Un'”azione provocatoria” che ha subito spinto la Cina a prendere adeguate contromisure. Pechino ha puntato il dito contro gli Stati Uniti, accusati di aver condotto un’operazione inutile nel tentativo di rafforzare il suo asse con Taiwan. Una nave da guerra statunitense ha infatti attraversato lo stretto di Taiwan, scatenando l’ira cinese che, in tutta risposta, ha inviato le sue forze per seguire e monitorare il transito del mezzo. Lo ha comunicato il Comando orientale dell’esercito cinese.

“Il cacciatorpediniere lanciamissili statunitense Uss Ralph Johnson (DDG-114) ha navigato nello Stretto di Taiwan il 26 febbraio e si è galvanizzato. Il Comando orientale dell’esercito popolare di liberazione cinese (Pla) ha inviato le sue forze per seguire e monitorare il passaggio della nave da guerra americana nell’intero transito”, ha affermato, in una nota il colonnello Shi Yi, portavoce del comando del teatro orientale.

“È ipocrita e inutile che gli Stati Uniti conducano questa azione provocatoria nel tentativo di rafforzare le forze dell’indipendenza di Taiwan“, ha aggiunto lo stesso Yi, osservando che le truppe del Comando orientale sono in allerta e pronte a salvaguardare la sovranità e la sicurezza nazionali, nonché la pace e la stabilità regionali. Insomma, le stesse formule adottate da Pechino per lanciare un chiaro avvertimento alla controparte americana.

Il rilancio della Strategia Indo-Pacifica?

Cerchiamo di ricostruire quanto accaduto. Il cacciatorpediniere Uss Ralph Johnson ha navigato nello Stretto di Taiwan in un’iniziativa che la Settima Flotta Usa ha definito come “un transito di routine attraverso le acque internazionali”. Si tratta della seconda operazione del 2022 condotta dalla Marina americana nell’ ambito del programma sulla “libertà di nazigazione” per contrastare la posizione assertiva della Cina nelle acque del mar Cinese meridionale e orientale. “Il transito della nave dimostra l’impegno degli Stati Uniti per un Indo-Pacifico libero e aperto”, ha detto il portavoce Nicholas Lingo, secondo cui “le forze armate Usa volano, navigano e operano ovunque il diritto internazionale lo consenta”.

Mentre la crisi Ucraina continua a tener banco l’Occidente, dunque, dall’altra parte del mondo Washington potrebbe aver lanciato il primo segnale alla Cina in merito al possibile rilancio della Strategia Indo-Pacifica, l’ambizioso progetto geopolitico lanciato dall’ex premier giapponese Abe Shinzo pensato per garantire un ordine internazionale basato sullo stato di diritto – incluso il diritto di una navigazione libera – , promuovere il libero scambio e risolvere le controversie in modo pacifico. E, ovviamente, arginare l’ascesa della Cina nella regione.

La risposta della Cina

Il ministero della Difesa cinese non ha ancora commentato la mossa americana, ma il Global Times ha scritto che “mentre la lotta Ucraina-Russia in corso si sta intensificando, l’esercito americano sta tentando di dimostrare le sue capacità di fomentare problemi su due parti del mondo, cioè in Europa e in Asia“. E ancora, Washington “ha inviato un segnale sbagliato ai secessionisti di Taiwan rispetto alle di loro timori che potessero essere abbandonati dagli Usa come l’Ucraina”, ha aggiunto il People’s Daily.

Nel frattempo otto velivoli militari sono stati avvistati nell’angolo sud-ovest della Zona d’identificazione della difesa aerea (Adiz) di Taiwan. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Taipei su Twitter. La nuova sortita dell’Aeronautica cinese segue quella effettuata ieri con quattro velivoli, avvistati sempre nell’angolo sud-ovest dell’Adiz. Come riferito più volte dagli ufficiali cinesi, queste operazioni hanno lo scopo di riaffermare la sovranità della Repubblica popolare sull’isola autogovernata, considerata a tutti gli effetti “una provincia secessionista”. La questione taiwanese continua dunque a tenere banco.

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