“Il peggio deve ancora venire”. Non proprio una frase ottimistica, soprattutto in un periodo come quello attuale. L’ha pronunciata ieri il presidente francese Emmanuel Macron, dopo una conversazione con Vladimir Putin, l’ha ribadita poche ore fa il segretario della Nato, Jans Stoltenberg. Eppure ci sono stati colloqui tra russi e ucraini e un nuovo round di colloqui dovrebbe esserci nel prossimo fine settimana. Come mai allora in Europa, sia a livello politico che nella sponda della Nato, si parla così tanto di una situazione in peggioramento?

Le prossime mosse militari

Dopo otto giorni di guerra, c’è un dato oramai ben consolidato. La Russia ha utilizzato soltanto parte del proprio potenziale. Le sue prime avanzate in territorio ucraino sono state effettuate mettendo sul campo un terzo del potenziale bellico. Sono dati forniti dal Pentagono, ma sono anche circostanze dimostrabili seguendo il corso degli eventi. I primi reparti a entrare in Ucraina erano composti da seconde linee. Poche le forze speciali viste lungo il fronte. Anche i bombardamenti, quantunque massicci, non sono stati effettuati a tappeto in tutte le città ucraine. Raid circoscritti, spesso fuori i centri urbani delle metropoli. L’unica tragica eccezione riguarda Kharkiv, seconda città del Paese martoriata da giorni dai lanci missilistici da parte dei russi le cui truppe rimangono comunque all’esterno del perimetro cittadino. Considerando quindi che Mosca non ha ancora dato fondo all’intero suo potenziale, il forte sospetto da parte della Nato riguarda proprio il fatto che soltanto nella seconda fase del conflitto si arriverà a una Russia ancora più aggressiva.


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CAUSALE: Reportage Ucraina


Da qui le parole odierne di Stoltenberg: “Nei prossimi giorni – ha dichiarato in conferenza stampa in questo venerdì mattina – la Nato si aspetta più sofferenza e più distruzione, i giorni che verranno probabilmente saranno peggiori”. Parole in linea con quelle del presidente francese Macron. Quest’ultimo ha sentito ieri per la sesta volta in poco più di un mese il presidente russo. Dopo la conversazione, il capo dell’Eliseo ha detto di aspettarsi il peggio. Sia Stoltenberg che Macron, così come probabilmente gli altri partner europei, sono oramai nella convinzione che i primi otto giorni di guerra abbiano rappresentato soltanto un primo approccio della Russia in Ucraina. Le prossime mosse militari verteranno su un’accelerazione dei piani per prendere le principali città: “Ci saranno città sotto assedio, scuole, ospedali ed edifici civili bombardati – ha dichiarato Stoltenberg – è la peggiore offensiva in Europa dal dopoguerra”.

Lo scenario dei prossimi giorni

Giovedì pomeriggio, nel corso di una riunione del consiglio di sicurezza al Cremlino, Putin ha sottolineato che per adesso i piani di Mosca sono stati rispettati. Smentendo quindi le voci che parlavano di una Russia in difficoltà e di un esercito russo sorpreso dalla resistenza ucraina. Forse il presidente russo già dal 24 febbraio, quando ha lanciato l’attacco all’Ucraina, aveva preventivato una guerra niente affatto lampo. Al contrario, i piani di Mosca avrebbero previsto già dall’origine dell’attacco un uso più moderato del proprio potenziale in grado poi di aprire la strada all’ingresso delle forze speciali. Da qui la probabile intensificazione degli attacchi contro le città più grandi e contro obiettivi non solo militari. Uno scenario che rischierebbe di coinvolgere ancora di più i civili. L’obiettivo finale di Mosca, come ha ripetuto il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, è quello di “demilitarizzare” l’Ucraina. Un termine che potrebbe indicare l’arrivo delle truppe russe su gran parte del territorio ucraino. Macron ieri ai suoi avrebbe riferito proprio questo: “Aspettiamoci il peggio, Putin vuole l’intera Ucraina”.

Un concetto ribadito anche dal segretario di Stato Usa, Antonhy Blinken: “La guerra potrebbe non finire presto – si legge nelle sue ultime dichiarazioni – andremo avanti con gli aiuti militari a Kiev”.

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