Il Senato degli Stati Uniti si prepara a sottoporre una nuova proposta di legge che limiterà i poteri del presidente Donald Trump in materia di strategie militari.

Il capo del comitato per gli affari internazionali, Bob Corker, ha detto che i senatori di entrambe le parti hanno redatto un nuovo disegno di legge che sostituirà le autorizzazioni del 2001 e del 2002  all’utilizzo della forza militare all’estero contro i terroristi.

I senatori vogliono limitare i diritti del presidente in quest’area e conferire al Congresso maggiore autorità nel risolvere tali questioni. La votazione e la modifica della proposta di risoluzione dovrebbero essere tenute il 23 aprile.
Le discussioni sul ruolo del Congresso e sui diritti del presidente nella condotta della guerra all’estero sono ripresi con nuova linfa dopo gli attacchi degli Stati Uniti e degli alleati occidentali sulla Siria il 14 aprile. Molti senatori e membri del Congresso hanno espresso indignazione circa la questione che tale decisione sia stata presa senza discussione con i legislatori.

“Nel corso degli anni, sono stati compiuti molti sforzi per aggiornare questi poteri e, anche se resta ancora del lavoro, sono lieto che abbiamo raggiunto un accordo che sarà esaminato dalla commissione … Attendo con impazienza una sana discussione e il processo di modifica della nostra commissione la prossima settimana” ha dichiarato Corker.

In una dichiarazione pubblicata sul suo sito web, Corker ha espresso la speranza che, alla fine, sarebbe stato possibile trovare un equilibrio tra l’effettiva lotta degli Stati Uniti contro i terroristi e il ruolo più forte del Congresso nell’affrontare questi problemi.

In precedenza, proprio da membri del Congresso, era arrivato il monito nei confronti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, cui è stato intimato di dover chiedere al Congresso il permesso di espandere le operazioni militari in Siria, così come aveva dichiarato la senatrice statunitense Elizabeth Warren.

“Se il presidente vuole espandere la partecipazione militare degli Stati Uniti nella guerra civile siriana, deve chiedere l’approvazione del Congresso e fornire una strategia dettagliata con obiettivi chiari e un piano su come raggiungerli”, ha detto la Warren. Tuttavia, la stessa ha poi aggiunto che gli Stati Uniti dovrebbero far parte di una “azione multilaterale programmata e coordinata” contro il governo della Siria.

A differenza dell’attuale autorizzazione di guerra, una revisione del Congresso viene redatta ogni quattro anni, durante i quali il Congresso potrebbe modificare, espandere o abrogare l’autorità del presidente. Se il Congresso non agisce, l’autorità del presidente continua senza ostacoli. Mentre alcuni volevano una scadenza, i negoziatori si sono accordati sulla revisione per assicurarsi che il Congresso avesse qualche svista mentre cercava di placare coloro che erano riluttanti a sfidare l’autorità del presidente.

Trump ha ripetutamente affermato la sua avversione per l’uso dell’esercito americano nelle guerre all’estero, ma ha sempre più difficoltà a disimpegnarsi. La Casa Bianca non ha risposto alle domande sul fatto che il presidente supporti un nuovo intervento armato.

Le leggi che consentono l’uso della forza militare all’estero furono adottate dal Congresso degli Stati Uniti nel 2001 e nel 2002. La prima è stata adottata dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001 e la seconda prima dell’operazione militare Usa in Iraq, iniziata nel marzo 2003.

I presidenti degli Stati Uniti si rivolgono periodicamente al Congresso per avere il permesso di usare la forza militare, ma spesso ne fanno a meno. Inoltre, esiste una pratica di interpretazione ampia di tali permessi: per esempio, la lotta contro il gruppo terroristico dello Stato islamico (Isis, o Daesh) bandito in molti Paesi, tra cui gli Usa, la Russia e anche dall’Ue, si basa sul permesso dato per azioni militari contro Al-Qaeda e contro il governo iracheno, guidato dall’allora presidente Saddam Hussein.

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