Guerra /

Il prossimo febbraio, nelle acque al largo di Karachi, in Pakistan, si terrà l’esercitazione Aman-2021. Questa prossima edizione delle manovre navali congiunte vedrà la partecipazione di navi da guerra di 10 Paesi diversi tra cui Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Turchia, Malesia, Filippine, Cina, Indonesia e Sri Lanka e personale di altri 20. Ad Aman 2021 parteciperà anche la Voenno Morskoj-flot (Vmf), la Marina Russa, segnando il ritorno di Mosca ad effettuare operazioni congiunte con Paesi della Nato dopo 10 anni: era infatti il 2011 l’ultima volta che unità della Flotta Russa hanno preso parte ad esercitazioni congiunte con le forze navali dei membri dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico durante l’esercitazione Bold Monarch, tenutasi al largo delle coste della Spagna.

La Marina Pakistana ospita ogni due anni questa esercitazione navale multinazionale a cominciare dal marzo 2007. Aman, parola urdu che significa “pace”, riunisce navi, aerei, squadre Sof / Eod e osservatori delle marine dei Paesi occidentali e orientali riuniti sotto un unico ombrello finalizzato a implementare la collaborazione per la sicurezza nel dominio marittimo. La Marina del Pakistan, con questa esercitazione, cerca di migliorare l’interoperabilità tra marine regionali ed extra regionali, per promuovere la pace e la stabilità nella regione dell’Oceano Indiano e oltre. Aman offre anche un’opportunità unica di formazione per sviluppare e praticare tattiche che aiutano i partecipanti a promuovere e sostenere le relazioni reciproche, che sono essenziali per garantire sicurezza e protezione alle rotte marittime che attraversano gli oceani.

L’esercitazione è strutturata per creare risposte, tecniche e procedure contro minacce non convenzionali attraverso la pianificazione di tattiche di guerra seguita da esercitazioni in mare nell’ambito delle operazioni di Vbss (Visit, Board, Search & Seizure), tiro navale, antipirateria, esercitazioni combinate antisom, comunicazioni e difesa aerea.

Gli obiettivi delle esercitazioni Aman sono quelli di sviluppare la cooperazione sulla sicurezza a più livelli per promuovere un ambiente marittimo sicuro e sostenibile, migliorare l’interoperabilità tattica tra le marine regionali ed extra regionali, fungendo così da ponte tra le regioni, certificare l’efficacia delle tecniche per contrastare minacce non convenzionali nel settore marittimo, senza dimenticare il ritorno di immagine in termini di prestigio per il Pakistan che così, oltre a contribuire attivamente alla pace e alla stabilità della regione dell’Oceano Indiano, consolida la sua posizione nell’arena marittima dell’area in questione.

Come apprendiamo da un comunicato ufficiale del Ministero della Difesa Russo, la Marina di Mosca, parteciperà con alcune unità della Flotta del Mar Nero, tra cui una fregata, un pattugliatore, un rimorchiatore di salvataggio, un’unità del Corpo dei Marines, una squadra di sminamento e un elicottero marittimo. Nella giornata di ieri si è infatti tenuta a Sebastopoli, in Crimea, una conferenza di pianificazione in merito alla partecipazione russa ad Aman-2021.

Siamo davanti quindi ad una normalizzazione dei rapporti tra la Russia e la Nato? Anche se così potrebbe sembrare a prima vista, la realtà dei fatti dice altro. Proprio la Nato è reduce da una tre giorni di conferenza coi ministri della Difesa in cui si sottolineava come la Russia, nonostante sia sostanzialmente una “potenza in declino”, continua a essere “pericolosa” per l’Alleanza Atlantica: durante il vertice si è infatti sottolineato come l’assertività russa “nel vicinato” della Nato sia una minaccia per la stabilità europea riferendosi non solo alla situazione al confine con l’Ucraina ma anche a quella che vede il ridispiegamento di uomini e mezzi sul “fronte orientale”, ovvero quello dei Paesi Baltici e della Polonia, che, non a caso, sono gli Stati membri dell’Alleanza più afflitti da “russofobia” sia per cause storiche sia per effettive cause contingenti. Assertività russa che ha avuto, come sappiamo, il proprio parossismo nell’annessione della Crimea e nell’insurrezione in Donbass sobillata da Mosca. A margine di queste considerazioni, si è parlato anche dei temi del controllo degli armamenti (Inf, Start) e del Nagorno-Karabakh, ma esulano questa particolare trattazione.

Riteniamo che la decisione presa da Mosca, infatti, capiti non a caso a pochi giorni di distanza da quel vertice. La Russia non sta tendendo la mano alla Nato e agli Stati Uniti, ma sta sfruttando l’occasione offertale dal Pakistan di giocare in un campo neutrale per dimostrare la sua capacità militare davanti agli osservatori delle potenze occidentali. Pakistan che, come sappiamo, è uscito dall’orbita statunitense da qualche anno per venire pericolosamente avvicinato da Pechino.

Sicuramente però, se gli assetti della Flotta del Baltico inviati ad Aman-2021 saranno quelli, non si tratta né di un dispiegamento di forze significativo né così impressionante, però rappresenta comunque l’occasione per dimostrare la capacità della Marina Russa di operare, in squadra, a grande distanza e di concerto con altre forze navali straniere di Paesi alleati e non.

La vera dimostrazione di forza, forse, si è tenuta proprio in queste ultime ore: la Russia ha infatti tenuto una serie di lanci – predisposti da tempo – di missili balistici intercontinentali da sottomarino e da terra che hanno coinvolto i distretti militari occidentali e orientali.

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