In Siria, è ormai iniziata la ritirata delle milizie alleate dell’Iran dal territorio di confine con l’Iraq; ma restano ancora sconosciute le località verso cui si stanno dirigendo. Fuggono preventivamente, per il timore di subire nuove perdite a causa dei frequenti attacchi che, nelle ultime settimane, hanno colpito il territorio iracheno.

Stanziati nel distretto siriano di Al-Bukamal – nel governatorato di Deir Ez-Zor, al confine con l’Iraq -, da lunedì scorso i proxy iraniani hanno iniziato a evacuare il loro quartier generale – che gestisce le operazioni nella zona -, alla volta di nuovi centri, più nascosti e sicuri.

Le attività di trasferimento sono iniziate proprio all’indomani dell’ultimo attacco che ha colpito il territorio iracheno e, in particolare, la cittadina di Al-Qaim, situata nel governatorato di Al-Anbar, proprio al confine con il distretto di Al-Bukamal.

Gli attacchi aerei in Iraq

Ad Al-Qaim, il 25 agosto scorso, un drone ha centrato due veicoli delle Brigate Kata’ib Hezbollah – un gruppo paramilitare sciita iracheno supportato dall’Iran, che si trova sotto l’ombrello delle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf) –.

Il bilancio delle vittime – secondo la stazione televisiva curda Kurdistan24 – è stato di 6 morti, tra i quali Kazem Ali Mohsen – noto con il nome di Abu Ali Al-Dabi – ufficiale di supporto delle Brigate nell’Iraq occidentale. Le milizie iraniane hanno invece fornito una versione contrastante, parlando di due vittime e di un ferito.

Quello di Al-Qaim non è che l’ultimo di una serie di attacchi che, nelle ultime settimane, hanno centrato postazioni militari e depositi di munizioni delle Forze di Mobilitazione Popolare presenti sul suolo nazionale iracheno. Raid aerei di cui non è ancora stato individuato il regista, anche se molti vi intravedono la mano di Israele.

A rafforzare questa ipotesi anche le dichiarazioni del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che, pur non smentendo né confermando il coinvolgimento di Israele in Iraq, ha lasciato trapelare alcune informazioni che confermerebbero la veridicità delle accuse. “In nessun luogo, l’Iran è immune” – ha dichiarato Netanyahu – “Stiamo agendo in numerosi teatri contro un Paese che vuole annientarci. Le forze di sicurezza hanno avuto luce verde, oltre al compito di fare ciò che è necessario per sventare i piani dell’Iran”.

L’Iran controlla il confine tra Siria e Iraq

Il territorio di confine tra Iraq e Siria – quasi completamente sotto il controllo delle milizie alleate di Teheran – è un’arteria vitale per l’Iran, utilizzata per il trasferimento di uomini e mezzi dalla Repubblica islamica verso i Paesi confinanti. Recenti immagini satellitari (Fox News) hanno rivelato che Teheran starebbe costruendo un attraversamento di confine tra la Siria e l’Iraq: una “via terrestre” per collegarsi con il Libano.

Il nuovo attraversamento, a quanto sembra da inaugurarsi all‘inizio di settembre – sorgerebbe nell’attraversamento di confine di Al-Bukamal (in Siria) e Al-Qaim (Iraq), sostituendo il vecchio valico, distrutto durante la guerra e ancora chiuso.

Attraverso questo passaggio, l’Iran manterrebbe un accesso via terra per raggiungere la Siria, il Libano e il mar Mediterraneo. Teheran, d’altronde, non fa mistero sull’intenzione di formare una presenza stabile in territorio siriano, per potenziare le capacità militari di Hezbollah ed estendere il fronte con Israele dal sud del Libano fino alle alture del Golan.

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