La decisione di Trump di terminare il programma di addestramento e rifornimento di armi a favore dei ribelli anti-Assadgetta  l’opposizione siriana nel caos.

Il programma della Cia, voluto dall’amministrazione Obama nel 2013 per arrivare a un regime change nel paese, al fine di costringere Bashar al-Assad a dimettersi, è dunque finito, con importanti conseguenze per i ribelli. La rivelazione del Washington Post, confermata anche dall’agenzia di stampa Reuters che ha interpellato due funzionari governativi, ha lasciato l’amaro in bocca all’opposizione che riceveva ingenti somme di denaro e armi dagli Stati Uniti.

Sarà veramente la fine dell’opposizione moderata?

Un comandante dell’Esercito Libero Siriano (Fsa), ha dichiarato alla Reuters che la decisione della Casa Bianca rischia di scatenare «il crollo dell’opposizione moderata, favorendo il presidente Bashar al-Assad e i jihadisti legati ad Al-Qaida». Altri fonti ribelli hanno osservato che gli alleati statunitensi nella regione, in particolare Giordania e Arabia Saudita e, nonostante le divergenze, anche Qatar e Turchia, continuano a sostenere le milizie ribelli, alcune delle quali combattono sotto la bandiera dell’Fsa.

I critici del programma della Cia, tra cui anche alcuni funzionari Usa, da tempo sostenevano che parte dei ribelli armati e addestrati dagli Stati Uniti sono poi confluiti nello Stato Islamico e in altri gruppi radicali. Altri osservatori sostengono che la decisione è stata presa dall’amministrazione Trump per migliorare le relazioni con la Russia. Probabilmente il presidente Usa ha dovuto semplicemente fare i conti con la realtà dei fatti e trarne le conclusioni: i ribelli armati da Washington non avevano più alcuna possibilità di intaccare l’influenza militare di Assad, sostenuto da Iran e Russia. Erano diventati sostanzialmente ininfluenti, già da parecchio tempo.

La verità sull’Esercito Libero Siriano

Nella narrazione del conflitto, per anni, l’Fsa è stato presentato come la componente moderata dell’opposizione anti-Assad. Ma è davvero così? L’Esercito Libero Siriano, come spiega il professor Tim Anderson nel suo ultimo libro, La Sporca Guerra contro la Siria (Zambon), «non è mai stato un esercito con un comando centralizzato, bensì un insieme di gruppi limitatamente coordinati da finanziatori e fornitori di armi». Inoltre, come è stato dimostrato più volte, tutti i tentativi di mantenere una distinzione tra «ribelli moderati» e le altre formazioni radicali ed estremiste, si sono dimostrati vani. E questo Trump lo sa bene. 

«Benché vi sia stata effettivamente qualche rivalità tra questi gruppi – osserva Anderson – l’assenza di differenze ideologiche reali è dimostrata nel modo più chiaro dalla cooperazione e dalle loro fusioni. Per esempio, quell’insieme di gruppi sostenuti dagli Stati Uniti che viene denominato Esercito Libero Siriano combattè insieme all’Isis e contro l’esercito siriano per diversi mesi nel 2013, per conquistare il controllo della base siriana di Menagh, nei pressi di Aleppo».

Cooperazioni tra l’Fsa e Jabhat al-Nusra (Al Qaida in Siria), sono state riscontrate, prosegue Anderson, «intorno a Daraa nel sud, al confine montuoso con il Libano, a Homs-Idlib, lungo il confine turco e ad Aleppo e dintorni». Tutto questo è successo fino a quando l’Esercito Libero Siriano non è andato incontro a un declino inesorabile e a numerose defezioni, a beneficio proprio di Al Qaida e di altre milizie jihadiste.

Opposizione mai così debole

Già lo scorso marzo Foreign Policy sosteneva che «l’opposizione moderata siriana non è mai stata così debole, complice anche l’andamento della politica internazionale. Spronata dal progressivo indebolimento della base più moderata dell’opposizione il gruppo di Al-Qaida si pone come l’unica componente del vasto movimento rivoluzionario siriano dotato di pragmatismo e di una strategia militare definita». Inoltre, da alcuni mesi, le più importanti organizzazioni jihadiste ribelli hanno deciso di convogliare in un’unica entità.

A tirare le fila è proprio Al-Nusra, che qualche mese prima aveva deciso di ribattezzarsi Jabhat Fateh al-Sham. In Hayat Tahrir al-Sham (Organizzazione per la liberazione del Levante), sono confluiti Jabhat Fateh al-Sham, il movimento Nour al-Din al-Zenki , il fronte Jabhat Ansar al-Dine Liwa al-Haqq, oltre a diversi miliziani di Arhar al-Sham. Insieme a Daesh, Hayat Tahrir al-Sham rappresenta la più organizzata e radicata organizzazione terroristica siriana, complice anche la grave crisi dei gruppi che gravitano attorno l’Esercito Libero Siriano. 

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