Presso il cantiere navale Zaliv di Kerch, in Crimea, hanno iniziato a prendere forma gli scafi delle due future navi d’assalto anfibio universale (classificabili in occidente come Lhd – Landing Helicopter Dock), la cui impostazione è avvenuta lo scorso 20 luglio alla presenza del presidente russo Vladimir Putin.

Come riportato dalla Tass, un funzionario del complesso militare industriale russo ha riferito che “il lavoro viene svolto tenendo conto dell’esperienza acquisita nella costruzione delle navi di classe Mistral”. Nel 2011, infatti, la Russia aveva ordinato due unità da assalto anfibio portaelicotteri dalla Francia, costruite congiuntamente, e poi non più consegnate nel 2014 per via delle conseguenze diplomatiche dell’annessione russa della Crimea. Le due nuove unità, della classe project 23900, saranno la Ivan Rogov e la Mitrofan Moskalenko progettate dal Zelenodolsk Bureau della Ak Bars Corporation. Il dislocamento di ciascuna di esse sarà di 30mila tonnellate (secondo altre fonti tra le 20 e le 25mila), per una lunghezza stimata di 204 metri (220 secondo le prime fonti). Ciascuna nave sarà in grado di trasportare fino a mille marines e 16 elicotteri, mentre il bacino allagabile potrà ospitare fino a quattro mezzi da sbarco, secondo le fonti russe. “Le tempistiche della loro consegna alla flotta non cambiano. Devono essere trasferite nell’ambito dell’attuale programma statale sugli armamenti, calcolato fino alla fine del 2027”, ha affermato la stessa fonte, con la prima, la Rogov, nel 2025 (2026 secondo altri). Le previsioni però sono passibili di ritardi causati, come per la quasi totalità delle costruzioni navali russe, dalle attuali contingenze economiche non molto favorevoli a Mosca, anche per via dell’embargo che sta subendo proprio in conseguenza del putsch in Crimea.

Le nuove Lhd, che i russi definiscono Udc (Nave da Assalto Anfibio Universale), potrebbe anche trasportare fino a 4 velivoli da ricognizione e attacco senza pilota (Uav – Unmanned Aerial Vehicle) S-70 “Okhotnik”, attualmente in fase di integrazione con il caccia di quinta generazione russo Sukhoi Su-57. Potrebbe però trattarsi di disinformazione russa, come nella più classiche delle tradizioni, in quanto al momento non risulta esserci sulle unità un sistema di lancio e recupero per velivoli così grandi e pesanti come i droni S-70. A riferirlo, sempre alla Tass, è stata una “fonte informata” a margine del forum tecnico-militare internazionale Army-2020. Secondo la stessa fonte, si presume che, operando con le nuove Lhd, gli Okhotnik svolgeranno missioni di attacco e compiti di designazione dei bersagli per i missili ipersonici Zircon lanciati da altre navi.

Il contratto per la costruzione delle due project 23900, firmato a maggio 2020 dal ministero della Difesa russo, ha un valore di circa 100 miliardi di rubli. Le due unità si ispirano molto alle francesi Mistral, ma differiscono per alcuni aspetti: dalla Russia fanno sapere, infatti, che saranno in grado di operare in ambiente artico, sebbene in associazione con una nave rompighiaccio. Inizialmente si pensava che le project 23900 montassero un gruppo eliche/timoni di tipo tradizionale, ovvero separato, invece le ultime notizie riportano che i russi si siano affidati alla medesima soluzione delle francesi, ovvero un gruppo eliche/timoni in un solo blocco, con eliche a passo variabile e bassa impronta acustica. Le navi di questa classe, ovvero le navi da assalto anfibio con ponte di volo e bacino allagabile, non appartenevano alla filosofia navale dell’Unione Sovietica e poi della Russia.

Il concetto sovietico e russo di attacco anfibio era basato, fino a poco tempo fa ovvero sino a quando non sono state ordinate le Mistral, sull’esperienza delle due guerre mondiali. Le disposizioni principali prescrivevano la guerra anfibia come supporto per le forze di terra nelle operazioni costiere. La portata dell’assalto dal mare, quindi, è determinata, in primo luogo, dalle esigenze dell’esercito nel supporto costiero, in secondo luogo, dalla autonomia dell’aviazione che deve proteggere l’assalto, inoltre la flotta era deputata principalmente, con le sue navi di superficie, ad accompagnare l’assalto e fornire supporto di fuoco. La portata delle operazioni da parte dei marines pertanto non era grande e limitata al livello tattico (consistenza massima di una brigata), se necessario, i rinforzi sarebbero stati forniti dalle forze di terra trasportate da navi ordinarie ai porti marittimi predisposti per il primo scaglione, e dalle forze aviotrasportate. Questo perché l’Unione Sovietica prevedeva di non effettuare grosse operazioni di sbarco molto lontano dai territori nazionali, quindi non avrebbe avuto la necessità di avere un grosso contingente anfibio in grado di raggiungere gli obiettivi da oltre l’orizzonte, possibilità, invece, ampiamente prevista dagli Stati Uniti e dal Regno Unito, sulla scorta delle esperienze fatte durante la Seconda Guerra Mondiale nella campagna del Pacifico, ad esempio.

Tornando alle due Lhd russe, alcune immagini pubblicate recentemente mostrano una dotazione di elicotteri Kamov Ka-27 e Ka-52K sul ponte di volo delle navi. È molto probabile che saranno anche armate con sistemi di difesa aerea Pantsir-M navalizzati e lanciatori rotanti Paket-Nk Sm-588 con munizionamento siluro/antisiluro da 324 millimetri. Sembra che ne siano previste anche versioni per l’esportazione, denominate “Priboy-E”.

Il cantiere navale Zaliv opera nel mercato della cantieristica e della riparazione navale sin dal 1938 ed i suoi impianti di produzione includono un bacino di carenaggio e officine che consentono la costruzione di navi fino a 340 metri di lunghezza.

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