Il prossimo 7 dicembre sarà un giorno importante per la Marina statunitense perché saranno varate la nave da combattimento costiero Uss Mobile e la portaerei USS John F. Kennedy (CVN 79). Il varo della Kennedy sarà cruciale per il futuro della Us Navy essendo la seconda portaerei classe Gerard R. Ford a essere, quasi, completata e avrà l’onore e l’onere di sostituire in futuro la Uss Nimitz, capostipite dell’omonima classe di superportaerei nucleari in servizio dal 1975. La Uss John F. Kennedy avrà anche il compito di convincere il Pentagono, ma soprattutto il Congresso riguardo all’opportunità di continuare a stanziare ingenti fondi per lo sviluppo e la realizzazione delle portaerei nucleari, messe in discussioni da più parti per via delle mutate necessità operative e dei passi avanti nelle armi antinave fatti dai potenziali competitor.

I problemi della classe Gerard R. Ford

A differenza della Uss Mobile, che sarà la 26esima LCS varata (13esima della variante Independence), intorno alla nuova portaerei c’è molto scetticismo, alimentato da alcuni problemi emersi alle catapulte elettromagnetiche sulla USS Gerard R. Ford e dal fatto che non ha ricevuto la certificazione per imbarcare gli aerei di quinta generazione Lockheed Martin F-35C. La decisione è stata presa dalla stessa Marina per contenere i costi in fase di realizzazione, ma ovviamente una volta completata la costruzione e ultimati i test pre-operativi anche la Uss John F. Kennedy inizierà il processo di integrazione con gli F-35C. Il problema dei costi di produzione delle portaerei classe Gerard R. Ford è stato avanzato anche dallo stesso presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha chiesto alla Marina di riconvertire le EMALS in normali catapulte a vapore in modo tale da ridurre la spesa. Ciò nonostante la Kennedy, cosi come la Uss Enterprise, essendo già in fase di realizzazione avrà la catapulta di nuova generazione, ma per evitare di aumentare il già elevato conto di 11,3 miliardi di dollari la Marina ha preferito sospendere la certificazione del ponte e degli hangar per l’F-35C.

All’impossibilità, momentanea, di non poter utilizzare gli aerei di quinta generazione (impiegabili solamente dalla Uss Abraham Lincon), la classe Gerard R. Ford aggiunge una serie di problemi legati all’affidabilità dei sistemi di decollo e di atterraggio, che ne limiterebbero l’impiego operativo in modo continuato. Non solo però, perché anche il software del radar Raytheon di nuova generazione e il sistema di propulsione nucleare hanno evidenziato alcune criticità in fase di test in mare, obbligando la Marina a intervenire per cercare di risolverle per far sì che la capoclasse possa entrare in servizio il prima possibile. Presumibilmente sulla USS John F. Kennedy potrebbero esserci meno problemi, anche per via degli interventi effettuati sulla base dei risultati delle prove effettuate sulla Uss Gerard R. Ford e ciò potrebbe permettere alla Marina di accorciare i tempi prima dell’effettiva entrata in servizio, prevista al massimo per il 2022-2023. Certo rimane da vedere se potrà ospitare gli F-35C o se avrà un gruppo aereo imbarcato formato solamente dai Boeing F/A-18E/F Super Hornet ed EA-18G Growler.

Il tema LCS

La US Navy, però, sembra non aver fretta di mandare in pensione le portaerei della classe Nimitz, anche perché nonostante l’età delle prime della classe riescono ancora ad assicurare la piena capacità operativa nei mari e negli oceani di tutto il mondo. Inoltre, anche la strategia e le tattiche operative della Marina statunitense stesse stanno mutando negli anni, portando sempre più alla ribalta la necessità di avere in flotta navi veloci, con una bassa osservabilità radar e con un’elevatissima capacità di colpire obiettivi in mare o a terra. Per questo motivo i principali sforzi costruttivi dei diversi cantieri navali si stanno orientando sempre più verso le LCS, considerate il “fiore all’occhiello” e potenziali game changer in caso di conflitto di dimensioni almeno regionali. La Uss Mobile è stata considerata “una meraviglia dell’ingegneria” dal segretario ad interim della Marina, Thomas Modly, specialmente perché al pari della Uss Giffords (che ha da poco iniziato le prove in mare) sarà dotata delle più moderne tecnologie anche in quel che riguarda gli armamenti. Grazie alla possibilità di operare in ogni condizione di mare sia in acque profonde che sotto costa, le navi da combattimento costiero sono destinate a diventare un punto di riferimento per la US Navy specialmente nel contesto asiatico dove la presenza e l’ascesa della Cina sta creando più di una preoccupazione al Pentagono.

Il continuo e rapido progresso delle tecnologie di bordo e degli armamenti ha acceso un dibattito interno al Pentagono sulle portaerei, considerate “un facile bersaglio” per i missili antinave di nuova generazione sviluppati da Russia e Cina, ma ciò nonostante è difficile immaginare un futuro senza portaerei per la Marina statunitense. Il varo del 7 dicembre della Uss John F. Kennedy sarà un momento importante anche per questo, un modo simbolico di ribadire l’importanza che hanno le portaerei –nonostante i problemi e le criticità emerse– nel mantenere invariato il dominio degli Stati Uniti sui mari di tutto il mondo.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.