Gli Stati Uniti hanno riattivato la Seconda flotta in vista dello scontro sempre più acceso con la Russia. La flotta, il cui centro sarà a Norfolk, avrà come teatri operativi l’Atlantico settentrionale e la costa orientale degli Stati Uniti. Un’area dove il confronto con la marina di Mosca è sempre più elevato.

La notizia è stata per certi sottovalutata ma, a livello strategico, è molto importante. Sia per capire in che direzione si muovono gli Stati Uniti, sia per comprendere quanto sia rilevante la sfida tra Washington e Mosca nel futuro dell’Europa. Come ha detto l’ammiraglio John Richardson, comandante delle operazioni navali, “questa è una risposta dinamica a un ambiente di sicurezza dinamico”. E l’ammiraglio ha indicato l’Atlantico settentrionale come il campo di battaglia di una guerra ad alto livello tecnologico fra grandi potenze. 

Un’idea che rientra in pieno nella strategia definita dall’attuale segretario alla Difesa James Mattis, che ha scelto di rivelare già negli scorsi mesi la strategia degli Stati Uniti improntata sullo scontro a lungo termine con Cina e Russia. E che trova il suo fondamento in un’idea che da tempo trova terreno fertile tra gli strateghi. E cioè che gli Stati Uniti siano già in guerra per l’Atlantico, da almeno un secolo. Cambiano i nemici, ma non la strategia americana. E oggi siamo nel pieno della Quarta battaglia dell’Atlantico.

Le battaglie dell’Atlantico

Gli Stati Uniti hanno un obiettivo: avere il dominio sull’Atlantico settentrionale, cioè l’oceano che rappresenta lo sbocco naturale di tutta l’East Coast. Questo significa avere il dominio su tutto ciò che va dalla costa orientale Usa alle coste europee, mediterranee e baltiche. Questo, ovviamente, ha come contraltare il fatto che nessuna potenza debba mettere a repentaglio il dominio navale americano. 

Come spiega lo Us Naval Institute, la Prima battaglia dell’Atlantico fu quella della Prima guerra mondiale. L’Impero tedesco sfruttò i sottomarini per imporre un vero e proprio blocco navale sulla Gran Bretagna e sui suoi alleati, affondando milioni di tonnellate di navi alleate. Alla fine, la Royal Navy prevalse, ma questo soltanto grazie a un ingente numero di risorse mobilitate da tutti gli Alleati e non senza gravissime perdite per il Regno Unito.

La Seconda Battaglia dell’Atlantico è rappresentata dal confronto con gli U-boot tedeschi durante la Seconda guerra mondiale. I tedeschi avevano imparato le tattiche della guerra antisommergibile degli Alleati nella precedente guerra. E, anche in questo caso, per anni ebbero un netto vantaggio sulle forze alleate. Soltanto con nuove tecnologie, tattiche e ingenti quantità di risorse investite nella Difesa, gli Stati Uniti e l’Impero britannico riuscirono a sconfiggere la marina tedesca.

Terza battaglia dell’Atlantico: la sfida per i mari durante Guerra Fredda. All’ombra della deterrenza nucleare, la posta in gioco di questa competizione era altissima. La marina dell’Unione sovietica aveva raggiunto vantaggi sempre più netti e quella Usa dovette continuamente rincorrere e cercare di superare i rivali nella guerra sottomarina. Aggiungendo ogni volta nuove tecnologie e nuove armi sui propri sottomarini, gli Usa riuscirono ad avere la meglio. Il crollo dell’Urss ha fatto il resto.

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La Quarta battaglia dell’Atlantico

Oggi la sfida non è finita. La Russia è rinata come potenza militare e sta mettendo a repentaglio il controllo dei mari atlantici. I sottomarini russi mettono alla prova le difese della Nato e “preparano il complesso campo di battaglia sottomarino per ottenere un vantaggio in qualsiasi conflitto futuro”. Questo è ciò che ritiene l’ammiraglio James G. Foggo III, attuale comandante delle United States Naval Forces Europe – Naval Forces Africa e a capo dell’Allied Joint Force Command di Napoli.

Il Vice Ammiraglio Clive Johnstone, della Royal Navy, capo delle forze navali della Nato, ha ricordato più volte che i movimenti delle forze russe sono addirittura superiori rispetto a quelle della Guerra fredda. Allarmismo? Sicuramente il confronto con Mosca si sta facendo sempre più acceso. E da parte Nato non è mai stato nascosto il considerare la Russia quale avversario principale della propria strategia. 

Gli strateghi americani e britannici ritengono che la marina russa, in particolare per quanto riguarda i sottomarini, abbia raggiunto un livello tecnologico molto elevato. La marina di Mosca si è snellita, ma ha migliorato la qualità delle sue forze. E la Nato sta circondando la Russia per evitare che i due sbocchi sull’Atlantico,  cioè il Baltico e il Mar Nero, siano un loro dominio incontrastato. 

I recenti sviluppi degli investimenti in ambito Nato, così come la ridefinizione delle flotte americane, hanno un solo obiettivo: la marina russa. Il Pentagono vuole evitare che la Russia abbia accesso all’Atlantico e metta a repentaglio i suoi interessi. La guerra è già in corso, silenziosa ma complessa proprio come la Guerra fredda. E la Quarta battaglia non è un’ipotesi: è già una realtà.

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