Dallo scorso marzo ad oggi il conflitto in Yemen ha provocato la morte o il ferimento di sei bambini ogni giorno.

La maggior parte dei morti e dei feriti si sono registrati nelle zone di Taiz, Sanaa, Saada, Aden e Hajjah, dove i sanguinari raid della coalizione guidata dall’Arabia Saudita sono stati più pesanti.

Ad affermarlo è il rapporto dell’Unicef pubblicato due giorni fa, intitolato Children on the Brink, che cita più di 1500 violazioni subite nel Paese dai bambini. Secondo l’organizzazione, infatti, oltre 900 bambini sono stati uccisi e più di 1.300 sono stati feriti in un anno di conflitto. Questo vuol dire che “in media almeno sei bambini sono stati uccisi o feriti ogni giorno”. Il rapporto denuncia anche che, nell’ultimo anno, almeno 63 strutture sanitarie sono state oggetto di attacchi o bombardamenti.

“I bambini non sono al sicuro da nessuna parte in Yemen”, ha spiegato Julien Harneis, rappresentante dell’Unicef nel Paese. “Anche giocare o dormire è diventato pericoloso”.

Secondo la relazione, inoltre, nell’ultimo anno sarebbero morti più di 10mila bambini al di sotto dei cinque anni per malattie che in teoria dovrebbero essere curabili con estrema facilità. Ma che in realtà, a causa dell’esaurimento dei vaccini, o per la mancanza di medicine, non è stato possibile curare.

Ma i bombardamenti non si fermano. E non si stanno fermando neanche gli affari milionari dell’Occidente che stanno riempendo gli arsenali del Golfo. Intanto a rimetterci, come in ogni conflitto, sono soprattutto i bambini. I più deboli e i più innocenti.

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