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Mentre si discute sulla possibilità di inviare carri armati di fabbricazione occidentale all’Ucraina dopo che il Regno Unito ha rotto gli indugi decidendo di fornire una decina di Challenger 2, sta prendendo forma il prossimo pacchetto di aiuti militari per l’esercito di Kiev.

Il fronte alleato è spezzato sulla possibilità di inviare Mbt (Main Battle Tank) in Ucraina, con la Germania e gli Stati Uniti che sono alle prese con un braccio di ferro che però, molto probabilmente, si dovrebbe risolvere – in un modo o nell’altro – al termine del vertice di Ramstein del 20 gennaio. Intanto la Casa Bianca sta finalizzando un nuovo massiccio pacchetto di aiuti militari per l’esercito ucraino che, secondo i funzionari statunitensi, raggiungerà probabilmente il valore complessivo di 2,6 miliardi di dollari.

Associated Press ritiene che includerà per la prima volta quasi 100 veicoli da combattimento Stryker e almeno 50 Aifv (Armoured Infantry Fighting Vehicle) M-2 Bradley, ma non i carri armati che l’Ucraina ha da tempo cercato di ottenere. La versione degli Stryker che dovrebbe giungere al fronte è quella armata di missili anticarro, la M1134, in quanto si tratta di una famiglia di veicoli corazzati che ricoprono ruoli diversi: dalla ricognizione Nbc (Nuclear Biological Chemical), alla Medevac (Medical Evacuation) passando per la già citata versione anticarro, quella dotata di mortaio, veicolo comando, per il corpo del Genio, e di supporto per il fuoco di fanteria.

Fonti del Pentagono hanno affermato che i numeri potrebbero cambiare man mano che l’amministrazione Biden passa attraverso le deliberazioni finali sul pacchetto, e l’annuncio definitivo è previsto proprio al termine di questa settimana quando i leader della Difesa di Stati Uniti, Europa e altri alleati globali si riuniranno a Ramstein. Nel pacchetto ci saranno anche migliaia di munizioni, compresi i missili per i sistemi di difesa aerea.

La prima spedizione di Bradley era già stata annunciata due settimane fa, mentre la vera novità è rappresentata dai veicoli di supporto truppe ruotati Stryker, che hanno avuto il loro battesimo del fuoco nel 2003 in Iraq, dove ha dimostrato i suoi limiti in un conflitto di counter-insurgency: la sua protezione si è rivelata scarsa, pertanto è stato necessario montare una “gabbia” protettiva aggiuntiva per metterlo al riparo dai colpi di Rpg (Rocket Propelled Grenade). Il veicolo quindi sembra non adatto a un conflitto ad alta intensità, tanto che un rapporto del 2004 dello U.S. Army lo definisce idoneo per un uso limitato a “contingenze su piccola scala”.



Obici e corazzati da Francia e Svezia

Nelle stesse ore in cui si veniva a sapere della volontà di inviare gli Stryker in Ucraina, la Svezia ha fatto sapere che invierà all’Ucraina un pacchetto di 50 veicoli corazzati di fanteria CV-90, un certo quantitativo di obici semoventi tipo Archer da 155 millimetri e altri missili anticarro Nlaw. Il CV-90 si può considerare la versione svedese dell’M-2 Bradley: si tratta di un veicolo cingolato con torretta ospitante un cannoncino da 40 millimetri della Bofors (oppure uno da 35 e 30 millimetri in altre versioni) che è in servizio dal 1993. Il mezzo ha avuto il suo battesimo del fuoco in Afghanistan, nel 2007, utilizzato dall’esercito norvegese.

La Francia invece ha dichiarato che invierà veicoli corazzati da combattimento Amx-10 RC, che sono denominati “carri armati leggeri” in francese pur non essendo dei tank. Benché sia prematuro parlare di un pacchetto di armamenti che non è ancora stato definito, è ipotizzabile che i sistemi missilistici antiaerei che verranno mandati in Ucraina dagli Stati Uniti saranno ancora i Nasams, già forniti nei mesi scorsi, e probabilmente ancora i Patriot, che possono essere usati per difendere obiettivi di alto valore come la capitale. Nei giorni scorsi c’è stata la conferma dal governo italiano e da quello francese che verrà inviata una batteria di Samp/T “mista”, ovvero con componenti italiane e francesi, mentre Parigi molto probabilmente invierà ancora i Crotale per la difesa area di punto.

Il mistero sui caccia e i missili a lungo raggio

C’è uno strano silenzio, invece, intorno ai cacciabombardieri, che pure Kiev ha richiesto più volte a gran voce. Qualche mese fa dagli Stati Uniti era giunta la notizia del nulla osta per l’addestramento dei piloti ucraini, poi non si è saputo più nulla. I caccia sono, insieme ai carri armati, assetti preziosi nell’economia del conflitto in quanto permetterebbero di colmare un po’ il divario che separa l’Ucraina dalla Russia da questo punto di vista, soprattutto permetterebbero a Kiev di cercare di parare la prossima eventuale offensiva russa, che molto verosimilmente potrebbe verificarsi nelle prossime settimane, magari proprio in occasione dell’anniversario dell’inizio del conflitto.

Per quanto riguarda i sistemi a lungo raggio sembra che si stia per rompere un tabù: si parla insistentemente, in queste ore, di inviare a Kiev alcune batterie di Ground Launched Small Diameter Bomb. La Glsdb è un’arma di precisione lanciata da terra a lungo raggio che combina le capacità della bomba aeronautica Gbu-39B Sdb e del sistema di propulsione a razzo M26. Questo ibrido è stato progettato per il lancio da sistemi di artiglieria terrestri di vario tipo, tra cui gli Mlrs (Multiple Launch Rocket System) tipo M-270 e Himars, già consegnati all’esercito di Kiev che li sta usando con profitto.

All’inizio dello scorso dicembre vi avevamo riportato le primissime indiscrezioni in merito a questa possibilità, e al valore strategico e politico di questa decisione (riassumendo la Crimea potrebbe essere messa sotto tiro), e ora sembra che ci sia la volontà di perseguire in questa decisione proprio vista l’incapacità ucraina di organizzare una nuova controffensiva e di contenere l’avanzata russa nel Donbass, se pur lenta e dall’alto costo in termini di vite umane e mezzi impiegati. Vedremo se la Casa Bianca, nel corso dei prossimi giorni, ufficializzerà l’invio delle Glsmd e soprattutto cosa succederà a Berlino per quanto riguarda l’invio dei carri armati Leopard 2.

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