Guerra /

Le recenti tensioni tra India e Cina hanno rafforzato le relazioni bilaterali indo-russe, sebbene queste fossero già salde grazie all’intesa siglata mediante la “Declaration on the India-Russia Strategic Partnership” nel 2000 e successivamente migliorate con la “Special and Privileged Strategic Partnership” nel 2010. La commissione intergovernativa per la cooperazione tecnica militare, chiamata IRIGC-M & MTC, ha consentito a Russia e India di sviluppare accordi sbalorditivi nel settore della Sicurezza e Difesa. I loro protocolli prevedono mutuo sviluppo e la produzione di tecnologie e sistemi avanzati, oltre a condizioni speciali sull’utilizzo di armamenti.

Perché l’India noleggia i sottomarini invece di acquistarli?

Proprio durante il ventesimo vertice bilaterale annuale a Vladivostok, Mosca ha da parte sua concesso la fornitura di S-400, ma in seguito ottenuto la costruzione di fregate nell’ambito di una strategia ben dettagliata denominata “Progetto 1135.6”. Tale accordo prevede anche la produzione di elicotteri Ka-226T sul territorio indiano e la fabbricazione di fucili d’assalto AK.

Nel quadro dello sviluppo strategico-navale, invece, l’india sta rinforzando la sua potenza nucleare sottomarina grazie a clausole particolari che la vedono pioniere nella metodologia del renting di un armamento. Tale politica nasce, innanzitutto, dalla volontà di New Delhi d’imporsi sullo scacchiere internazionale come potenza marittima nucleare ed in secondo luogo per la necessità di contrastare l’espansione di Pechino nell’Indo-Pacifico. Le ambizioni di super potenza e l’amicizia particolare con i russi hanno facilitato la possibilità di non impegnarsi in una spese spericolate ma d’investire “diversamente”, sfruttando una strategia innovativa basata su due manovre molto importanti. La prima sul taglio dei costi, ottenendo lo stesso beneficio di come se avesse acquistato un armamento. La seconda favorisce il reale obbiettivo indiano, che è quello di ottenere il know-how necessario al fine di poter costruire un proprio sottomarino nucleare. L’amore tra Russia ed India, però, non è stato sempre idilliaco. Infatti, nonostante le relazioni tra i due stati sembrassero inossidabili, narrative raccontano di precedenti colorati, di tensioni e diffidenze. L’India, in verità, contava accordi per il noleggio di sottomarini già dal 1986, quando siglò un contratto con Mosca per noleggiare un sottomarino nucleare da crociera di classe Charlie. L’accordo prevedeva un utilizzo di 10 anni, ma clausole talmente vincolanti e restrittive da includere continue ispezioni dei militari russi a bordo, divieto di accesso al comparto del reattore e condizioni al limite del sostenibile, tanto da indurre a restituire il sottomarino 4 anni dopo. Solo nel 2008 un nuovo contratto da 900 milioni di dollari ha consentito a Mosca di riaprire il dialogo sull’opportunità di noleggio di un sommergibile di classe K-152 Akula. Questa volta l’accordo fu privo di tutte quelle limitazioni rispetto al passato e consentì ai militari indiani, addirittura il training formativo e l’accesso al reattore senza alcuna presenza da parte di personale russo a bordo.

Gli accordi IGA da 3 miliardi di dollari

Scaduti ormai i termini del vecchio contratto, l’amministrazione di New Delhi ha magistralmente reinventato intese costruite sulle proprie necessità, in linea con le migliori tecniche di benchmarking funzionale per lo sviluppo della propria difesa. Infatti, in accordo con quanto pubblicato da euroasiantime, l’India ha raggiunto il suo obbiettivo ed a è attualmente impegnata a lavorare da sola su ben tre progetti di sottomarini nucleari di produzione propria, ovvero l’SSBN di classe Arihant, SSN e SSBN di classe S-5 da 13.500 tonnellate.

Le politiche di queste nuove intese, dette IGA, si sono energicamente  focalizzate anche sulla strategia del renting, ottenendo, questa volta però, un sottomarino a propulsione nucleare di classe Akula-1 per un periodo di 10 anni, grazie ad un super-contratto da oltre 3 miliardi di dollari.

Inoltre la testata spiega che fonti della Difesa di New Delhi hanno finalmente rivelato dettagli sugli accordi tenuti segretamente nascosti che, non solo consentono la manutenzione del sommergibile, denominato INS-Chakra III, con tecnologie prettamente indiane, ma prevedono ulteriori opportunità. Infatti, nel perseguimento degli obbiettivi strategici del paese, l’India si è prefissata il raggiungimento di circa 5 trilioni di dollari di crescita, al 2024, mediante il progetto “Make in India”. Attraverso tale protocollo, transita la DAP 2020, ovvero la Procedura di Acquisizione della Difesa. Tale meccanismo consentirà che l’esercito, la marina e l’aeronautica potranno stipulare ulteriori contratti di noleggio, non solo per i sottomarini, ma anche per differenti tipologie di armamenti, anziché acquistarli.


 

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.