Dal voler conquistare un Paese intero al doversi acconentare soltanto di una sua parte, con il risultato di cambiare per sempre, e in modo traumatico, la storia di quella nazione. Ecco che cosa potrebbe succedere molto preso all’Ucraina, finita nel mirino di Vladimir Putin ma in grado di resistere ad ormai oltre un mese di conflitto, in parte per i presunti errori logistici delle truppe del Cremlino e in parte per il supporto ricevuto dagli alleati occidentali.

Uno scenario del genere, in base ai presupposti iniziali di Mosca, non sarebbe certo da considerare né una vittoria e neppure una vittoria mutilata; al contrario, ci troveremmo di fronte ad una exit strategy della Federazione Russa spacciata per vittoria grazie ad una buona dose di propaganda. Ma uno scenario del genere, se visto con gli occhi di Kiev, trasformerebbe l’Ucraina in una sorta di “Corea europea”.

Chiaro il riferimento alla penisola coreana, in Asia, dove troviamo due entità contrapposte, Corea del Nord e Corea del Sud, frutto della sanguinosissima Guerra di Corea (1950-53). Quella guerra, tra l’altro, non è ufficialmente ancora terminata, visto che non è stato firmato alcun armistizio e che, in teoria, le due parti sono tutt’ora belligeranti.



Un futuro “coreano” per l’Ucraina?

Data l’impossibilità di realizzare il piano A – che, presumibilmente, coincideva con la presa di Kiev, la decapitazione politica del governo guidato da Volodymyr Zelensky e la neutralizzazione forzata dell’intero territorio ucraino – Putin potrebbe quindi passare ad una sorta di piano B, come già anticipato sul Giornale. Siamo ancora a livello di ipotesi e supposizioni, ma le voci iniziano a rincorrersi.

Il generale Kirill Budanov, capo del servizio di intelligence ucraino, sostiene che la Russia ha capito di non poter conquistare l’intera Ucraina. Mosca potrebbe quindi lavorare su una sorta di “scenario coreano”, creando “la Corea del Sud e del Nord in Ucraina”. Budanov ha preannunciato però che l’Ucraina lancerà presto la guerriglia nel territorio occupato dalla Russia, nel tentativo di scongiurare tale frammentazione.

Di scenario coreano ha parlato apertamente anche Andriy Yermak, capo dello staff del presidente Zelensky. “La nostra intelligence riferisce che la Russia vorrebbe imporci il cosiddetto scenario coreano, con cui vogliono catturare l’est e il sud dell’Ucraina e imporre una linea di demarcazione tra i territori occupati e quelli non occupati”, ha scritto lo stesso Yermak su Telegram, aggiungendo però che per l’Ucraina “non possono esserci scenari, né compromessi in materia di integrità territoriale e sovranità” e che “il popolo ucraino e l’esercito non permetteranno alla Russia di occupare i territori” ucraini.



Il (possibile) scenario coreano

La penisola coreana, in seguito all’occupazione giapponese andata in scena dal 1905 (protettorato nipponico, mentre l’annessione risale al 1910) al 1945, si è ritrovata divisa in due entità distinte. Al termine della Seconda Guerra Mondiale, la Corea si trasformò, suo malgrado, in terreno di scontro per le due grandi potenze dell’epoca: Unione Sovietica e Stati Uniti.

La parte settentrionale finì sotto il controllo comunista di Mosca, mentre quella meridionale fu coperta dall’ombrello statunitense. Il tracciamento della linea di demarcazione lungo il 38esimo parallelo avrebbe sancito questa divisione. Una divisione che, nonostante un conflitto in mezzo, permane ancora oggi ed è considerata l’ultima testimonianza della Guerra Fredda.

Tornando in Ucraina, pare che nella parte settentrionale del Paese la resistenza di Kiev stia ostacolando i tentativi russi di riorganizzare le proprie forze. Mosca potrebbe quindi seriamente pensare di concentrare tutti i suoi sforzi per tentare l’accerchiamento delle regioni separatiste situate nell’est del Paese, avanzando dalla direzione di Kharkiv a nord e Mariupol a sud.

Se così fosse, non è da escludere che Putin possa accontentarsi di una frammentazione dell’Ucraina in due entità distinte. Una delle quali, presumibilmente la parte orientale, che finirebbe sotto il suo controllo.

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