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“È stato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, e non Vladimir Putin, ad affermare chiaramente che se quest’ultima avesse invaso l’Ucraina, il Nord stream 2 sarebbe stato messo fuori uso”. Secondo l’ex Colonnello dell’esercito Usa Douglas Macgregor, veterano della Guerra del Golfo e commentatore televisivo per Fox News, ci sono pochi dubbi su chi sia l’autore del sabotaggio del Nord Stream. Falsa anche la narrazione, a suo modo di vedere, che la Russia possa impiegare armi tattiche nucleari. Lo abbiamo raggiunto per porgli qualche domanda sull’andamento della controffensiva dell’esercito di Kiev, sulle prospettive future del conflitto e sulle probabili mosse di Vladimir Putin.

“Nord Stream? Non è stata la Russia”

Colonnello, Danimarca e Svezia hanno parlato di “sabotaggio” in merito al danni subiti dai gasdotti Nord Stream 1 e 2. Russia e gli Stati Uniti si sono incolpati a vicenda. Chi pensa abbia ragione? La Russia potrebbe aver colpito intenzionalmente i suoi gasdotti?

No. La Russia non distruggerebbe la sua principale fonte di sostentamento economico. Il 40% del PIL russo riguarda la produzione di energia. Dopotutto, è stato il presidente degli Stati Uniti Biden, non quello della Russia, ad affermare chiaramente: “Se la Russia invade l’Ucraina, il Nord stream sarà messo in condizioni di non funzionare”. La distruzione dei gasdotti restringe le opzioni di Berlino per l’influenza sulla crisi/conflitto Ucraina. Questo dimostra chi “vince” dalla distruzione delle tubazioni. La Russia e gli europei sono entrambi perdenti.

Quali sono le conseguenze potenziali di questo “incidente”?

La Russia non ha alcun interesse ad attaccare la NATO o l’Europa. Inoltre, la Russia è debole militarmente per attaccare la NATO. Le sue forze sono progettate per la difesa del territorio russo. La Russia vuole fare affari con l’Europa, non combatterla. La cessazione dell’accesso al gas russo non è stata una decisione di Mosca. Se i tedeschi e molti altri europei non avessero chiuso le loro centrali nucleari insieme e a carbone, non si troverebbero nella precaria situazione in cui si trovano. La Russia non ha sollecitato Berlino o nessun altro Stato europeo a sospendere la produzione di energia nucleare e a carbone. Berlino si è sparata al piede da sola.

“Mosca ha impiegato forze limitate, era in inferiorità numerica”

A che punto è la controffensiva dell’esercito di Kiev? Ad oggi possiamo dire che è stata un successo.

Kiev ha ottenuto una vittoria di propaganda temporanea creando il illusione con l’aiuto dei media occidentali di poter ancora combattere e vincere. Non può.

Sarà, però l’avanzata dell’Ucraina sembra indurre Putin a optare per un’escalation del conflitto.

Mosca ha deciso di limitare l’uso delle sue forze in Ucraina. Le truppe di terra in Ucraina non sono mai salite al di sopra del 20% del potenziale disponibile di combattimento. Dal momento in cui le forze russe sono entrate nell’Ucraina orientale erano in inferiorità numerica rispetto alle truppe ucraine.

Putin potrebbe impiegare un’arma tattica nucleare, a questo punto.

La dottrina russa relativa all’uso delle armi nucleari in vigore dal giugno 2020 prevede l’uso di armi nucleari esclusivamente come rappresaglia per l’uso di armi nucleari contro lo stato russo e le sue forze armate. Coloro che cercano di rappresentare Mosca come una minaccia nucleare per qualsiasi uso diverso da quello di una ritorsione diffondono falsità.

“Vi spiego l’obiettivo di Biden in Ucraina”

Gli Stati Uniti hanno pubblicato un lungo elenco di armi e munizioni stanziate all’esercito ucraino. Qual è l’obiettivo dell’amministrazione Biden in questa guerra?

L’unico scopo dichiarato e reso pubblico, ad oggi, è quello di danneggiare la Russia e rimuovere il suo governo dal potere. È anche possibile che il rifiuto della Russia di sottomettersi alla tirannia del sistema finanziario globale dominato dagli Stati Uniti e alla denazionalizzazione attraverso l’immigrazione non europea sia motivo di rabbia contro la Russia da parte delle élite globaliste americane. Questa resistenza mette lo sfruttamento delle enormi risorse minerarie naturali della Russia fuori dalla portata dell’Occidente.

Sotto il profilo militare, esiste un’importante gap tecnologico fra l’occidente e la Federazione russa?

In alcune aree gli Stati Uniti e i loro alleati godono di notevoli vantaggi. In altre aree c’è più equilibrio fra i russi e la NATO.

Quant’è importante il ruolo dell’intelligence USA e britannica in questo conflitto?

Vitale. Il personale della NATO ha effettivamente sostituito il personale ucraino al di sopra del livello di brigata e all’interno del MOD ucraino. Pianificazione, comando, e il controllo dipendono fortemente dagli ufficiali e dalle capacità della NATO.

La Russia è uscita rafforzata o indebolita dal vertice di Samarcanda?

La posizione della Russia in termini di supporto internazionale e coesione sociale è più forte ora che mai dal 1989.

La mobilitazione parziale annunciata da Putin non rischia di erodere il consenso interno nel Paese? Una mossa rischiosa.

I riservisti non sono mai contenti di essere mobilitati in tempo di guerra. Questo vale per tutte le nazioni. Tuttavia, la maggior parte dei riservisti russi alleggerirà il lavoro delle truppe regolari dell’esercito russo che saranno impiegate in Ucraina. Il sostegno della popolazione al presidente Putin rimane sopra l’80%. I russi non capiscono perché Putin non abbia agito in modo deciso a febbraio con la potenza di combattimento ora riunita nella Russia meridionale e in Bielorussia.

C’è una speranza per una risoluzione diplomatica?

Non chiaro. Berlino è nella posizione migliore per porre fine al guerra, ma la sua leadership è debole. Il nuovo Primo Ministro italiano può svolgere un ruolo fondamentale con Berlino, se si unissero. Berlino era in grado di districarsi (e con essa gran parte dell’Europa centrale) da un ulteriore coinvolgimento nella guerra per procura di Washington in Ucraina con la Russia. Per fuggire dal disastro che si sta creando, Berlino potrebbe dover rompere con la politica americana. Pertanto, per evitare una crisi sistemica dannosa, Berlino e l’UE (e il Regno Unito) devono decidere tra le seguenti opzioni:

  1. Trovare una soluzione miracolosa per la produttività energetica (improbabile);
  2. Berlino e l’Ue devono raggiungere un accordo con la Russia sull’Ucraina e risolvere la crisi della bilancia commerciale accettando di acquistare energia in euro;
  3. Berlino e l’UE sperimenteranno una crisi valutaria ed economica stile sud-est asiatico della fine degli anni ’90, probabilmente guidando un’economia globale al tracollo finanziario che sminuirà la crisi del 2008. In effetti, può trasformare la maggior parte dell’Europa in una versione più ampia della crisi che distrutto la Repubblica tedesca di Weimar.

Chi è Douglas MacGregor

Il 27 luglio 2020, la Casa Bianca annunciò l’intenzione di Donald Trump di nominare il colonnello Douglas Macgregor ambasciatore degli Stati Uniti in Germania ma i media liberal americani lanciarono una dura offensiva contro il veterano dell’esercito americano per via delle sue posizioni “fuori dal coro”, che portò la sua nomina a impantanarsi nella commissione per le relazioni estere del Senato. L’anno prima, l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, stava per indicarlo come consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca dopo l’addio di John Bolton, nel 2019. Veterano della guerra del Golfo, Macgregor è autore di Breaking the Phalanx, testo che proponeva di riformare l’esercito americano e che interessò, nell’autunno del 2001, l’allora Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld.

Dopo aver lasciato l’esercito nel 2004, Macgregor è stato spesso invitato a commentare in tv – su Fox news, in particolare – la politica estera americana, spesso da una posizione tutt’altro che convenzionale, criticando con parole molto dure l’immigrazione illegale e il magnate liberal, George Soros.

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