La tensione è molto forte e ciascun ucraino lo ha potuto notare anche guardando la Tv sabato pomeriggio. Durante il talk show “Libertà di Parola”, in onda su una delle emittenti più seguite, il confronto tra un giornalista e un deputato del partito “Per la Vita”, vicino alle posizioni filorusse, si è trasformato in rissa. Davanti anche all’ex presidente Petro Poroshenko, tra gli ospiti della trasmissione, il reporter Yuriy Butusov ha preso a schiaffi il deputato Nestor Shufrych, reo secondo il giornalista di non aver apertamente condannato le azioni di Vladimir Putin. Uno scontro televisivo che potrebbe essere specchio di uno scontro interno alla società ucraina mentre i venti di guerra non cessano di soffiare. Nel Donbass anche in questa domenica si è continuato a sparare mentre i civili stanno andando in massa verso il territorio russo.

Separatisti lamentano aggressioni militari ucraine

La domenica si è aperta con le notizie, provenienti da ambienti separatisti, di intensi bombardamenti attuati con l’artiglieria da parte dell’esercito ucraino. In particolare, a finire nel mirino sarebbe stata soprattutto la località di Pionerskoye, all’interno dell’autoproclamata Repubblica di Lugansk. Si tratta di una cittadina situata sulle rive del fiume Donets, lo stesso che a pochi chilometri dalla zona delle esplosioni di oggi diventa un confine naturale con la Russia. L’eco dei bombardamenti avrebbe raggiunto anche le località al di là della frontiera, tanto da destare l’attenzione degli ufficiali militari russi presenti in quel territorio. Sempre secondo i separatisti filorussi, gli ordigni sparati in questa domenica mattina verso Pionerskoye avrebbero centrato cinque palazzi residenziali, uccidendo almeno due civili. Ma nel rapporto stilato dalle autorità dell’autoproclamata Repubblica di Lugansk, si parla anche di una presunta incursione terrestre di non meglio specificate “formazioni ucraine”.

Proprio non lontano da Pionerskoye alcuni uomini in divisa, supportati dall’artiglieria, avrebbero tentato di attraversare il fiume Donets per aggredire una guarnigione della milizia popolare che controlla Lugansk. L’attacco, si legge ancora nel rapporto diffuso sui canali Telegram vicini ai separatisti, sarebbe stato respinto. La notizia rischia di incendiare ulteriormente gli animi. Sia a Lugansk che a Donetsk da giovedì vige lo stato di emergenza ed è stata chiesta la mobilitazione da parte della popolazione. Si teme un attacco di Kiev per riprendere in mano le regioni separatiste, anche se i vertici militari ucraini hanno sempre smentito di avere pronti dei piani del genere. Fonti russe intanto hanno segnalato, sempre nella mattinata di domenica, rumori di esplosioni nella periferia di Donetsk. Da qui in migliaia stanno fuggendo verso la Russia. Da quando venerdì il governo locale ha emanato l’ordine di evacuazione dei civili, almeno in 40mila sarebbero già partiti per essere accolti nel territorio di Rostov. Qui il governo di Mosca ha promesso circa diecimila rubli a testa per ogni profugo. A Lugansk invece quasi un milione di abitanti ha chiesto la cittadinanza russa, in 700mila, secondo stime fornite dal deputato della Duma Viktor Vodolatsky, l’avrebbero già ottenuta.

Colloquio Putin – Macron al telefono

A metà mattinata è trapelata anche la notizia di un atteso colloquio telefonico tra Vladimir Putin ed Emmanuel Macron. Una conversazione giudicata “positiva” dal portavoce del Cremlino Dmitri Peskov: “L’isteria nei media occidentali è molto differente dai toni con cui vengono condotti i colloqui tra il presidente russo Vladimir Putin e i leader occidentali”, ha fatto sapere il portavoce ai giornalisti. Si è trattato del terzo colloquio diretto tra i due presidenti in due settimane. Il primo era avvenuto giorni fa direttamente al Cremlino. Da parte francese il confronto tra Putin e Macron avrebbe rappresentato l’ultima chance diplomatica per evitare il conflitto. La conversazione è durata 1 ora e 45 minuti, hanno fatto sapere da Parigi. Tra i due si è discusso dell’attuale situazione nel Donbass e il presidente russo non avrebbe escluso preoccupazioni circa nuovi possibili interventi di Kiev e sulla mancanza di volontà dell’Ucraina di attuare gli accordi di Minsk. Subito dopo lo stesso Macron ha ripreso in mano il telefono per chiamare proprio l’omologo ucraino, Volodymyr Zelensky. Quest’ultimo avrebbe espresso, durante la conversazione durata mezzora, la volontà di un immediato cessate il fuoco.

Nel frattempo però sull’Ucraina è intervenuta anche il vice presidente Usa Kamala Harris, la quale si è mostrata molto meno ottimista: “Stiamo parlando di una potenziale guerra in Europa, prendiamoci davvero un momento per capire il significato di ciò di cui stiamo parlando”, ha affermato. D’altra parte, “crediamo che Putin abbia preso la sua decisione. Punto”.

Media Usa: “Mosca pronta all’attacco”

Nel pomeriggio di domenica sono arrivate alcune rivelazioni da parte di alcuni network statunitensi. In particolare, la Cbs citando alcune fonti di intelligence ha parlato di comandanti russi pronti all’attacco. David Martin, giornalista della Tv americana specializzato sui temi della sicurezza, ha specificato che in base ai dati in possesso dei servizi segreti “i comandanti russi” stanno facendo tutto quello che comandanti americani farebbero una volta ricevuto l’ordine di procedere”. A rincarare la dose, poco dopo, è stata la Cnn. “Secondo l’ultima valutazione dell’intelligence statunitense – si legge sul network di Atlanta citando un funzionario Usa – la Russia ora ha quasi il 75% delle sue forze convenzionali schierate contro l’Ucraina”. 

“Sono inoltre schierati contro l’Ucraina circa 35 dei 50 battaglioni di difesa aerea conosciuti – ha aggiunto la fonte sentita dalla Cnn – Si stima che circa 500 tra caccia e cacciabombardieri si trovino nel raggio d’azione dell’Ucraina, oltre a 50 bombardieri medio-pesanti. Uno schieramento che di gran lunga superiore all’esercito ucraino”. Ad alimentare sospetti anche la notizia riportata dal Telegraph, secondo cui in alcune immagini si mostrano mezzi russi etichettati con “misteriose lettere Z”. A riportare le immagini anche il canale russo Telegram Hunter’s Notes: “Tutte le attrezzature(contrassegnate con “Z” – si legge in uno dei post – sono state viste vicino a Kursk e nella regione di Shebekino a Belgorod, al confine con l’Ucraina. Circa 200 veicoli militari sono stati avvistati nell’area, e poiché i contrassegni “Z” sono stati applicati frettolosamente, forse abbiamo a che fare con un certo gruppo di truppe a cui sono stati assegnati compiti e piani per il prossimo futuro”. C’è chi suggerisce che le lettere Z abbiano la funzione di segnalazione dei mezzi per evitare fuoco amico da parte dei separatisti del Donbass in caso di invasione.

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