Lo “Zar” Vladimir Putin è di nuovo intervenuto sulla guerra che ha scatenato in Ucraina. La narrativa presentata è sempre la stessa: la Russia, secondo Putin, avrebbe riconosciuto le repubbliche indipendenti del Donbass per scongiurare quello che viene definito un “genocidio”.

Il vertice russo, così come ripercorso dall’Adnkronos, ha detto di aver operato il riconoscimento formare delle Repubbliche separatiste per “proteggere la popolazione che per otto anni è stata bullizzata e sottoposta a genocidio dal regime di Kiev”. Quell’atto formale è arrivato in contemporanea con l’invasione dello Stato confinante con la Russia.

Di novità sostanziali, rispetto allo stato dei negoziati e delle trattative con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, non ce ne sono molte. Anche i toni di Putin sono sempre uguali a se stessi: “L’operazione in Ucraina sta procedendo con successo, rigorosamente in linea con le regole stabilite in anticipo”, ha fatto presente lo “Zar”. Per quanto alcune disamine, invece, ritengano che la Russia avesse programmato una sorta di operazione lampo. E ancora la specificazione relativa a quanto messo in campo, dal punto di vista militare, sino a questo momento: “La tattica di combattimento pianificata dal ministero della Difesa e dallo stato maggiore russo per l’Ucraina è completamente giustificata”.

Non ci sarebbero falle in relazione ad i piani o ritardi, insomma. Il che differisce da quello che il racconto occidentale della guerra testimonia. Tra le frasi pronunciate durante il discorso, quella più accesa è stata di sicura riservata all’Occidente. Lo stesso che, per Putin, starebbe addirittura coprendo l’Ucraina in quelli che sarebbero dei veri e propri “pogrom“.

Secondo la ricostruzione operata dal vertice del Cremlino, la “guerra lampo” non sarebbe quella preparata dalla Russia nei confronti dell’Ucraina bensì quella che sempre l’Occidente avrebbe provato a muovere attraverso le sanzioni che sono state comminate, a più riprese, per stroncare la situazione economica interna.

Un’operazione che, per lo “Zar”, non avrebbe comportato poi chissà che effetto. Putin ha detto comunque di attendere “nuovi tentativi di pressione”. E per quel che riguarda l’economia russa e gli stravolgimenti che potrebbero modificare per sempre la globalizzazione per come l’abbiamo conosciuta? Il tema è di stretta attualità. Putin ha ostentato ulteriore sicurezza, senza tuttavia omettere la necessità di modifiche complessive e di sistema: “Si adatterà alla nuova realtà, ma ciò richiederà difficili cambiamenti strutturali”.

Pure sull’atteggiamento del rivale in battaglia Putin continua a ripetere le stesse considerazioni: “Noto che l’Ucraina, incoraggiata dagli Stati Uniti e da un certo numero di Paesi occidentali, si è preparata di proposito per uno scenario militare”, ha argomentato. E poi ha anche aggiunto che la nazione ucraina ha pianificato “un massacro sanguinoso e una pulizia etnica nel Donbass“.

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