Gli americani sospettano che la Russia stia potenziando il suo arsenale nucleare a Kaliningrad, enclave russa sul Baltico. La Federation of American Scientists (Fas) ha pubblicato delle immagini satellitari che mostrano alcune attività di espansione del sito che, per gli analisti americani, sono molto sospette.

Le foto del bunker

Da quanto si evince dalle foto, sembra che i russi abbiano potenziato un bunker per lo stoccaggio di armi nucleari. Le fotografie dal satellite confermerebbero l’etensione in profondità del deposito, che si trova nei pressi di Kulikovo, poi coperto con un nuovo tetto in cemento. Come riporta il Guardian, Hans Kristensen, direttore del progetto per l’informazione nucleare della Federazione, ha detto che il sito “ha tutte le caratteristiche dei tipici siti di stoccaggio di armi nucleari russe”.

“Esiste un pesante perimetro esterno di recinzione multistrato. Anche i bunker hanno tutto intorno una tripla schermatura. Queste sono le caratteristiche tipiche di tutti gli altri siti di stoccaggio di armi nucleari che conosciamo in Russia”.

“È un sito che stiamo monitorando da un po’ di tempo. Ci sono già stati alcuni aggiornamenti in passato, ma niente di così drammatico come questo. Questa è la prima volta che abbiamo visto uno dei bunker nucleari essere scavato e apparentemente rinnovato”, ha detto Kristensen. Ma fa un’importante precisazione:” Queste immagini non dimostrano che ci siano armi nucleari a Kaliningrad ora, ma mostrano che è un sito attivo”.

I dubbi sul suo utilizzo e soprattutto sulla sua operatività restano molti. Gli interrogativi non trovano ancora risposte. Ma quello che è certo è che ci sono stati dei movimenti. E questi movimenti sono monitorati molto da vicino dagli Stati Uniti e dalla Nato che, da sempre, spiano il territorio di Kaliningrad per avere informazioni il più possibile dettagliate sulla presenza militare russa.

I voli degli aerei spia al confine con il territorio russo sono ormai all’ordine del giorno. Qualsiasi sito specializzato di tracciamento dei voli militari segnala viaggi senza sosta dei mezzi Nato per mappare tutto il territorio. 

Il ruolo di Kaliningrad

Nodo cruciale della strategia di Mosca  in Europa e nel Baltico, Kaliningrad è un po’ il termometro delle tensioni fra Oriente e Occidente. A febbraio fece scalpore la notizia dell’arrivo sul suo territorio dei missili Iskander. In  quell’occasione,  il presidente della Commissione Difesa della Duma, Vladimir Shamanov, dichiarò: “Abbiamo schierato ulteriori sistemi balistici Iskander. Le principali infrastrutture militari straniere sono incluse nella lista degli obiettivi da distruggere. La presenza Iskander avviene in risposta all’accumulo delle forze della Nato vicino ai confini russi”.

E infatti i militari russi affermarono già a gennaio che la struttura in questione sarebbe servita proprio per ospitare una missili Iskander-M, in grado di trasportare testate convenzionali e nucleari in un raggio di 500 km. Una mossa che gli Stati Uniti hanno denunciato come una chiara violazione del trattato Inf(Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty).

Del resto non è una novità che il territorio russo fra Polonia e Lituania sia al centro delle strategia del Cremlino in Europa. Per Mosca è a dir poco essenziale, rappresentando una spina nel fianco per tutto il blocco dell’Alleanza atlantica nel mar Baltico. I siti militari della regione sono utilizzati da Marina e Aeronautica, spesso contemporaneamente. La presenza della flotta russa, in particolare, garantisce i collegamenti con la madrepatria. Quelli via terra, in caso di guerra, sarebbero immediatamente interrotti o resi estremamente difficoltosi.

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