Guerra /

Da qualche giorno un Boeing 747-200 registrato presso la Fars Air Qeshm, che risulta essere una compagnia aerea cargo di copertura per le attività delle Irgc (Islamic Revolutionary Guard Corps), le guardie della rivoluzione islamica iraniane note anche come Pasdaran, sta effettuando la spola tra Teheran e Caracas, facendo scalo in aeroporti diversi tra Europa e Nord Africa.

La Fars Air Qeshm, come riportato dal sito del Dipartimento del Tesoro Usa, è attualmente sotto embargo per le attività correlate al supporto delle milizie filoiraniane pro Assad in Siria. Apprendiamo che la Fars Air Qeshm, che tra il 2006 e il 2013 operava come compagnia aerea commerciale, ha ripreso le operazioni nel 2017 e la sua flotta di due aeromobili Boeing 747 ha effettuato voli cargo regolari a Damasco, consegnando merci varie comprese spedizioni di armi, per conto della Forza Quds delle Irgc. La Fars Air è strettamente collegata ad un’altra compagnia aerea iraniana sotto embargo, la Mahan Air: risulta che dipendenti della Mahan occupino posizioni dirigenziali presso Fars Air e la stessa Mahan Air le fornisca supporto tecnico e operativo, facilitandone le operazioni illecite. La consegna di armi da parte di Fars Air ha permesso il sostegno concreto dell’Iran al regime di Damasco, inoltre risulta che la compagnia che la controlla, la Mahan, sia quella più utilizzata per trasportare personale della Forza Quds, tra cui anche il fu generale Qasem Soleimani.

Il primo volo di un Boeing 747 della Fars Air Qeshm diretto verso il Venezuela è stato “beccato” da fonti open source di intelligence lo scorso 27 ottobre. Il velivolo, con le marche Ep-Fab, è decollato da Teheran diretto a Caracas facendo un primo scalo per rifornirsi a Tunisi, ed un secondo a Capo Verde, lasciando quindi supporre che il Boeing volasse a pieno carico.

L’aereo è stato poi fotografato mentre scaricava sull’aeroporto della capitale venezuelana, ma non è chiaro cosa ci fosse sui carichi pallettizzati, che sono comunque sembrati abbastanza voluminosi. Il 747 è ritornato in Iran due giorni dopo, questa volta effettuando uno scalo a Belgrado, in Serbia, e sorvolando lo spazio aereo italiano.

Sempre il 27 un altro aereo, un Airbus A340-200, della Conviasa, una compagnia passeggeri venezuelana, è stato notato sulla stessa tratta diretto verso Caracas effettuando lo scalo sempre a Belgrado, ma non è chiaro se sia coinvolto o meno in qualche tipo di traffico illecito.

L’ultimo volo noto, effettuato sempre dal 747 della Fars Air Qeshm, è decollato da Teheran nella notte tra il 5 ed il 6 novembre, e dopo aver effettuato il medesimo scalo tunisino, sembra essere in rotta per Capo Verde (evitando accuratamente lo spazio aereo algerino): probabilmente si tratta sempre di un carico molto pesante che lascia supporre che l’aereo trasporti armamenti di qualche tipo.

Questi voli cargo arrivano, infatti, a pochi giorni da una strana dichiarazione del governo venezuelano in merito proprio alla possibilità di acquistare armi dall’Iran. Nella giornata di ieri, 5 novembre, durante la visita ufficiale del ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif in Venezuela, la sua controparte locale, il ministro Jorge Arreaza, ha affermato davanti ai giornalisti che il Venezuela non ha ancora programmato di acquistare sistemi missilistici dall’Iran sino ad oggi, ma che avrebbe il diritto di farlo qualora fosse necessario.

“Non c’è nessuna nave in arrivo con i missili, ma ci sono relazioni (con l’Iran n.d.r.), e quando le nostre Forze Armate e i colleghi iraniani decideranno che sarà necessario acquisire armi, lo faremo. Nessuno e niente può proibircelo” sono state le parole del ministro Arreaza.

Alla fine di ottobre, l’inviato speciale degli Stati Uniti Elliott Abrams ha affermato che gli Stati Uniti distruggerebbero i missili iraniani a lungo raggio in caso venissero venduti al Venezuela: un’altra dichiarazione “strana”, che lascia supporre che Washington sia al corrente di un qualche tipo di traffico di armi tra Teheran e Caracas, forse proprio attraverso questi voli cargo o addirittura sfruttando le petroliere iraniane che sono state viste arrivare nel Paese nelle settimane e nei mesi scorsi: non sarebbe la prima volta che personale e componentistica militare varia vengano trasportati con la copertura di spedizioni commerciali di qualche tipo.

A margine si può anche riflettere su come un Paese che letteralmente galleggia su un mare di idrocarburi abbia bisogno di importare prodotti petroliferi raffinati dall’estero, evidenziando come anni di politica chavista sia stata un disastro per l’economia e le infrastrutture venezuelane.

Cercare di capire invece che tipo di armamenti un Venezuela stremato dalle sanzioni Usa ed europee possa acquistare dall’Iran, dopo che per il regime degli Ayatollah è finito ufficialmente l’embargo sugli armamenti lo scorso 18 ottobre.

Se da un lato Teheran guarderà, a medio lungo termine, al mercato degli armamenti russo e asiatico, dall’altro potrebbe vendere (in futuro) dei suoi prodotti autoctoni come alcuni tipi di sistemi missilistici da difesa aerea come il nuovo Bavar-373, un sistema terra-aria noto dal 2016 che è stato recentemente testato con successo durante le esercitazioni Defenders of Velayat Skies 99, senza dimenticare i missili da crociera antinave o terrestri della serie Noor e Soumar / Hoveyzeh.

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