La marina francese è fortemente impegnata nelle politiche di armamento e nel consolidamento della sua leadership europea anche in mare. L’Eliseo punta a dare segnali chiari ai colleghi tedeschi, e lavora allo scambio di testimone tra la Charles de Gaulle e la portaerei di nuova generazione “Pang” previsto intorno al 2036.

L’agenda del presidente Emmanuel Macron e del Capo di Stato Maggiore ha l’obbiettivo di soddisfare le necessità della Difesa e tutti gli altri punti programmatici inerenti alla sostituzione della portaerei già per il 2020. Ma le preoccupazioni sia pubbliche che di politica interna raccontano storie di umori confusi e divisi. Infatti, le problematiche ambientali unite ai costi di gestione e manutenzione preoccupano non poco la comunità francese, tanto che anche Le Figaro, spiega che il ministro Florence Parly ha lasciato intuire che tutte le decisioni saranno supportate da importanti analisi preliminari atte a garantire i benefici ed il massimo risultato per la nazione.

Proprio da questo punto, però, la politica d’Oltralpe mira ad un futuro competitivo e si prevede che la costruzione della nuova portaerei prediligerà un equipaggiamento nucleare e non convenzionale, oltre ad un ampliamento esponenziale delle dimensioni che sarà necessario al trasporto del nuovo armamento mobile.

Il progetto Pang

La nave registrerà un incremento della stazza di circa il 60%, in grado di ospitare anche l’aereo da combattimento europeo “New Generation Fighter” (Ngf). Questa tecnologia è equipaggiata con armi di nuova generazione e dotata di sistemi di volo senza pilota, connessi ad un’architettura dell’Air Combat System of the Future (Scaf). Il nuovo aereo avrà un peso di circa 30 tonnellate e per questo motivo la portaerei dovrà soddisfare requisiti differenti della Charles de Gaulle che ne riportava invece, una stazza a pieno carico di circa 42.500. Le politiche interne destinate all’eliminazione di tali problemi sono affidate al lavoro congiunto del Comitato Ministeriale per gli Investimenti (CMI) ed il ministero della Difesa, i quali hanno concordato che la Pang, per questo motivo, dovrà essere tra le 70 e le 75mila tonnellate e quindi quasi il doppio del suo predecessore.

I Chantiers de l’Atlantique costruiranno la nuova portaerei

L’obbiettivo strategico francese prevede lo sviluppo e creazione della nuova unità navale a Saint Nazaire con la concessione dell’appalto ai Chantiers de l’Atlantique. Questo complesso gruppo industriale è costituito con compartecipazione statale francese per l’84,31%, l’11,7% da Naval Group, 1,59% Cofipme ed per il 2,4% da dipendenti. Ne fa parte anche l’Atlantique Engineering Solutions SAS o ex STX France Solutions SAS, leader mondiale nel settore ingegneristico ed informatico. Il design, invece è stato assegnato allo storico marchio della Naval Group.

I rumors sui costi

Le preoccupazioni generali sono concentrare sui costi effettivi di tale operazione. A tal proposito, l’ammiraglio Rolland, Il 12 marzo scorso, ha rilasciato una “percezione” di spesa per per questo nuovo progetto di circa cinque miliardi di euro, spiegando che tale cifra avrebbe subito forti variazioni se la propulsione dell’unità navale fosse stata con equipaggiamento nucleare. Lo stesso ammiraglio ha poi aggiunto rivolgendosi ai parlamentari che a tali costi andavano aggiunti ulteriori oneri di manutenzione che si aggirano intorno ai 200 milioni di euro all’anno.

L’ammiraglio, proprio in occasione dell’Assemblea nazionale, ha anche “svelato” il rapporto di spesa della de Gaulle, illustrando pagamenti che si aggirano intorno ai 120 milioni di euro per la manutenzione, 60 milioni per compensi e oneri sociali destinati al salario dei soldati ed impiegati imbarcati e 20 milioni per le infrastrutture associate.

L’entusiasmo di Parigi guardando l’Europa

Sebbene Parigi sia pervasa da grande entusiasmo, il rapporto sui costi crea non poche controversie interne all’Eliseo. Ma l’impegno per tale investimento sembra essere dettato dalla volontà della Francia di voler sviluppare un’importante economia di Difesa.

La finalità di questa operazione conferma una politica militare forte con la volontà di ritagliarsi un ruolo da protagonista sul mare. Nonostante il periodo di crisi economica generale dettata anche dal Covid-19, la corsa francese al primato europeo sembra bypassare anche l’enormità dei costi da sostenere e i pareri non tutti concordi dell’opinione pubblica. Questa policy militare invia contemporaneamente messaggi chiari ai partner europei e s’impone da pivot tra tutte le narrative internazionali che al momento la incoronano regina militare d’Europa.

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