Fino a quando riuscirà a resistere Severodonetsk? Basandosi sulle ultime notizie, la sensazione è che l’esercito russo riuscirà a conquistare la città nel giro di poco tempo, qualche giorno al massimo, forse addirittura nel giro di una manciata di ore. Non è però scontato che tutto possa risolversi così in fretta.

C’è infatti un importante segnale militare che dovrebbe essere colto con la massima attenzione. La battaglia per la presa di Severodonetsk sta assumendo una piega ben precisa, la stessa, per intendersi, già vista a Mariupol e Kherson, le due – e di fatto uniche – città degne di nota conquistate dal Cremlino. Detto altrimenti, la guerra di trincee e postazioni che abbiamo osservato nelle ultime settimane nel Donbass sta sostanzialmente lasciando spazio ad una vera e propria guerra urbana.

Il teatro non è più l’aperta campagna, bensì un centro urbano fatto di quartieri, strade, palazzine e strutture più o meno strategiche, dove i due schieramenti potranno portare avanti una lunga ed estenuante contesa. L’esercito russo, come ha spiegato Sergiy Gaidai, capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk, è intanto avanzato ancora più in profondità, in direzione del cuore di Severodonetsk, tanto che adesso i combattimenti sono in corso strada per strada.



Guerra urbana

In un primo momento, forse per costringere alla fuga i nemici, Mosca era solita bombardare Severodonetsk fin dalle prime ore del mattino, per poi scatenare tutta la potenza di fuoco della sua artiglieria fino al tardo pomeriggio inoltrato. Adesso si è aggiunto un nuovo tassello a questa battaglia, visto che, come ha sottolineato anche Il Corriere della Sera, le avanguardie russe sono entrate in diversi quartieri cittadini.

Il think tank Institute for the Study of War (ISW) sostiene che gli uomini di Vladimir Putin controllino la periferia nord-est e sud-est, e che stiano continuando a guadagnare terreno all’interno della città. Fonti ucraine hanno inoltre riferito che sono in corso combattimenti a sud di Severodonetsk, a Toshkivka, Ustynivka, Voronove, Borivske e Metolkine, mentre l’esercito russo continua a mettere in atto gli sforzi ncessari per completare l’accerchiamento della stessa Severodonetsk dal lato meridionale.

Inevitabile, dunque, parlare di guerra urbana. In un simile contesto, ogni palazzina può trasformarsi in una postazione di tiro, mentre stabilimenti più grandi sono ideali per assumere i connotati di bunker, per non parlare, poi, delle strade ricoperte di trappole ed esplosivi.

Lo sforzo di Mosca

Indipendentemente da come si svilupperanno i combattimenti cittadini, Mosca ha ormai deciso di conquistare Severodonetsk. La riprova sta nel fatto che le forze russe stanno trasferendo grandi quantità di personale e attrezzature nell’area, proprio per rafforzare le operazioni nel centro urbano. Secondo alcune voci, non confermate, il Cremlino sarebbe in controllo dell’intera sponda meridionale del fiume Siverskyi Donets.

Se, insomma, i russi stanno spingendo sul pedale dell’acceleratore per chiudere la contesa – anche, pare, con il supporto dei ceceni e del Gruppo Wagner – dall’altra parte gli ucraini resistono come possono, anche se le risorse sono quasi agli sgoccioli. Nel frattempo l’esercito russo continua ad avanzare tra i palazzi della periferia di Severodonetsk. I corazzati di Mosca sono i bersagli prediletti dei combattenti ucraini ma è sempre più difficile, per i difensori, arginare il fiume in piena russo.

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