In Medio Oriente sembra esserci stata una veloce de-escalation; ma i Pasdaran sono stati sorpresi ancora una volta ad allestire la loro “finta portaerei”. Un atto che di solito è il preludio di test atti ad esercitare armi e tattiche per tentare colpire una portaerei vera, e intimidire così il loro nemico giurato: gli Stati Uniti.

Foto satellitari ottenute in esclusiva dal sito specializzato in intelligence DefenseOne hanno infatti sorpreso una “finta portaerei” all’ancora in un porto iraniano del Golfo. Il finto vettore aeronavale – già avvistato nel 2015 e nel 2017 – sarebbe proto ad essere il bersaglio perfetto per una nuova simulazione d’impiego dei “nuovi” missili anti-nave della Marina iraniana, o di altre tattiche per colpire una nave da guerra di grande stazza. La finta portaerei riparata dagli iraniani è invero una grossa chiatta, lunga 333 metri, e sormontata da una sovrastruttura che mira a ricostruire un vettore aeronavale che ricordi una portaerei americana classe Nimitz. Gravemente danneggiata durante un’esercitazione nel 2015, la portaerei era riapparsa agli occhi dei satelliti nelle acque della base navale di Bandar Abbas, e ora sembrerebbe quasi pronta per essere impiegata in una nuova complessa esercitazione militare per testate le capacità dei nuovi missili balistici e inviare un messaggio minaccioso a Washington, che in caso di una escalation nel Golfo, si è sempre detta pronta a inviare le sue portaerei nel bel mezzo dello stretto di Hormuz. La finta nave, potrebbe inoltre essere impiegata per montare ad arte un grande “bluff” per motivi propagandistici interni al governo iraniano.

Secondo alcuni analisti, tuttavia, la nave verrà nuovamente “affondata” in una nuova e complessa esercitazione aeronavale che mira ad intimidire Washington e le sue portaerei, da sempre proiezione di potenza schierata in prima linea in ogni crisi internazionale. Questo porterà la nave a finire sul fondo del Golfo prima dei tempi programmati, data la recente escalation che ha portato ad alla vendetta “dimostrativa” in Iraq, e che potrebbe essere rafforzata dal resoconto di uno strike che, almeno sulla carta, dimostrerebbe come i missili di Teheran sarebbero in grado di mettere in pericolo una portaerei americana.

“La finta portaerei, utilizzata per l’ultima volta dagli iraniani in una esercitazione navale nel febbraio del 2015, sembra essere stata riparata allo stato visto per l’ultima volta nelle immagini di Google Earth dal gennaio 2015 (poco prima dell’uso). Sembra che sia stato caricato con aerei finti sul ponte di volo in una disposizione quasi identica alla sua configurazione precedente prima del test del 2015 ” Ha scritto in una mail l’analista D.Schmerler, proseguendo: “È difficile dire se è completamente riparato, non essendo in grado di ottenere immagini di qualcosa sotto il ponte, ma la superficie sembra essere completa”.

Ciò che l’analista ritiene possibile, tuttavia, è che l’eliminazione del generale Qasem Soleimani e la voce grossa fatta da Donald Trump potrebbero accelerare l’affondamento dimostrativo. Sia testando missili da crociera, sia coordinando una flotta di piccole imbarcazione che andrebbe all’assalto del vettore con l’appoggio di cacciabombardieri (F-14 Tomcat nel caso) ed elicotteri da combattimento (Mil Mi-171 anch’essi armabili con missili anti-nave). Tuttavia un altro analista interpellato dalla rivista americana ha dichiarato: “Non hanno i missili da crociera più sofisticati al mondo. Né hanno alcuni abbastanza buoni e quelli combinati con droni e sistemi di guerra elettronica… Potrebbero essere in grado di sferrare un attacco complesso che potrebbe degradare le difese aeree statunitensi abbastanza da far passare un paio di missili. Potrebbe non affondare una nave, ma certamente causerebbe molti danni e perdite”, ha affermato B.Clark.

Il “vettore”, che ha un valore puramente estetico – non è in grado di lanciare e accogliere velivoli ed è solo manovrabile – è un prezioso ausilio per i tiratori iraniani, permettendo loro di testare i propri armamenti su obiettivi quanto meno di forma simile a una portaerei, e perfezionare le tattiche – nonostante non sia possibile verificare alcuna manovra evasiva e l’impiego di contromisure che ovviamente una portaerei dell’Us Navy contempla e possiede. L’ultima volta che l’affondamento stato messo in scena, e che la portaerei era stata mandato incontro al destino, è stato in procinto dei negoziati per l’accordo sul nucleare iraniano. Sembra di capire dunque che ogni volta che in Iran sta per succedere qualcosa di “grosso”, una portaerei “finta” viene affondata. “Fin qui tutto bene”, se è permessa la citazione con un briciolo di humor.

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