L’annuncio è arrivato da Londra. L’ultimo bollettino dell’intelligence militare britannica rilanciato dal Ministero della Difesa sostiene che la Russia abbia probabilmente schierato la sua unica unità operativa controcarro di mezzi Bpm-T Terminator sull’asse di Severodonetsk, nel cuore del Donbass. “La loro presenza suggerisce che il Gruppo di Forze del Centro delle truppe russe (Cgf), l’unica formazione che mette in campo questo veicolo, sia coinvolto nell’attacco”, si legge nel breve report.

Ricordiamo che lo stesso Gruppo di Forze del Centro in precedenza aveva sofferto pesanti perdite nel tentativo, poi fallito, di sfondare nella parte orientale di Kiev, durante la prima fase dell’invasione. In ogni caso, la seconda parte del bollettino britannico aggiunge un’altra importante informazione, ovvero che, con un massimo di dieci Terminator schierati, è altamente improbabile che questi mezzi possano dare un impatto significativo all’operazione di Mosca.



I Bpm-T Terminator russi

La Russia ha sviluppato il Terminator dopo aver osservato la necessità di fornire protezione specifica ai principali carri armati da battaglia utilizzati durante le guerre afghane e cecene, hanno spiegato gli 007 di Londra. In altre parole, e senza scendere troppo nei tecnicismi, l’ultimo jolly di Vladimir Putin consiste in un’unità operativa di tank, i Terminatori appunto, destinati al supporto dei carriarmati.

I Bpm-T Terminator costituiscono una famiglia di semoventi controcarro polivalenti sviluppati negli anni 2000 dalla Uralvagonzavod. I loro compiti? Il principale è quello di fornire fuoco di supporto per le unità corazzate impegnate sul campo di battaglia. Questi mezzi sono tuttavia in grado di portare a termine compiti di difesa aerea simili a quelli di un semovente antiaereo.

Ma non è finita qui, perché i Terminator possono compiere con successo anche altre missioni, tra cui ingaggio e soppressione della unità nemiche dotate di lanciagranate o missili controcarro ed armi leggere, distruzione di bersagli semi protetti, ingaggio di carri da combattimento (MBT) o veicoli da combattimento per la fanteria (AIFV), oltre che difesa dalle incursioni portate da elicotteri o veicoli a bassa quota.

I jolly di Mosca

I Bpm-T Terminator sono dotati di doppio cannoncino da 30 millimetri, mitragliatrice e lanciarazzi. Ciascuno dei due cannoncini è in grado di sparare oltre 10 proiettili da 30 mm al secondo. Possono essere caricati con più proiettili diversi, il che significa che è possibile sparare proiettili perforanti temprati da una canna, quindi passare immediatamente a proiettili esplosivi dall’altra parte o, addirittura, sparare entrambi contemporaneamente. I Terminator, che trasportano anche missili guidati, sono il risultato della ricerca russa di fronte all’esigenza di sviluppare veicoli progettati per combattere in spazi urbani ristretti.

Al momento esistono almeno due versioni distinte dei Terminator; un modello è dotato di due lanciagranate e può ospitare un equipaggio di cinque persone, l’altro richiede un equipaggio di soli tre uomini e funziona senza lanciagranate.

A detta di vari analisti, il dispiegamento di questi rari veicoli da combattimento sarebbe un segno di frustrazione da parte del Cremlino. Dall’altro lato, i commentatori russi hanno applaudito il loro utilizzo, considerando come esempio della profondità dell’arsenale russo. Certo è che la presenza dei Terminator nel Donbass, dove avanzati armamenti anticarro ucraini attendono l’avanzata russa, è sicuramente un azzardo. Già, perché l’immagine di “invincibilità” dell’esercito russo potrebbe subire nuovi danni, qualora questi veicoli dovessero fare una brutta fine.

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