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Non tutti hanno preso bene le parole pronunciate dal presidente Volodymyr Zelensky alla Knesset, il parlamento israeliano. A differenza di quanto accaduto nei giorni precedenti, dopo i vari discorsi tenuti in videoconferenza dinnanzi a diversi parlamenti, compreso il Congresso Usa, oggi il presidente ucraino non ha ottenuto unanime consenso. Alcuni esponenti politici israeliani non hanno apprezzato parti del suo discorso. Sotto accusa il paragone tra l’attuale azione russa in Ucraina e l’olocausto. Un passaggio che il ministro israeliano della comunicazione, Yoaz Hendel, ha definito “scandaloso”.

Cos’ha detto Zelensky alla Knesset

Davanti a sé il presidente ucraino sapeva oggi di non avere la stessa platea dei giorni scorsi. Questa volta doveva tenere un discorso a un parlamento che non ha votato sanzioni alla Russia e non ha approvato invio di armi verso Kiev. Israele ha sì condannato l’azione di Mosca, ma il premier Naftali Bennett ha preferito tenere una posizione di equidistanza nel tentativo di facilitare il dialogo tra le parti e porgersi, assieme alla Turchia, come potenziale principale attore per la mediazione. Da qui la scelta di Zelensky di evocare tragici scenari del passato per provare a convincere la politica israeliana a schierarsi completamente dalla sua parte. Una scelta già fatta in occasione del discorso pronunciato davanti al Congresso Usa. In quel caso il presidente ucraino ha evocato l’11 settembre e Pearl Harbur, le due più grandi tragedie americane, per convincere Washington ad accordargli una no fly zone.

Davanti alla Knesset il presidente ucraino ha fatto riferimento all’Olocausto e alla soluzione finale prospettata da Hitler contro il popolo ebraico: “L’invasione della Russia – ha dichiarato Zelensky – è diretta a distruggere il popolo dell’Ucraina ed è per questo che assomiglia a quello che i nazisti fecero al popolo ebraico durante la Shoah. Vogliono applicare con noi la soluzione finale”. Un passaggio volto a presentare la guerra attuale come “una battaglia tra il bene e il male”. Da qui poi l’affondo che sa di appello a Israele affinché faccia tendere la bilancia diplomatica verso Kiev: “Voi da che parte state? Dovete prendere una posizione – ha dichiarato – perché non avete approvato le sanzioni contro la Russia e perché non inviate armi a noi?”.

In Israele adesso è polemica

Una parte della politica israeliana non ha preso bene le frasi di Zelensky. E non soltanto per le critiche implicite circa la scelta del governo di Bennett. La parte più incriminata riguarda proprio il riferimento alla Shoah. Ad aizzare la polemica è stato un membro dell’esecutivo. “Israele apprezza il Presidente dell’Ucraina e sostiene il popolo ucraino nel cuore e nei fatti, ma è impossibile riscrivere la terribile storia dell’Olocausto”: a pronunciare queste parole è stato Yoaz Hendel, ministro delle comunicazioni. Azzardare questo paragone, per il componente dell’amministrazione israeliana, sarebbe stato profondamente irrispettoso.

“L’Olocausto – ha proseguito Hendel – è un genocidio commesso anche sul suolo ucraino. La guerra è terribile, ma il confronto con gli orrori dell’Olocausto e la soluzione finale è scandaloso”. Come lui la pensano anche altri deputati. La politica israeliana si sta adesso interrogando sul reale senso delle parole di Zelensky.

Yuval Stienitz, ex ministro dell’energia, è andato oltre: “Se il discorso fosse pronunciato in giorni normali – ha scritto su Twitter – rasenterebbe la negazione dell’Olocausto. Vero che migliaia di persone hanno aiutato a salvare gli ebrei ma la triste verità storica è che molti hanno aiutato con entusiasmo i nazisti nel progetto di raccogliere e sterminare gli ebrei e saccheggiare le loro proprietà”. Difficile, dopo le polemiche, che il presidente ucraino raccolga dallo Stato ebraico quanto sperato.

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