Andrei Mordvichev, comandante dell’Ottava armata combinata, è soltanto l’ultimo nome ad esser finito sulla lista nera. L’elenco dei generali russi morti in Ucraina dall’inizio della guerra inizia ad essere piuttosto consistente: Vitaly Gerasimov, Andrei Sukhovetsky, Andrei Kolesnikov, Oleg Mityaev, Andrei Sukhovetsky,  Mordvichev. Tutti veterani dei precedenti conflitti della Russia, tutti morti in territorio ucraino per le motivazioni più disparate.

Si va dall’uccisione per mano dei cecchini (Sukhovetsky, 3 marzo) a chi è morto nei combattimenti di Kharkiv (Gerasimov, 7 marzo) passando per chi, invece, è finito sotto i bombardamenti dell’aviazione delle forze armate ucraine (Mordvichev, 19 marzo).

Il Cremlino è rimasto in silenzio. Kiev ha invece sbandierato ai quattro venti ogni singola uccisione “prestigiosa”. Le forze armate ucraine sostengono di aver ucciso più di 10 alti ufficiali russi, pubblicando anche l’elenco. Lo riporta l’agenzia ucraina Unian citando il Dipartimento per le comunicazioni strategiche dell’Ufficio del comandante in capo delle forze armate ucraine. Si tratta – scrive l’Unian – del Generale Magomed Tushayev, comandante del 141° Reggimento Motorizzato della Rosguard; del Generale Vitaly Gerasimov, vice Comandante della 41° Armata del Distretto Militare Centrale; del generale Andrei Kolesnikov, comandante della 29° Armata del Distretto militare orientale; del generale Andriy Sukhovetsky, vice comandante sempre della 41ma armata del distretto militare centrale; di Oleg Mityaev, comandante della 150a divisione di fucili a motore; di Andriy Mordvichev, comandante dell’8a armata generale delle guardie dell’esercito meridionale Quartiere


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Ma per quale motivo l’esercito russo, teoricamente molto più potente rispetto a quello ucraino, forgiato da anni di battaglie ed esperienza, sta subendo una vera e propria decimazione dei suoi uomini chiave? È tutto merito della resistenza ucraina, è solo propaganda, bisogna puntare il dito sugli errori strategici di Mosca o c’è dell’altro? In un lungo articolo, il Wall Street Journal ha provato a rispondere a tutte queste domande.

Il ruolo dei generali

Facciamo subito due premesse. Intanto l’ingente quantità di generali di brigata morti in Ucraina, in circa tre settimane di conflitto, ha mostrato innegabili difetti nella capacità di Mosca di guidare le truppe in battaglia. Dopo di che, dobbiamo tener presente che tali perdite potrebbero avere importanti ricadute sull’esito della guerra influenzandone l’esito.

In ogni caso, gli analisti sostengono che lo stile di combattimento dell’esercito russo possa aver contribuito a generare tali perdite. Non dobbiamo poi escludere altri fattori, come le comunicazioni radio scadenti e combattimenti particolarmente intensi, contraddistinti da imboscate avversarie nei pressi delle città.

Una volta persi questi uomini guida, per la Russia potrebbe essere molto difficile trovare validi sostituti in grado di espletare le loro funzioni. Il colonnello John “Buss” Barranco, un corpo dei Marines degli Stati Uniti membro dell’Atlantic Council, ritiene che il livello di leadership delle piccole piccole unità russe non sia particolarmente eccezionale, “motivo per cui si vedono ufficiali generali russi molto più avanzati sul campo”. Inoltre, le forze di Mosca “dipendono eccessivamente dalle persone anziane che gestiscono la microgestione dal fronte perché non hanno lo stesso corpo di sottufficiali per esercitare l’iniziativa”, ha aggiunto.

I possibili motivi

Gli ufficiali russi fin qui uccisi avevano un grado che può essere tradotto come “maggiore generale”; equivalente, più o meno, a ufficiali a una stella analoghi ai generali di brigata in Occidente. Ci si potrebbe chiedere per quale motivo Mosca abbia deciso di inviarli nelle aree più pericolose del conflitto. Questo, almeno in parte, sarebbe dovuto alla tradizione che conferisce un’ampia autorità a simili generali per inviare truppe in battaglia e decidere quando modificare le tattiche.

In altre parole, l’esercito russo si affida ad un processo decisionale molto centralizzato, e quindi non è impensabile immaginare generali in prima linea per orchestrare meglio l’offensiva. Giusto per fare un confronto, le forze armate statunitensi si affidano a ufficiali più giovani che, in battaglia, comunicano con ufficiali più anziani ben distanti dalle linee del fronte; per la cronaca, negli ultimi decenni è morto in combattimento soltanto un generale americano, rimasto vittima dell’attacco di un soldato afghano.

A caccia di generali

Dobbiamo poi considerare, come anticipato, le apparecchiature di comunicazione adottate dall’esercito russo. Gli ufficiali di Mosca in Ucraina starebbero utilizzando per lo più telefoni cellulari e VHF non crittografati, oltre a contatti radio ad alta frequenza anziché radio crittografate avanzate. Dulcis in fundo, il WSJ ha citato una fonte appartenente alla ristretta cerchia di Volodymyr Zelensky.

La fonte anonima ha svelato l’esistenza di un apposito team creato in seno alle forze speciali d’intelligence militare ucraina, incaricato di localizzare e prendere di mira gli ufficiali russi. “Cercano generali di alto profilo, piloti, comandanti di artiglieria. Hanno tutti i loro dettagli, nomi, numeri dell’esercito”, ha affermato, aggiungendo che un discreto numero di bersagli è stato preso di mira con il fuoco dei cecchini o con l’artiglieria.

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