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Secondo quanto riferito dal Daily Mail, i vertici dei servizi segreti russi, l’Fsb, sarebbero stati epurati in massa. Il quotidiano britannico riporta che circa 150 funzionari della sicurezza sarebbero stati sollevati dal proprio incarico, alcuni anche arrestati, mentre Mosca sta preparando la nuova fase dell’offensiva militare in Ucraina, che vedrà la stretta finale sul Donbass e molto probabilmente un nuovo tentativo di raggiungere Odessa per conseguire un importante obiettivo strategico da porre sul tavolo della pace con Kiev.

Il Mail ritiene che si tratti di un tentativo disperato del presidente russo Vladimir Putin di andare alla ricerca di traditori dopo che gli agenti dell’intelligence occidentale hanno ottenuto i piani di battaglia russi prima dell’invasione anche e soprattutto per incolparli dopo che l’operazione militare, che alcuni ritengono diretta personalmente da lui, non è riuscita a ottenere una rapida vittoria.

L’Fsb è l’agenzia di sicurezza interna nata dalla divisione del Kgb in due a seguito della riforma dell’intelligence russa dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Dalle ceneri di quello che era il servizio segreto principale sovietico, sono nati l’Fsb e l’Svr, il servizio di intelligence internazionale. A questi si affianca il Gru, acronimo di Glavnoje Razvedyvatel’noje Upravlenije, traducibile dal russo come “direttorato principale per le attività informative offensive”. Questo, al contrario dell’Fsb (Federál’naja Sluzhba Bezopasnosti) e del Svr (Sluzhba vneshnej razvedki) che fanno capo direttamente alla presidenza della Federazione Russa, dipende dal ministero della Difesa e dal suo capo di Stato maggiore.

La notizia è stata lanciata per la prima volta dal media russo Meduza, ritenuto vicino a fonti di intelligence occidentali: dopo due settimane di guerra, Vladimir Putin avrebbe lanciato un giro di vite sull’Fsb. Secondo i giornalisti Andrei Soldatov e Irina Borogan, il cosiddetto Quinto Servizio dell’agenzia è stato sostanzialmente decapitato con la sua leadership, secondo fonti di Soldatov e Borogan, posta agli arresti domiciliari, ma Meduza riferisce che non vi è alcuna conferma ufficiale.

Il Quinto Servizio (ufficialmente chiamato Servizio di informazioni operative e relazioni internazionali) sovrintende alle comunicazioni dell’Fsb con i partner stranieri, comprese le agenzie statunitensi. Al suo interno c’è il Dipartimento per le Informazioni Operative (Department of Operational Information – Dpi), che svolge le funzioni di intelligence estera dell’Fsb. L’Fsb ha acquisito il diritto di condurre operazioni all’estero alla fine degli anni ’90, quando Vladimir Putin ne era il direttore. Allo stesso tempo, al suo interno è stato formato un nuovo dipartimento, incaricato di condurre operazioni di intelligence sui territori dell’ex Urss. Quando le “rivoluzioni colorate” causarono l’emarginazione dalla scena politica dei leader filo-Cremlino nello spazio post-sovietico, all’amministrazione fu affidato il compito di fare di tutto per mantenere questi Paesi nella sfera di influenza della Russia.



Dopo il 2004, quando il dipartimento venne ristrutturato diventando operativo a tutti gli effetti e con un certo grado di autonomia, Sergei Beseda, che in precedenza aveva prestato servizio nell’Fsb come uomo chiave del Cremlino, ne divenne direttore. Ben presto, gli ufficiali del Dpi iniziarono a farsi notare in Bielorussia, Moldova e Abkhazia. Si è scoperto che il loro compito principale non era lo spionaggio classico, ma il sostegno ai candidati filorussi alle elezioni locali, e in questo senso all’Ucraina è stata data un’attenzione speciale: diverse fonti riferiscono che nel 2014, durante la sommossa di piazza Maidan, proprio Beseda era a Kiev, ufficialmente per coordinarsi coi servizi di sicurezza locali (Sbu) al fine di garantire la protezione del personale diplomatico russo nella capitale ucraina. Sempre fonti russe riportano che a seguito di una richiesta di chiarimenti da parte di Kiev sull’attività di Beseda in Ucraina, Mosca abbia riferito che un incontro tra Viktor Yanukovich e il direttore del Dpi non abbia mai avuto luogo nonostante la richiesta del politico ucraino filorusso.

Meduza riferisce anche che era proprio il Quinto Servizio ad avere l’incarico di fornire al Cremlino informazioni sugli eventi politici in Ucraina alla vigilia dell’invasione. E sembra che dopo due settimane di guerra, Putin si sia finalmente reso conto di essere stato fuorviato: il Servizio, temendo di far arrabbiare il leader russo, gli avrebbe semplicemente fornito ciò che lui stesso voleva sentire.

Secondo il media russo, il generale Beseda e il suo vice sono stati posti agli arresti domiciliari insieme ad altri capi sezione/dipartimento dell’Fsb, accusati di uso improprio dei fondi stanziati per le operazioni, nonché inadempienza rispetto alla cattiva attività di intelligence. Potrebbe esserci un fondo di verità: come vi abbiamo sempre raccontato, uno dei fattori dell’iniziale fallimento dell’operazione russa, che ha sottovalutato il livello di preparazione dell’esercito ucraino e molto probabilmente anche il morale di truppe e popolazione, è stata la scarsa attività di intelligence.

L’accusa formale rivolta agli agenti dell’Fsb è quella di appropriazione indebita di fondi per un valore di 5 miliardi di dollari e secondo diverse fonti russe, in realtà, Sergei Beseda è stato effettivamente portato al dipartimento investigativo dell’Fsb per colloqui, ma non è stata presentata alcuna denuncia contro di lui.

Insieme a Beseda sarebbero stati ascoltati Anatoly Bolyukh, ex vice del direttore, rilasciato quasi immediatamente. Bolyukh era capo del Dipartimento per le Informazioni Operative, ma dopo il 2014 avrebbe perso il posto. Nonostante ora i media lo chiamino ancora capo del Dpi, fonti vicine all’Fsb confermano che il generale ha lasciato il servizio da tempo. Bolyukh era insieme a Beseda a Kiev nel 2014 è arrivato a Kiev e poi è caduto in disgrazia e ha lasciato il suo incarico. L’ufficiale ha cercato di trovare di nuovo un lavoro alla Mgimo (università di studi internazionali di Mosca), dove, in qualità di responsabile per le questioni di sicurezza, reclutava studenti promettenti. Risulta essere membro del Consiglio di Sorveglianza dell’Istituto Nazionale di Ricerca per lo Sviluppo delle Comunicazioni (Niirk) che si occupa anche di analisi per conto dei servizi speciali russi. L’organizzazione è guidata dall’ex ufficiale del Kgb-Fsb Vladislav Gasumyanov, che in precedenza ha lavorato come vice capo del dipartimento presidenziale per le relazioni interregionali e culturali con l’estero.

Insieme Beseda e Solyukh sembra che siano coinvolto anche l’ex capo ufficio per l’Ucraina Vladislav Surkov e l’ex generale dell’Svr Vladimir Chernov, che in precedenza aveva curato i “legami culturali” con i paesi della Csi nell’amministrazione presidenziale. Il fermo dei vertici dell’intelligence russa sembra però poco in linea con la tradizione russa: gli alti funzionari dell’Fsb, a differenza dei dipendenti della Commissione Investigativa o del Ministero degli Affari Interni, sono molto raramente coinvolti in procedimenti penali, anche se sono direttamente collegati a reati, ed è difficile credere che indagini di così alto profilo possano iniziare proprio nel bel mezzo di una guerra in cui il Quinto Servizio gioca un ruolo chiave: i funzionari di alto rango, se colpevoli di inadempienza, solitamente vengono puniti successivamente, diversi mesi o anche anni dopo i loro misfatti, per una questione di mantenimento della credibilità degli apparti dello Stato e di propaganda.

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