in Asia fino al 2020. In totale, tra il 2017 e il 2020, i commando statunitensi hanno condotto almeno 23 programmi 127e separati in tutto il mondo. Secondo l’ex generale Joseph Votel, esistono operazioni segrete del programma 127e in Egitto, Libano, Siria, e Yemen. E secondo un altro ex funzionario alla Difesa, operazioni di questo genere sono state condotte anche in Iraq e in Tunisia. In Egitto, i gruppi per i diritti umani hanno documentato abusi diffusi da parte dell’esercito regolare, inclusi “arresti arbitrari, sparizioni forzate, torture, uccisioni extragiudiziali e possibilmente attacchi aerei e terrestri illegali contro civili”. Quanto sono coinvolti gli Stati Uniti in tutto questo?

Il problema è che, nonostante i documenti diffusi da The Intercept, la maggior parte delle informazioni rimangono sconosciute e top secret sia al pubblico che ai membri del Congresso. I rapporti rilevanti richiesti dalla legge sono classificati a un livello che impedisce alla maggior parte del personale del Congresso di accedervi. Si sa solo che esistono e, a grandi linee, a cosa servono. Il generale Richard D. Clarke, l’attuale comandante delle operazioni speciali, ha testimoniato davanti al Congresso nel 2019 che i programmi 127e “hanno portato direttamente alla cattura o all’uccisione di migliaia di terroristi, hanno interrotto le reti e le attività terroristiche e hanno negato ai terroristi lo spazio operativo in un’ampia gamma di ambienti operativi, a una frazione del costo di altri programmi”, anche se molti esperti ritengono che sia un programma che viola la Costituzione degli Stati Uniti.



Le operazioni antiterrorismo degli Stati Uniti dal 2018 al 2020

Non solo 127e. Secondo una ricerca redatta dal Watson Institute della Brown University, sarebbero addirittura 85 i Paesi in cui il governo degli Stati Uniti ha effettuato operazioni antiterrorismo nel 2018, 2019 e 2020. Le azioni degli Stati Uniti sono state piuttosto varie, dagli attacchi aerei contro obiettivi militari all’addestramento delle forze armate e di polizia straniere, compreso il programma 127e. Secondo il rapporto, in 79 Paesi sono stati svolti programmi guidati, finanziati e diretti dagli Stati Uniti intesi a formare e/o assistere i rispettivi governi nel “combattere il terrorismo”. Tali programmi erano gestiti dal dipartimento della Difesa, dal dipartimento di Stato, dal dipartimento di Giustizia, dal dipartimento della sicurezza interna e/o altri rami del governo degli Stati Uniti. La categoria di “assistenza” comprende molti diversi tipi di attività e operazioni statunitensi, inclusa la formazione delle forze straniere. Segno che la “guerra al terrorismo” inaugurata da George W. Bush, non è mai finita.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.