La fase di atterraggio di un velivolo su una portaerei è sicuramente una delle manovre più difficili nella quale si possa cimentare un pilota. La Marina degli Stati Uniti però ha sviluppato e testato con successo il suo nuovo sistema per l’atterraggio guidato, o in ‘remoto’, a bordo della portaerei USS Abraham Lincoln. Il sistema, chiamato Atari, consentirebbe infatti al Landing Signals Officer (LSO) di prendere il controllo di un aereo in avvicinamento al vettore e farlo atterrare in sicurezza correggendone rotta, altitudine e gradi d’inclinazione. Il programma, sviluppato dalla Marina per l’approccio alternativo di velivoli con pilota o di velivoli condotti in remoto (droni/Uav) di nuova generazione, potrebbe servire a correggere fin da subito l’appontaggio di aerei imbarcati convenzionali costretti a dover approcciare il vettore in condizioni di scarsa visibilità o di mare agitato.

“Sono rimasto davvero impressionato dall’abilità di LSO di farmi toccare”, ha detto il pilota collaudatore del VX-23 – Air Test and Evaluation Squadron 23 – primo pilota della Marina ad atterrare attraverso il sistema Atari. “Le condizioni climatiche erano davvero scoraggiati ed è stato davvero impressionante come il sistema abbia funzionato perfettamente. In una giornata tranquilla, sarebbe stato anche un po’ noioso, invece nonostante il mal tempo è andato tutto liscio”.

L’US Navy crede che Atari possa essere impiegato come sistema di riserva in caso di imprevisti: per correggere la planata di un aereo già da un raggio di almeno cinque miglia nautiche dal vettore quando per qualche motivo il pilota non fosse in grado di compiere o completare la manovra di rientro in maniera ottimale. Questo si traduce in un backup utile da installare su tutti gli aerei imbarcati come gli F / A-18 Super Hornet, e ovviamente come componente standard su tutti gli Uav che in futuro prenderanno il loro posto nel gruppo aereo imbarcato. “Oggi non disponiamo di veicoli senza equipaggio nella flotta, ma arriveranno presto”, ha dichiarato Dan Shafer, ingegnere del Naval Air Systems Command (Navair). “Questo è un potenziale metodo di atterraggio alternativo”, ma potrebbe essere in futuro il sistema principale per far atterrare i reattori della Marina pilotati in remoto.

È solo questione di tempo infatti quella che vedrà decollare e atterrare su un vettore di ultima generazione come le superportaerei classe Gerald R. Ford velivoli senza equipaggio.Dopo un lungo e travagliato processo di sviluppo dei requisiti necessari, la Marina ha deciso di procedere nel programma che porterà gli Stingray MQ-25 – unmanned carrier aviation air system o Ucaas – a bordo di una portaerei. L’MQ-25 potrebbe essere un ponte verso una futura generazione di droni da combattimento imbarcati. Nonostante il successo raggiunto dal test in condizioni climatiche estremamente impegnative, ci vorranno ancora doversi anni affinché lo sviluppo del sistema ATARI possa farlo schierare su tutte le unità della flotta. La tecnologia come Atari potrebbe rivoluzionare completamente l’aviazione navale per quanto riguarda aerei con equipaggio e i droni: è solo una questione di tempo. Siamo ben distanti da quando nel 1918 l’ufficiale pilotaEdwin Dunning , a bordo del suo ‘cucciolo’ biplano Sopwhit, dimostrò sacrificando la sua vita che era possibile atterrare su una portaerei in movimento.

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