Tagliare il vertice politico ucraino uccidendo il presidente Zelensky e altri membri dello staff presidenziale. Sarebbe questo, secondo una nuova denuncia resa nota sui media ucraini da parte dei servizi segreti di Kiev, il piano a cui aspirerebbe il Cremlino. Così come riportato dall’agenzia ucraina Ukrinform, il piano russo dovrebbe prevedere il coinvolgimento dei contractors della Wagner, la società militare privata vicina al presidente russo Putin, i quali potrebbero già trovarsi in Ucraina per tendere un agguato a Zelensky. Non è però la prima volta che una denuncia del genere viene riportata da Kiev dall’inizio della guerra.

Il sospetto piano del Cremlino

Già 24 ore dopo l’inizio del conflitto, il presidente ucraino Zelensky in un video aveva dichiarato di essere a conoscenza della presenza a Kiev di non meglio precisati “sabotatori russi”. Agenti infiltrati in grado di arrivare fin dentro il cuore dei quartieri governativi e attuare un attentato contro il capo dello Stato ucraino. Secondo l’intelligence di Kiev, Zelensky sarebbe già scampato ad almeno tre attacchi di questo tipo. Nelle scorse ore la nuova denuncia. Condita questa volta da alcuni particolari. Sarebbero infatti gli uomini della Wagner a essere arrivati fin dentro la capitale ucraina per uccidere Zelensky. “La Russia continua a perseguire il suo obiettivo di eliminare la leadership politica ucraina – è la denuncia riportata dai media di Kiev – a cominciare dal presidente Volodymyr Zelebnsky”.

“Su ordine del presidente russo Vladimir Putin – prosegue la nota attribuita all’intelligence militare ucraina e rilanciata anche sui social – è arrivato oggi in Ucraina un gruppo di mercenari della Wagner, il cui compito è l’eliminazione della massima leadership militare e politica dell’Ucraina”. Non solo Zelensky quindi, ma anche il consigliere della presidenza Andrey Yermak e il primo ministro Denis Shmyhal. La Wagner è una compagnia privata in mano a Evgenij Prigozin, definito il “cuoco di Putin”. Si tratta di un imprenditore un tempo impegnato nella ristorazione e ritenuto il “dominus” delle strategie di finanziamento che stanno dietro alla Wagner. I contractors russi, impegnati in diversi scenari internazionali, sarebbero presenti in Ucraina. Quanto però al loro tentativo di uccidere Zelensky, al di là di quanto trapelato da Kiev, non è emerso altro. Non sono arrivate al momento prove significative relative alla presenza di russi della Wagner nella capitale ucraina. Tuttavia la minaccia all’interno del palazzo di via Bankova, sede della presidenza ucraina, la minaccia sarebbe stata presa sul serio.

Non si tratta della prima denuncia

Come detto già in altre occasioni il presidente ucraino o membri del suo staff hanno denunciato possibili piani contro i massimi vertici di Kiev. Il governo ucraino sospetta che, in un modo o nell’altro, Mosca voglia azzerare l’attuale leadership. Se i carri armati russi non dovessero prendere la capitale ucraina, allora a porre in essere l’azione sarebbero o forze speciali oppure, come nel caso della denuncia odierna, contractors e commando privati. Oltre all’allarme lanciato nelle scorse ore, in almeno tre occasioni lo stesso Zelensky ha riferito di aver saputo l’esistenza di piani per la sua eliminazione fisica. In almeno un caso, il presidente ucraino ha detto di essersi salvato grazie a una “soffiata” dell’Fsb, il servizio segreto russo. Un modo per far innervosire il Cremlino. Con quella dichiarazione infatti Zelensky ha esplicitamente affermato l’esistenza di un gruppo di funzionari dell’intelligence russa che remerebbe contro le decisioni prese da Putin.

Quanto di vero ci sia nelle denunce passate è difficile da sapere. Indubbiamente Kiev ha tutto l’interesse mediatico per mantenere alta l’attenzione sull’incolumità stessa del presidente ucraino. Di certo, alcune soffiate, da est o da ovest, in via Bankova sono arrivate. Alcune sono state prese realmente sul serio, altre solo a livello mediatico. In questa fase così incerta della guerra, un attentato contro Zelensky non è né da escludere a priori e né da dare per scontato. Del resto a Mosca sanno bene che un eventuali atto di sabotaggio contro la vita del presidente ucraino potrebbe dare il pretesto per ulteriori escalation politiche e mediatiche contro il Cremlino. In poche parole, la Russia da un attentato contro Zelensky potrebbe avere più svantaggi che vantaggi.

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