Un fronte in realtà mai chiuso, che in queste ore convulse dove l’iniziativa militare di Haftar sembra perdere forza, rischia di riaprirsi. Nel Fezzan tornano nuovamente a spirare venti di guerra, con i soldati dell’Lna attaccati presso la base di Tamanhint, nei pressi di Sebha. La regione meridionale della Libia viene considerata saldamente in mano al generale della Cirenaica, dal 15 gennaio scorso le sue truppe riescono ad avanzare sparando pochi colpi e scontrandosi soltanto con milizie Tebu. Ma ora, tra le dune del Fezzan, sulla scia degli scontri di Tripoli potrebbero entrare in escandescenza altri fronti.

La battaglia attorno la base aerea di Sebha

Intorno alla prima mattinata di questo giovedì, dalla Libia iniziano ad emergere alcuni report che parlano di scontri a Tamanhint. Si tratta della località dove sorge l’aeroporto di Sebha, città più importante del Fezzan e crocevia strategico per l’intero paese. La zona da gennaio è sotto il controllo di Haftar, dopo che per diversi anni il governo di Tripoli fatica a mantenere stabile la situazione. Tra trafficanti di esseri umani, criminali impegnati nel contrabbando di droga ed armi e la presenza inoltre di gruppi di mercenari stranieri, la situazione da queste parti risulta molto più grave che nella costa. Anche per questo motivo l’arrivo dell’Lna non viene visto con sfavore dalla popolazione locale. Quando le forze di Haftar prendono Tamanhint, si ha la percezione delle avanzate dell’esercito comandato dal generale.

Le uniche volte che Haftar usa le armi realmente durante le sue operazioni nel Fezzan, è contro quelle che lui stesso chiama “milizie ciadiane”, ossia mercenari entrati sfruttando la porosità dei confini meridionali della Libia. Per questo usa l’aviazione per bombardare tali gruppi, anche se però alcuni rappresentanti dei Tebu, etnia di origine etiope presente nel Fezzan, parlano di aggressioni contro la propria popolazione. Tra l’Lna ed i Tebu non corre buon sangue ed in effetti i report che parlano dell’attacco contro Tamanhint confermano che, ad operare contro i soldati di Haftar, sarebbero proprio milizie Tebu. I media riportano scontri tra gruppo pro Al Sarraj ed Lna, in realtà si tratta della volontà dei gruppi Tebu di sfruttare l’impegno degli uomini di Haftar a Tripoli.

A queste milizie si aggiungono quelle del generale Ali Kanah, comandante della regione sud delle forze fedeli ad Al Sarraj. Nel giro di poche ore però, la situazione torna alla normalità: sia il TheLibyaObserver, vicino ad Al Sarraj, che il sito AddressLibya, vicino ad Haftar, segnalano il successo dell’Lna in fase di contrattacco. Tamanhint dunque, stando alle ultime notizie, sarebbe in mano ai soldati di Haftar. Ma il segnale non promette bene, specie se la battagli a Tripoli dovesse dilungarsi. Ad evidenziarlo è anche Channel218, la quale dà anch’essa per riconquistata da Haftar la base di Sebha.

Gli scontri a sud di Tripoli

Nel frattempo nella periferia meridionale della capitale si torna a combattere. Per la verità gli scontri non sono mai cessati, ma adesso le zone in prossimità del fronte appaiono nuovamente invischiate nella battaglia. In particolare, le forze di Haftar avrebbero usato l’aviazione per bombardare Ain Zara, sobborgo situato nella parte orientale del principale fronte di guerra. L’Lna avrebbe attaccato anche il ponte di al Zahra, luogo strategico non distante per l’appunto da Ain Zara. Haftar starebbe provando a sfondare il principale cordone di sicurezza posto attorno a Tripoli.

Mentre le forze di Al Sarraj rivendicano il contenimento dell’Lna a 20 km dalla città, un comandante dell’esercito del generale della Cirenaica al contrario si mostra ottimista: “La campagna di Tripoli finirà entro il mese del ramadan”, a dichiaralo è Fouzi al Mansuri, uno dei più importanti generale vicini ad Haftar. Il mese sacro per i musulmani quest’anno finisce nei primi giorni di maggio. Un ottimismo che Mansouri giustifica, come riportato da AgenziaNova, affermando di avere fiducia nei rinforzi in arrivo a Tripoli dalle regioni orientali del paese.

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