Essere una potenza marittima è una condizione fondamentale per chi, come la Cina, intende diventare una potenza globale a tutti gli effetti. Fin qui il fiore all’occhiello di Pechino era sempre stato l’esercito di terra, ma dopo le riforme di Xi Jinping qualcosa è cambiato. Il Dragone ha in parte già scalzato gli Stati Uniti in diverse aree del Pacifico. Alcune mosse del governo cinese hanno però causato proteste e reazioni, non solo di Washington ma anche di altri Stati.

Quito difende le proprie acque

È il caso dell’Ecuador, che si è improvvisamente ritrovato pescherecci cinesi nelle proprie acque territoriali. Le imbarcazioni battenti bandiera pechinese starebbero pescando da settimane nei pressi di una riserva naturale delle Galapagos. Quito non intende restare inerme di fronte a quello che definisce senza mezzi termini un saccheggio inaccettabile. Il Presidente Lenin Moreno ha così allertato l’esercito.

Moreno allerta l’esercito

Per difendere la sovranità dell’Ecuador, Moreno ha disposto l’invio di navi e aerei per intimare lo stop ai pescatori abusivi. La tensione è alta, il clima teso, tanto che è stato chiesto al ministro degli Esteri, Josè Valencia, di convocare urgentemente l’ambasciatore cinese a Quito. In ballo c’è una possibile crisi diplomatica tra Ecuador e Cina, perché l’area in cui stanno stazionando i mezzi cinesi è vicinissima alle Galapagos. Quella zona, oltre a essere patrimonio dell’umanità è una delle più preziose riserve naturali al mondo. L’azione umana rischia di compromettere la fauna marina e la fragile biodiversità locale.

Una situazione delicata

La situazione è più delicata del previsto. Moreno ha infatti ordinato alla polizia nazionale di arrestare chiunque fornisca combustibile a imbarcazioni straniere. L’Ecuador ha confermato la presenza di circa 250 navi di vario genere nei pressi dei confini marittimi nazionali. Fra queste anche una petroliera battente bandiera ecuadoriana che rifornirebbe tutte le altre.

I precedenti

La flotta è formata da più mezzi, per lo più cinesi e di Panama. Da marzo è stata avvistata in acque internazionali ma nelle ultime settimane si è avvicinata sempre più a zone off limits. Da quando la Cina ha stretto intensi rapporti commerciali con Panama, questa pratica clandestina è aumentata a dismisura. Già nel 2017 l’Ecuador si trovò a fare i conti con un precedente simile. Il governo di Quito catturò una nave con bandiera cinese, la Fu Yuan Yu Leng 999. A bordo aveva 300 tonnellate di specie quasi estinte o in via di estinzione, fra cui i rari squali martello. La Cina ha avuto problemi simili anche con l’Argentina. Un anno fa la guardia costiera argentina è stata costretta a sparare contro un peschereccio cinese accusato di pesca illegale.

Il significato di controllare i mari

La Cina ha un vitale bisogno di imporsi sugli Stati Uniti a livello marittimo. A oggi è questa una delle poche mancanze che separano Pechino da Washington. Controllare i mari non significa soltanto avere una flotta capace di farsi valere in caso di guerra. C’è molto altro all’interno di tale espressione, a cominciare, come nel caso dell’Ecuador, dallo sfruttamento delle risorse naturali. Ci sono poi da considerare le rotte commerciali della Nuova Via della Seta marittima ma anche il tema delle costruzioni di telecomunicazioni per i cavi sottomarini riguardanti il 5G.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.