L’Iran ha presentato alla stampa una nuova base militare sotterranea dotata di missili antinave da crociera e balistici, insieme ad attrezzature per la guerra elettronica. La base, la cui localizzazione è al momento ignota, è operata dalle Irgc, le Guardie della Rivoluzione Islamica meglio note come Pasdaran.

Le immagini trasmesse dai canali di propaganda iraniani mostrano file di missili nei loro canister in un deposito dai muri di cemento, insieme a sistemi di lancio mobili schierati all’aperto accompagnati da una serie di sistemi elettronici, probabilmente per la guida degli stessi ma anche per effettuare l’Ew, la Electronic Warfare. La base missilistica è stata inaugurata in una cerimonia alla quale hanno partecipato il comandante in capo delle Irgc, il generale Hossein Salami, ed il comandante della marina delle Irgc, il contrammiraglio Ali Reza Tangsiri, insieme a numerosi altri alti ufficiali.

Secondo la propaganda di Teheran le nuove apparecchiature aumentano le capacità della Marina dei Pasdaran in termini di precisione, livello di danni inflitti, portata e capacità di guerra elettronica. Alireza Tangsiri, ha riferito anche che ora l’Iran possiede le capacità di individuare i segnali elettronici nemici, compresi radar e sistemi per la ricognizione, ed è in grado di effettuare jammig (disturbo dei segnali) e spoofing (simulazione dei segnali). “Quello che vediamo oggi è una piccola parte della grande capacità missilistica in espansione delle forze navali dei Guardiani della Rivoluzione”, ha sottolineato il comandante dei Pasdaran, come riportato anche da Agenzia Nova.

L’anno scorso, era stata annunciata la costruzione di una serie di città-missilistiche sotterranee lungo la costa. Almeno una di queste era stata svelata a novembre quando erano circolate le immagini di un sito per lo stoccaggio ed il lancio di missili balistici. Anche allora la notizia che il regime degli Ayatollah avesse installazioni sotterranee pensate per immagazzinare e lanciare i propri missili non era affatto nuova: la ricognizione satellitare ne aveva individuate alcune, tra cui quella di Khojir, ad est della capitale, e quella Imam Ali, nella parte occidentale del Paese. Il contrammiraglio Tangsiri, lo scorso luglio aveva rivelato in un’intervista che l’Iran ha costruito numerose “città missilistiche” decentrate e gruppi di silos sotterranei, situati lungo le coste del Golfo di Oman e del Golfo Persico, con missili antinave pronti al lancio.

Ora abbiamo avuto modo di “dare uno sguardo” anche all’interno di una base sotterranea dotata di missili antinave di vario tipo. Dalle immagini che ci sono giunte, infatti, è stato possibile riconoscere all’interno della struttura una serie di almeno 170 tra missili da crociera a corto raggio tipo Nasr-1 e a medio/lungo raggio tipo Qader. Nelle immagini esterne, oltre ai veicoli per il lancio degli stessi vettori, è stato possibile riconoscerne altri, con un canister diverso, che molto probabilmente sono in grado di lanciare il nuovo missile balistico antinave Fateh Mubeen che l’Iran ha svelato e testato nel 2018.

Il Nasr-1 è accreditato avere un raggio d’azione di circa 35 chilometri e secondo Teheran avrebbe la capacità di distruggere obiettivi navali da 1500 tonnellate di dislocamento come piccole navi da guerra. Il missile Nasr-1 può essere lanciato sia da terra che da navi militari ed è in corso la sua modifica per essere lanciato da elicotteri e sottomarini.

Nel dicembre 2008 la Marina Iraniana ha testato con successo il Nasr-1 versione superficie-superficie durante la fase finale dell’esercitazione “Unity 87” tenutasi nelle acque del Golfo Persico. Dopo il successo del lancio, il 7 marzo 2010, il ministro della Difesa iraniano ha annunciato l’avvio della linea di produzione in serie dei missili.

Il missile Qader è invece appartenente alla famiglia dei Noor. Più grande rispetto al Nasr-1 ha una gittata di 200/300 chilometri. Anche questo vettore può essere lanciato da sistemi terrestri o navali ed è stati visto montato anche su velivoli F-4 Phantom iraniani.

 

Una versione del Qader, nel 2019, è stata lanciata con successo da un sottomarino. Un battello della marina iraniana, il Fateh che dà il nome all’omonima classe, a febbraio di quell’anno ha effettuato lanci multipli di questo vettore. È molto probabile che nella base siano presenti anche altri sistemi missilistici come lo Zafar ed il Nasir, quest’ultimo svelato di recente (nel 2017) e di cui non si sa molto se non quanto riportato dalla propaganda iraniana, ovvero che ha un’elevata velocità di crociera, una bassa quota di volo, elevata precisione e capacità anti-jamming grazie al suo radar avanzato.

Ovviamente quanto viene rilasciato dalle fonti ufficiali, così come quello che si può leggere comunemente su altre fonti di accesso comune, non è mai attinente alla realtà, quindi si possono, quando si tratta di missili, fare solo delle stime: basandosi sulle dimensioni, ad esempio, e conoscendo esattamente la gittata di un modello simile ma precedente, è possibile calcolare il raggio d’azione di un nuovo vettore.

Tornando al video, o per meglio dire “ai video” che ci sono giunti tra novembre e oggi, ad impressionare non è tanto il fatto che Teheran abbia dispiegato nuovi sistemi missilistici, ma il numero degli stessi. Ovviamente tutti devono ancora superare “la prova del fuoco” per capire se davvero siano efficaci o meno, ma un attacco di saturazione di missili da crociera e balistici antinave, anche se non dotati degli ultimi ritrovati dell’elettronica occidentale, potrebbe comunque essere un grosso grattacapo per una squadra navale avversaria.

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