Dopo circa vent’anni di intensa attività addestrativa ignorando la possibilità che la guerra elettronica tocchi anche loro, le Forze Armate americane si sono sentite in dovere di correre ai ripari. L’Esercito e tutte le Forze Speciali sono dipendenti in tutto e per tutto dalla tecnologia, quasi al punto che difficilmente i soldati semplici sanno leggere una cartina per orientarsi. GPS e comunicazioni satellitari hanno reso sicuramente il lavoro delle Forze Armate migliore, in alcuni casi più semplice ma altrettanto vulnerabile al nemico.

Soprattutto messo a confronto con i metodi europei di conduzioni delle operazioni terrestri nei teatri operativi, gli americani sono palesemente spaesati senza la loro tecnologia. Un attacco massiccio portato avanti con il metodo della guerra elettronica è lo scenario ipotizzato dal nuovo Capo addetto alla Formazione e alla Dottrina dell’Esercito (TRADOC ).

Questo cambio di rotta ha messo davvero a dura prova tutti i partecipanti all’esercitazione che ha portato a galla le gravi lacune del personale militare americano.

Durante la guerra fredda, le truppe statunitensi sono state addestrate a metodi di comunicazione riservatissimi e complessi che impedivano al nemico di conoscere e carpire i loro segreti militari. I diversi codici e le abbreviazioni erano utilizzate sempre e la radio non rimaneva mai accesa per più del tempo previsto per la comunicazione, il resto del tempo l’esercito era isolato.

Oggi, purtroppo, il metodo di comunicare è cambiato non solo per i civili ma anche per i militari stessi. Le truppe tendono ad utilizzare le radio come telefoni cellulari, trasmettono comunicazioni lunghe e spesso lasciano la radio in collegamento satellitare anche per diversi minuti prima di spegnerla.Il nemico intenzionato a sottrarre informazioni avrà così maggiore disponibilità sia di rintracciare le varie unità sia di comprendere cosa esse si dicono. Purtroppo in questi ultimi vent’anni si è preferito spendere ingenti quantitativi di denaro per rendere le comunicazioni radio sempre più criptate, lavorando sul segnale e sulle frequenze ma per molto meno denaro si poteva lavorare sul buon senso dei normali soldati.

I militari americani, dovranno cambiare drasticamente la loro visione tattica per far fronte a questa nuova minaccia ancora tutta da scoprire. Per mascherare le frequenze radio, invece di continuare ad investire denaro in sofisticate apparecchiature potranno per esempio sfruttare il terreno che funge da naturale schermatura. Prima dell’avvento della tecnologia, lo sfruttamento del terreno era essenziale per evitare di venire intercettati. Si nascondevano le strutture per le comunicazioni dietro rocce o muri di cemento in modo tale da schermare i segnali.

Oggi i posti comando con vicino i mezzi per la comunicazione sono piazzati in cima alle colline, dove possono raggiungere meglio i segnali satellitari ma al contempo sono esposti al fuoco nemico e difficilmente difendibili. Alcune unità avanzate russe, hanno letteralmente riportato all’età della pietra alcune speculari ucraine disattivando tutte le strumentazioni elettroniche con cui farli comunicare con le componenti più avanzate.

Gli ucraini, in quell’occasione furono sopraffatti perché non in grado di continuare lo sforzo bellico senza tecnologia.E se fosse successo agli americani? Si stima che quasi l’80% delle attrezzature di una brigata corazzata americana dipenda dalle informazioni derivanti dallo spazio e che i diversi sistemi di puntamento risulterebbero inutili senza GPS o satelliti.In futuro, si auspica che l’esercito americano si concentri di più sulle tecniche non tecnologiche per gestire le sue unità sul campo, perché la sempre maggiore rivalità con Cina e Russia potrebbero portare ad una vera e propria corsa all’armamento per la guerra elettronica.

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