Il fronte meridionale ucraino, intendendo in particolare il settore a ovest del fiume Dnepr, da tempo è sotto la lente d’ingrandimento degli analisti militari in quanto si prevede che l’esercito ucraino possa organizzare una controffensiva con la finalità di scacciare i russi dalla strategica città di Kherson.

Vi abbiamo già raccontato della reale opportunità di un’operazione simile, che sarebbe dispendiosa e molto probabilmente inutile stante la guerra di logoramento russa, anche al netto della considerazione che una controffensiva si mette in atto senza annunciarla da settimane, come invece ha fatto Kiev.

Nell’oblast di Kherson occupato, i russi hanno avuto mesi di tempo per trincerarsi e nuove informazioni provenienti da osservatori casuali e da fonti Osint (Open Source Intelligence), stanno confermando la nostra previsione che lo Stato maggiore di Mosca stia organizzando una “contro-controffensiva”, o per meglio dire una nuova offensiva, diretta verso Mykolaiv, la città che è chiave di volta sulla strada per Odessa.

Nella giornata di ieri, infatti, un treno carico di Mbt (Main Battle Tank) tipo T-80 è stato osservato in movimento nella città di Kazan, la capitale della repubblica russa del Tatarstan. I carri sono evidentemente stati prelevati dai depositi di seconda linea russi: sono stati spogliati della corazza reattiva Kontakt-1 e delle mitragliatrici antiaeree, la maggior parte non presenta i kit per lo snorkel e anche i contenitori di stoccaggio esterni. Anche treni carichi di veicoli blindati e del genio sono stati visti in movimento nel meridione, diretto verso Kherson.

Indicazioni che la Russia sta svuotando i suoi depositi di mezzi corazzati ci arrivano dalla ricognizione satellitare: il raffronto tra due immagini riprese dal Sentinel-2, la prima di inizio giugno, la seconda di inizio agosto, del 22esimo Tank Reserve Center nell’oblast di Buy-Kostroma mostrano che il deposito, nel passaggio satellitare di qualche giorno fa, è praticamente vuoto.

Anche una stima dei Btg (Gruppi Tattici di Battaglioni) russi presenti nell’intera regione di Kherson, a ovest ed est dello Dnepr, mostra come il dispiegamento di forze in quell’area sia notevolmente superiore rispetto ad altri settori del fronte in questo momento. Dei 120 Btg che la Russia si stima stia schierando, 22 sono a ovest del fiume e 27 immediatamente a est, mentre nella regione del Donbass ce ne sarebbero solo tra i 30 e i 35 divisi tra il settore nord (Rubizhe, Lyman) e quello sud (Luhansk, Donetsk). Il grosso dell’esercito russo, quindi, è palesemente schierato a sud.

Un altro fattore che fa pensare che i russi stiano per intraprendere una nuova offensiva verso ovest oltre lo Dnepr, è dato dall’attività di bombardamento delle retrovie ucraine, che coinvolge tutto il settore di Mykolaiv. L’altro settore principale del fronte, il Donbass, però non è silente: risulta che l’esercito russo stia colpendo duramente le posizioni ucraine con tiri di artiglieria nelle zone di Kharkiv, Sloviansk e Bakhmut/Soledar, molto probabilmente con la duplice finalità di tenere inchiodate le forze ucraine e indebolirle costringendole a subire perdite che diventano, di giorno in giorno, sempre meno sostituibili.

Vi abbiamo già raccontato che anche Kiev sta consumando, oltre alle scorte di munizioni, la risorsa più importante per poter sostenere un conflitto: il personale. Nonostante gli attacchi portati dall’esercito ucraino per cercare di interrompere l’afflusso di armamenti attraverso lo Dnepr e per cercare di disarticolare la rete logistica russa, che spesso hanno avuto successo, le forze di Mosca stanno comunque procedendo, se pur lentamente, a rinforzare quel settore del fronte e riteniamo che la nuova offensiva potrebbe cominciare nell’arco di un paio di settimane.

La nuova campagna di arruolamento lanciata dalla Russia per “battaglioni di volontari” da spedire in Ucraina, per il momento sembra più destinata a reclutare personale per le forze di occupazione piuttosto che per quelle di prima linea: così facendo lo Stato maggiore russo può liberare soldati professionisti e “veterani” da utilizzare al fronte.

Da ultimo, le operazioni aeree russe continuano su tutto il fronte, da nord a sud, ma stiamo assistendo da qualche giorno al tentativo di eliminare sistematicamente le difese antiaeree con munizionamento stand off nella regione che va da Odessa a Mykolaiv, che potrebbe essere un indizio del fatto che si intende liberare la strada per l’attività dei cacciabombardieri e degli elicotteri che verranno impiegati per sostenere l’avanzata delle forze terrestri.

Molto probabilmente quando vedremo un utilizzo più intenso dell’artiglieria, anche a razzo, dei missili balistici a corto raggio e del tiro missilistico navale, sarà il segnale che l’offensiva russa da Kherson verso occidente sta per cominciare. L’obiettivo di questa azione, come accennato, potrebbe facilmente essere la città di Mykolaiv in quanto da essa si può convergere verso Odessa, ma riteniamo che l’esercito russo non commetterà lo stesso errore dell’inizio del conflitto, quando ha effettuato l’attacco verso la città con una sola direttrice, bensì cercherà di ottenere “profondità” avanzando anche a nord in modo che le unità impiegate nell’azione verso Mykolaiv possano avere il fianco coperto. Del resto questa possibilità è plausibile anche per l’attuale schieramento delle forze russe a ovest dello Dnepr: la fascia occupata risale il corso fluviale per circa 150 chilometri partendo da Kherson, con un’ampiezza, verso ovest, di una quarantina.

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