Washington e i Paesi occidentali corrono in soccorso di Kiev. Mentre l’esercito ucraino tenta di resistere il più possibile all’aggressione russa, il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha dichiarato di aver autorizzato lo stanziamento di 350 milioni di dollari in assistenza militare. “Oggi, mentre l’Ucraina combatte con coraggio e orgoglio contro l’assalto brutale e non provocato della Russia, ho autorizzato, su delega del presidente, un terzo pacchetto per il sostegno immediato alla difesa dell’Ucraina”, ha osservato Blinken in una dichiarazione. “Questo pacchetto includerà ulteriore assistenza difensiva letale per aiutare l’Ucraina ad affrontare le minacce corazzate, aviotrasportate e di altro tipo che sta affrontando. È un altro chiaro segnale che gli Stati Uniti stanno con il popolo ucraino mentre difendono la loro nazione sovrana, coraggiosa e orgogliosa”, ha aggiunto. Non combattere in prima persona – anche perché avrebbe ripercussioni devastanti e inimmaginabili – ma supportare l’Ucraina con le armi, oltre che sanzionare pesantemente Mosca: è questa la contromossa dei Paesi occidentali contro la Federazione Russa. 

Kiev, gli Stati Uniti stanziato 350 milioni di dollari in aiuti militari

Si tratta del terzo pacchetto di aiuti nel giro di pochi mesi per gli Usa. I precedenti si aggiravano rispettivamente sui 60 milioni e 250 milioni di dollari, portando il totale nell’ultimo anno a oltre un miliardo di dollari di aiuti militari, secondo un funzionario dell’amministrazione. Il pacchetto includerà anche armi leggere e munizioni di vario calibro, giubbotti antiproiettile e relative attrezzature. L’esercito ucraino ha ringraziato così Blinken: “Le Forze Armate dell’Ucraina sono grate al Popolo, al Presidente, al Senato, al Congresso, al Dipartimento di Stato, al Ministero della Difesa e alle Forze Armate degli Stati Uniti per l’assistenza militare annunciata dal Segretario di Stato americano Anthony J. Blinken”.

La prima transazione del governo Usa destinata all’esercito ucraino risale addirittura al dicembre 2017 ed era limitata alle armi leggere, fra cui fucili M107A1 e munizioni, per una vendita dal valore totale di 41,5 milioni di dollari. La transazione dell’aprile 2019, ai tempi dell’amministrazione Trump, divenne più significativa. Non solo fu più onerosa (47 milioni di dollari), ma includeva anche armi molto più letali, in particolare 210 missili anti-carro Javelin. Oltre a Washington, ora anche l’Unione europea annuncia di voler aiutare e supportare Kiev contro l’invasione russa. L’Alto Rappresentante dell’Ue Josep Borrell ha convocato nelle prossime ore un Consiglio Affari Esteri in videoconferenza “per adottare ulteriori misure a sostegno dell’Ucraina, contro l’aggressione russa. Proporrò – afferma – un pacchetto di aiuti alle forze armate ucraine, per sostenerle nella loro eroica battaglia”. Tutto questo mentre l’Unione europea, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno deciso sganciare la “bomba atomica finanziaria”, escludendo la Russia dal principale sistema di pagamento internazionale SWIFT e di voler prendere pesanti misure per “paralizzare” l’attività della banca centrale russa. “Mentre le forze russe scatenano il loro assalto a Kiev e ad altre città ucraine, siamo determinati a continuare a imporre costi alla Russia che isoleranno ulteriormente la Russia dal sistema finanziario internazionale e dalle nostre economie” ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Aiuti militari anche dalla Germania

Anche la Germania, dopo qualche tentennamento iniziale, ha deciso di sostenere il governo ucraino con aiuti militari. Il cancelliere Olaf Scholz, infatti, ha autorizzato nelle scorse ore la consegna di mille armi anticarro e 500 missili terra-aria a Kiev. “L’attacco russo all’Ucraina segna una svolta. Minaccia il nostro intero ordine del dopoguerra. In questa situazione, è nostro dovere sostenere Kiev contro l’armata russa che sta invadendo il paese sotto la guida di Putin. La Germania è vicina, al fianco dell’Ucraina” ha sottolineato Scholz in una nota. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha accolto con favore la decisione della Germania. “La Germania ha appena annunciato la fornitura di lanciagranate anticarro e missili Stinger all’Ucraina. Continua così, Cancelliere Olaf Scholz!” ha twittato. Come la Germania, anche i Paesi Bassi hanno anche annunciato l’invio di armi anticarro in Ucraina, come confermato dal ministero della Difesa. Il governo olandese, infatti, fornirà 50 armi anticarro Panzerfaust-3 e 400 razzi all’esercito ucraino.

Kiev ha implorato per settimane la Germania di inviare armamenti utili a contrastare una possibile offensiva russa. Sabato l’ambasciatore di Kiev in Germania ha esortato Berlino a unirsi ai Paesi Bassi e fornire all’Ucraina i razzi di difesa aerea Stinger. “Dannazione, è finalmente giunto il momento di aiutarci”, ha dichiarato Andriy Melnyk all’agenzia Reuters in un’intervista. “Abbiamo bisogno di difesa aerea e abbiamo bisogno di una no-fly zone”. E l’Italia? Secondo alcuni esponenti, come presidente della Liguria e cofondatore di Coraggio Italia, Giovanni Toti, bisogna sostenere Kiev attivamente: “Francia e Germania forniscono equipaggiamenti militari all’Ucraina. L’Italia ha straordinarie aziende, facciamo subito la stessa cosa”. Dello stesso avviso Massimo Ungaro, deputato di Italia viva, eletto nella circoscrizione Estero-Europa: “Anche l’Italia deve aiutare gli Ucraini a difendersi dagli invasori e autorizzare la cessione di sistemi d’arma all’Ucraina. Non solo elmetti e medicine ma anche munizioni e sistemi di contra aerea, come ha deciso di fare oggi la Germania, per la prima volta dal dopoguerra”.

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