Già nella tarda serata di lunedì, da Misurata iniziavano ad arrivare immagini di pesanti bombardamenti che stavano prendendo di mira la città. Se Tripoli oramai è abituata alla guerra ed al sottofondo contrassegnato da esplosioni dovute ai raid aerei, Misurata in questi mesi è apparsa complessivamente più tranquilla. Ma anche questa città Stato, attualmente vero e proprio bastione delle milizie vicine al governo di Al Sarraj, sembra sempre più coinvolta dal conflitto.

I raid contro l’Air College

I bombardamenti di lunedì sera hanno preso di mira la base aerea di Misurata, non lontano da lì c’è la postazione dove si trovano anche 300 nostri soldati mandati ai tempi del sostegno delle milizie anti Isis a Sirte. A effettuare i raid sono stati i membri dell’aviazione fedele al maresciallo Khalifa Haftar. A spiegare il perché, come si legge su SpecialeLibia.it, è il portavoce dello stesso uomo forte della Cirenaica, Ahmed Al Mismari. Secondo la sua ricostruzione, uomini dell’intelligence del Libyan Nation Army, l’esercito guidato da Haftar, avrebbero intercettato proprio lunedì un convoglio di 19 veicoli blindati all’interno del porto di Misurata. Una presenza, quella nello scalo portuale, considerata come una violazione dell’embargo di armi imposto dalle Nazioni Unite già nei mesi successivi alla caduta di Gheddafi.

Il convoglio si sarebbe mosso per parcheggiare i 19 blindati all’interno di un magazzino della zona industriale di Misurata. Questo ha fatto scattare quindi l’azione di lunedì: “I jet della nostra aviazione – ha confermato Al Mismari – hanno colpito in maniera mirata i mezzi blindati”. Le esplosioni udite in città in quelle ore, in parte sono state dovute anche alle deflagrazioni dei vari mezzi a seguito del bombardamento. A confermare questa dinamica è stato anche il generale al Mabrouk al Ghazwi, comandante del gruppo operativo della regione occidentale dell’Lna: “Depositi di munizioni, tra cui uno all’interno della vecchia sede di un’azienda, dove un carico di armi e munizioni proveniente dalla Turchia è stato individuato dall’intelligence dell’Lna – ha dichiarato il generale, come si legge su AgenziaNova – Sono stati distrutti con successo”. Dito puntato dunque contro Ankara, responsabile secondo i vertici dell’esercito guidato da Haftar di supportare il governo di Tripoli. I bombardamenti, come detto, hanno preso di mira anche la base militare, una delle più importanti di cui dispongono le milizie vicine ad Al Sarraj.

Altri contractors russi scoperti in Tripolitania

Se da un lato Haftar continua ad accusare la Turchia per il supporto fornito a Tripoli, dalla capitale libica negli ultimi giorni hanno rimarcato la presenza di russi tra le fila dell’Lna. In particolare, il Washington Post nelle scorse ore ha riferito di due russi arrestati in Libia con l’accusa di spionaggio. Entrambi gli accusati russi, come avrebbe riferito il ministro dell’interno libico Fathi Pashaga in una recente visita a Washington, lavoravano per la Wagner, ossia la società di contractors gestita da Yevgeny Prigozhin, soprannominato “il cuoco di Putin”.

I due avrebbero confessato e sarebbero detenuti attualmente all’interno delle carceri di Tripoli. Una rivelazione arrivata pochi giorni dopo un’altra indiscrezione, questa volta del New York Times, in cui si parlava di almeno 200 mercenari russi al fianco di Haftar. 

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