Prosegue la guerra in Siria. L’esercito governativo avanza verso sud, nella provincia di Daraa, dove ormai sette anni fa è scoppiata la rivolta. L’operazione militare è entrata nel vivo nella notte del 22 giugno scorso, con pesanti bombardamenti contro le milizie ribelli.

Ora le truppe governative stanno avanzando nella parte orientale della provincia, appoggiate dai caccia di Mosca che, proprio in queste ore, hanno martellate le postazioni ribelli. Il Jerusalem Post parla di oltre venti attacchi su Bushra al Harir, a nord est di Daraa. Gli aerei sarebbero partiti dalla base di Hmeimim, nella provincia di Latakia. La mossa di Mosca potrebbe aprire scenari molto complessi.

Il documento dell’Esercito siriano libero

L’agenzia di stampa  Reuters è venuta in possesso di un documento che gli Stati Uniti avrebbero mandato ai leader dell’Esercito siriano libero di Daraa. In esso si chiede ai ribelli di “non basare le loro decisioni sulla possibilità di un intervento militare degli Stati Uniti”. Come dire: questa battaglia non è nostra.

Il messaggio poi prosegue: “Gli Stati Uniti comprendono le difficili condizioni che state affrontando e raccomandiamo ancora ai russi e al regime siriano di non intraprendere azioni militari che violino la zona”. La provincia di Daraa, infatti, rientra nelle zone di de-escalation  delineate ad Astana oltre un anno fa.

Solamente poche settimane fa, il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Heather Nauert, aveva avvisato Damasco: “Mettiamo in guardia il regime siriano contro qualsiasi azione che rischi di ampliare il conflitto o mettere a repentaglio il cessate il fuoco. Come garante di questa zona di allentamento con Russia e Giordania, gli Stati Uniti prenderanno misure ferme e appropriate in risposta alle violazioni del regime di Assad”.

L’operazione russa a Daraa

Questa mattina, il giornale filo governativo Al Masdar annunciava ufficialmente l’ingresso dell’aviazione russa nella battaglia di Daraa. Il giornale nota anche che l’attacco arriva solamente 48 ore dopo che il Dipartimento di Stato americano aveva avvisato i russi e il governo di Damasco di non avviare una campagna militare nella Siria sud occidentale. 

Le minacce sono però cadute nel vuoto. Come mai? La Russia sta sfidando gli Stati Uniti e vuole vedere fino a che punto sono disposti a difendere i loro alleati? Oppure Washington ha scaricato i ribelli dell’Esercito siriano libero? 

Israele abbatte un drone siriano

Mentre infuriava la battaglia nella provincia di Daraa, Israele ha abbattuto un drone governativo che si stava avvicinando ai confini dello Stato ebraico.  Lo riporta Haaretz. Questa battaglia è particolarmente importante per Tel Aviv in quanto le forze sciite legate all’Iran, in particolare gli Hezbollah libanesi, potrebbero avvicinarsi ai suoi confini. Il che, per Israele, è inaccettabile.

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