Una coppia di bombardieri strategici russi in missione sul Mar Baltico ha attivato le difese di numerosi Paesi dell’Europa dell’est, che hanno inviato prontamente i loro caccia intercettori per identificare e scortare quelli che si sono rivelati essere due Tupolev Tu-160 in volo di pattugliamento. Il Cremlino ha confermato che i due enormi bombardieri supersonici erano impegnati in una missione di pattugliamento “pianificata” che è durata ben sette ore e aveva disegnato la propria rotta sulle acque neutrali nel Mar Baltico.

“La durata del volo è stata di oltre sette ore: caccia F-16 danese, F-18 finlandesi e Jas-39 Grispen svedesi hanno seguito gli aerei russi in alcune parti del loro percorso”, ha dichiarato il ministero. Secondo quanto riportato anche dall’agenzia d’informazione Tass i due bombardieri hanno condotto un regolare rientro alle proprie basi una volta terminata la missione.

Gli intercettori danesi, finlandesi e svedesi che sono decollati per intercettare e scortare i bombardieri strategici potrebbero essere stati fatti decollare poiché i bombardieri russi volavano con i transponder spenti per evitare di essere rilevati con facilità. Una volta individuati sui radar, i caccia sono stati inviati come da procedura e hanno scortato i bombardieri per una parte della loro rotta. “Tutti i voli delle forze aerospaziali russe sono eseguiti in stretta conformità con le norme internazionali sull’uso dello spazio aereo senza violare i confini di altri stati”, ha affermato il ministero della Difesa russo, ma non è una novità che velivoli militari russi violino gli spazi aerei o volino con i transponder spenti per saggiare le difese dei paesi del Baltico e dell’Europa dell’est, rendendosi pericolosi, se non altro, per il traffico aereo civile.

I bombardieri russi della flotta a lungo raggio effettuano voli regolari sulle acque neutrali dell’Artico, del Nord Atlantico, del Mar Nero, del Baltico e dell’Oceano Pacifico, impegnandosi a non violare gli spazi aerei degli altri Stati, afferma il Cremlino. Anche se non è sempre stato così in passato, e numerosi sono stati i casi di “tensione” nei cieli europei. I velivoli impiegati in questa missioni di pattugliamento a lungo raggio sono puntualmente bombardieri strategici supersonici con ala a geometria variabile Tupolev Tu-160 nell’aggiornamento M2. Mastodontici bombardieri “bianchi” che la Nato chiama in codice “Blackjack”, capaci di trasportare armi con testata nucleari e i micidiali missili Raduga Kh-101: missili da crociera a guida inerziale/satellitare con un raggio d’azione maggiore alle 3.400 miglia.

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