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Attraverso le narrative dell’intelligence, ci si trova spesso catapultati nella più totale ucronia, in quanto il concetto di realtà assume aspetti di fantastoria. A tal proposito, farebbe al caso un file declassificato dalla Cia, che sembra uscire da un copione dai contorni hollywoodiani. Infatti, tutto prende vita da una lettera inviata alla Central intelligence agency il 21 settembre 1967 da uno scienziato che, probabilmente, era un “senior” metereologo-ricercatore  delle forze armate americane. Quest’ultimo, di proprio pugno, inviò al Deputy for Research “Special Activities” l’idea di una nuova arma basata sulla possibilità di poter armare i fulmini. Come si apprende dal documento, la proposta fu inviata all’attenzione del Capo dell’Air Systems Divisions, il 12 ottobre 1967. Ma, sebbene nessuna evidenza confermi l’adozione di quest’arma, il rapporto rivela però che la proposta fu sottoposta all’attenzione di qualcuno.

La lettera alla Cia del 1967

Come si evince dal file, la Cia ha acconsentito il rilascio pubblico  dell’informazione il 9 settembre 2002. La corrispondenza interna al governo intestava il contenuto della missiva con: “ldee sulle Scariche di Fulmini” e citava testualmente”: “Signori, ho descritto alcuni aspetti di un’idea riguardante l’influenza della scarica luminosa per produrre effetti favorevoli ai nostri scopi. Fondamentalmente, l’idea centrale è quella di fornire leader artificiali che causino scariche quando e dove li desideriamo. Questo può essere fatto inserendo fili (conduttori) molto lunghi e sottili in regioni caricate elettricamente per aiutare e guidare il processo di scarica. Da come vedo la situazione, i fili potrebbero avere un diametro di alcune migliaia di pollici e uno o più (diciamo cinque) miglia di lunghezza. Essi potrebbero essere sganciati da aerei o sollevati da razzi per essere inseriti nelle tempeste. Una volta nella regione desiderata, potrebbero essere srotolati da una bobina per mezzo di un paracadute. Questo metodo è possibile perché la scarica principale avverrà attraverso l’aria ionizzata che circonda il filo. A causa dell’altissima conducibilità dell’aria ben ionizzata, anche rispetto ai metalli, il Lighting Bug servirà solo per avviare e dirigere lo scarico e non sarà importante una volta avviato. Pertanto l’unica limitazione nel suo diametro è la forza richiesta. Anche se si dovesse rompere in alcuni punti, dovrebbe comunque fare il suo lavoro.

Il piano ha diversi vantaggi:

a) È possibile stabilire uno sbarramento relativamente economico.

b) Disenergizzare una tempesta può portare a condizioni meteorologiche   migliori ogni qualvolta noi lo riterremmo favorevole per le nostre esigenze.

c) Rimarrebbero poche o alcuna prova di ciò che abbia causato il temporale.

Consiglio un’attenta valutazione e qualche test di volo per determinare la fattibilità di questa idea. Ho preparato una domanda di brevetto per coprire gli aspetti commerciali della moderazione metereologica. Auguro a voi ed alle nostre forze armate un libero utilizzo di questa idea, se si dimostrerà pratica, come penso che sarà”.

La “gestione atmosferica” degli Usa

Riassumendo il concetto, tale proposta era protesa ad offrire un armamento costituito da un sistema di  fulmini guidati attraverso un percorso chiamato “passo del leader” che è formato da aria ionizzata. Non appena quest’ultima raggiunge il suolo, creando un circuito, si forma un fulmine, che Forbes indica tra i 300 milioni di Volt a 30mila ampere.

Questo sistema avrebbe consentito alla Cia di poter colpire qualsiasi obiettivo ed assassinare chiunque ed ovunque, lasciando pensare che si fosse trattato di una scarica naturale e casuale, provenuta dal cielo.

Ma in realtà gli Usa, proprio nel 1967, già erano in grado di manipolare gli agenti atmosferici, basti ricordare “l’Operazione Popeye” che prevedeva l’inseminazione delle nuvole consentendo di allagare obiettivi militari per fini strategici, come avvenne “già” durante il conflitto vietnamita. Inoltre dall’analisi del rapporto Rainmaking-Seasia,si evince, che le tecniche d’immissione già prevedevano l’utilizzo di ioduro d’argento e piombo immesso nell’atmosfera da aerei, sotto il progetto Stormfury.

Infine, al di là di ogni teoria cospirativa, anche in considerazione della Convenzione Enmod, sul divieto delle tecniche di manipolazione dell’ambiente per fini militari o ad ogni altro scopo ostile, resta difficile pensare ad un uso “indiscriminato” di tale arma da parte degli Usa. Differentemente ciò che rimane chiaro è invece il concetto che, la capacità bellica recentemente rivendicata da alcune super-potenze, era già in uso dagli Stati Uniti più di 50 anni fa.

 

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